Pubblicato il: 22 novembre 2017 alle 12:00 pm

Allarme usura in Calabria, il 18% dei commercianti vuole comprare un’arma Rapporto Confcommercio: abusivismo e contraffazione i fenomeni maggiormente percepiti, mentre sono tanti gli esercenti “avvicinati” dalla criminalita'

di Ennio Tomasini.

Reggio Calabria, 22 Novembre 2017 – Il malessere degli italiani in fatto di sicurezza è uno dei fenomeni sociali più diffusi. Il problema è che, a parte le sempre più ripetute proteste contro la presunta evanescenza delle istituzioni, sta sorgendo nei cittadini la consapevolezza che in mancanza di tutela debbano farsi carico della propria incolumità. In Calabria, per esempio, i crimini contro il commercio più diffusi nel 2017 sono riferiti al reato di usura (37%), quasi il doppio della percentuale nazionale (18%), con un’esperienza diretta e indiretta con la criminalità pari al (44%) rispetto alla media nazionale del (23%). Attualmente solo il 4% dei commercianti calabresi intervistati possiede un’arma di difesa personale (7% il dato nazionale), ma il 18% pensa di dotarsene in futuro contro l’11% del dato nazionale. Questi, in sintesi, sono i dati elaborati dalla GfK Italia per ConfCommercio e relativi ai fenomeni criminali presentati a Reggio Calabria, in occasione della giornata “Legalità mi piace”, svoltasi al mercato di piazza del Popolo.

In Calabria l’incidenza di chi percepisce un peggioramento dei livelli di sicurezza (20%) è inferiore alla media nazionale (30%), mentre è più alta la quota di chi percepisce una stabilità (72%) contro il (63%) nazionale. Abusivismo e contraffazione sono i fenomeni maggiormente percepiti in aumento. Seguono usura, con tassi significativamente più alti (37%) che a livello nazionale (18%), e furti (36% in Calabria, 47% resto d’Italia). Decisamente sopra media nazionale l’esperienza diretta e indiretta di criminalità: il 44% dei commercianti calabresi ha avuto un’esperienza (42% indiretta, 20% diretta), contro il 23% del dato nazionale (22% indiretta, 9% diretta). Tra le misure di prevenzione e tutela adottate in Calabria risulta sopra media il ricorso a telecamere e allarmi (56% in Calabria, 48% resto d’Italia). In linea con la media nazionale le altre contromisure: assicurazione (31%), denuncia (29%), vigilanza privata (26%).

Anche in Calabria le iniziative considerate più efficaci per garantire la sicurezza si confermano la certezza della pena (78%) e un maggior supporto da parte delle forze dell’ordine (59%). Come a livello nazionale la grande maggioranza dei calabresi ritiene poco o per niente efficaci le leggi che contrastano i fenomeni criminali (34% no per niente efficaci – 57% no poco efficaci), il giudizio però è meno drastico. E ancora come per la media italiana anche i commercianti calabresi esprimono parere favorevole verso l’inasprimento delle pene per i reati contro le imprese (64% Calabria, 67% Italia), con una incidenza superiore, e statisticamente significativa, di chi si dichiara “abbastanza d’accordo” (29% Calabria, 24 Italia). In linea con il dato nazionale la maggioranza ritiene che non si scontino realmente le pene per i crimini commessi (27%). Come per la domanda precedente, si osserva una incidenza superiore, e statisticamente significativa, di chi si posiziona in un’area che non esclude la possibilità che non sia così (55% Calabria, 42% Italia). Sostanzialmente in linea con la media nazionale la percentuale di chi dichiara di non avere un’arma per difesa personale (4% Calabria, 7% Italia) e poco più alta la quota di chi pensa di dotarsene in futuro (18% Calabria, 11% Italia). L’incidenza di chi ha subito taccheggi in Calabria risulta più bassa (35%) rispetto al resto del Paese (43%).

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