giovedì, Dicembre 9, 2021
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Diciamo basta a ogni forma di violenza. Parliamone. Ma facciamo in modo che non siano solo parole

La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è una ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come data della ricorrenza e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica in questo giorno.

 

Sensibilizzare. Perché come viene spesso sottolineato: il problema è culturale. La cultura del rispetto, o meglio, del mancato rispetto nei confronti delle donne. Così ognuno cerca di fare la propria parte, anche attraverso la realizzazione di video, professionali o amatoriali. L’obiettivo è quello di far emergere le violenze, farle venire allo scoperto, attraverso la denuncia, con il sostegno di strutture qualificate.

Il problema è culturale e, come sappiamo, mondiale. Nessun’area del pianeta è immune. Iniziative come quella dell’istituzione di una giornata in cui in tutto il mondo si discuta sulla violenza di genere, sono senz’altro importanti. Sarebbe bene, anzi, non limitarsi e non cercare sinonimi quando se ne parla: è violenza. Ed è violenza contro le donne. Ogni altra definizione, poco chiara, non aiuta la comprensione, non aiuta a sensibilizzare, non aiuta quel processo culturale di cui parlavamo.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite ricorda che la violenza contro le donne rimane una delle violazioni dei diritti umani più pervasivi a livello mondiale. La nuova agenda per lo sviluppo sostenibile, Agenda 2030, include l’eliminazione di tutte le forme di violenza contro donne e ragazze come obiettivo specifico. Le donne delle Nazioni Unite, insieme a tutti i suoi partner, stanno lavorando per sostenere i paesi nel campo delle leggi e delle politiche globali per porre fine alla violenza, alla prevenzione, alla fornitura di servizi essenziali di qualità e al miglioramento della raccolta e dell’analisi dei dati.

Ma accanto alla sensibilizzazione, affinché anche il processo culturale possa compiutamente realizzarsi, sono necessarie misure di prevenzione efficaci, tutele nei confronti delle donne che trovano il coraggio e la forza di denunciare; e severità nei confronti di chi le costringe a doversi difendere, scappare, a vivere nel terrore. Oggi, anche oggi, è importante che se ne parli. Ma non devono restare, anche oggi, solo parole.

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