Pubblicato il: 22 novembre 2017 alle 10:00 am

Ecco l’Italia che non tramonta: e’ la meta piu’ desiderata al mondo dal 37% degli stranieri I visitatori la preferiscono a grandi nazioni come Canada, Australia, Cina e Stati Uniti per qualita' della vita, la creativita' e l’inventiva

di Giuseppe Picciano.

Roma, 22 Novembre 2017 – Sarà pure una ricerca di parte, ma il risultato è più che incoraggiante. L’Italia è la prima destinazione dove i turisti di tutto il mondo vorrebbero andare. E risulta al massimo gradimento anche per qualità della vita, per la creatività e per l’inventiva davanti a Canada, Australia, Cina e Stati Uniti. I dati emergono dalla ricerca “Be-Italy” commissionata da Enit a Ipsos che ha indagato la percezione e l’immagine dell’Italia in 18 Paesi stranieri. Alla domanda «Se vincesse una vacanza premio all’estero, dove vorrebbe andare?». Il 37% della popolazione mondiale ha risposto «In Italia» (41% tra i ceti elevati), il 32% gli Stati Uniti, il 31% l’Australia. Inoltre, l’Italia è anche il primo Paese al mondo che viene associato a qualità della vita, creatività e inventiva.

Il nostro Paese, si legge ancora nella ricerca, è il terzo più conosciuto al Mondo (45% sul totale della popolazione mondiale) dopo Usa (49%) e Regno Unito (47%). I ceti elevati hanno maggiore conoscenza dell’Italia (65%). La Germania fa registrare il più alto tasso di conoscenza della Penisola (21%), superando Francia (18%), Regno Unito (16%), Usa (16%) e India (15%).

«Un dato sicuramente positivo – dice Giovanni Bastianelli, direttore esecutivo di Enit – è quello del consolidamento della domanda da parte dei mercati maturi e dell’elevato potenziale di sviluppo che si sta esprimendo a livello di prospettiva. Nello stesso tempo stiamo assistendo a un’evoluzione strutturale dell’industria turistica e della modalità di fruizione del Paese. Il profilo del marchio Italia – aggiunge Bastianelli – viene valorizzato grazie a nuovi valori che si vogliono vivere soggiornando nel Bel Paese: il radicamento identitario, la forza inclusiva, il territorio, “l’italian way of life”, il cibo, la dimensione slow. Occorre dunque proseguire nella direzione di fare fronte ad una nuova tipologia di domanda, la differenziazione dell’offerta, e l’accelerazione della leva della commercializzazione. Solo così l’Italia può mantenere e accrescere il ruolo di attore principale a livello globale».

Il maggior flusso di visitatori si registra dall’Europa. L’11% del totale degli intervistati ha visitato l’Italia 3 volte o più, la percentuale sale al 26% tra i ceti elevati. Fatto 100, coloro che sono già stati in Italia, il 57% ha visitato il nostro paese negli ultimi 6 anni. All’interno dell’Europa, i maggiori arrivi si registrano dalla Germania (un terzo dei tedeschi è stato in Italia 3 o più volte).

Nello stesso tempo la ricerca Ipsos prende in considerazione l’immagine dell’Italia all’estero. Sulla base del totale intervistati, il giudizio “molto positivo” sull’Italia si riscontra nel 29% del campione, un dato allineato a quello ottenuto da Germania, Gran Bretagna e Francia. L’apprezzamento per l’Italia sale al 42% tra i ceti elevati. Sommando il giudizio molto e abbastanza positivo l’Italia raggiunge l’84% e il 91% tra le fasce ad alto reddito.

Il 23% del totale intervistati riconosce nell’Italia il Paese della buona cucina, il 16% quello dei monumenti e della moda, il 15% della pittura/scultura, il 7% del design, il 5% della musica e del teatro. Solo il 3% associa lo sport all’Italia.

Il 29% (45% fasce di reddito alto) della popolazione mondiale dichiara di avere pianificato un viaggio in Italia entro 5 anni. Per quanto riguarda la tipologia del turismo, la maggior parte degli intervistati menziona come primo polo di attrattività quello delle grandi città storiche. Ampi margini di crescita si rilevano per il turismo “diverso”, diffuso e sostenibile (borghi, paesaggi, percorsi eno-gastronomici, ecc.), obiettivo che Enit persegue.

Il 77% menziona tra le città top Roma, seguita da Venezia (59%) e Milano (48%), soprattutto citata da Giappone, Cina, Brasile e Africa). Seguono Firenze (35%), Napoli (23%), Torino (8%), Verona (7%).

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