Pubblicato il: 27 novembre 2017 alle 9:40 am

«Ni una menos», lo slogan delle donne che hanno manifestato in Peru’ Nel racconto di una giovane italiana trasferita a Lima, le battaglie contro il maschilismo imperante nell'America meridionale

di Angela Faiella.

Roma, 27 Novembre 2017 – E’ il 25 novembre 1960 quando le sorelle Mirabal, domenicane, si oppongono alla dittatura di Rafael Trujillo e sono torturate e strangolate. Dal 1999 il 25 novembre è la giornata internazionale per combattere la violenza contro le donne.

Troppe donne e bambine sono abusate, torturate e uccise ogni giorno. Soprattutto in alcune parti del mondo, il rispetto e l’uguaglianza di genere per i diritti, le opportunità, il salario appare ancora molto lontano dalla realtà. Il femminismo non è in opposizione al maschilismo, non si vuole imporre un genere sull’altro. L’obiettivo è l’uguaglianza.

Abbiamo parlato con chi ha sposato questa causa. Beatrice Innocenti è una giovane docente di storia e filosofia. Originaria della provincia di Firenze da qualche mese si è trasferita a Lima, capitale del Perù. Sta collaborando con un collettivo del posto che si occupa di salvaguardare i diritti delle donne. «Spesso quando facciamo lavori nei quartieri più svantaggiati, ci criticano – racconta Beatrice -. Criticano soprattutto me, definendomi come la straniera che va contro il maschilismo peruviano. Ciò che penso è che la lotta è internazionale. Qui a Lima, la situazione è complicata. Appartenere ad una determinata etnia significa far parte di una specifica classe sociale. Le problematiche dei diversi diritti delle donne e delle violenze sono radicate nelle società. Far parte di una minoranza culturale povera aumenta ancor di più lo stigma e il pericolo per donne e bambine. C’è bisogno che queste donne si sentano parte di un gruppo, rivendichino i propri diritti, siano autodeterminate e abbiamo l’oppurtunità di prendere decisioni che le riguardino. È per questo che ho deciso di adottare la loro causa e stare al loro fianco».

Lima, è una città multiculturale abitata da più di 9 milioni di persone, 1/3 della popolazione nazionale, ed è una delle 30 città più grandi del mondo. Il problema della giustizia sociale è radicato nella cultura di una società fortemente afflitta dalla povertà.

Fino a qualche anno fa i diritti delle donne erano rappresentati solo dalla classe più ricca del Perù, ovvero dalle donne di razza bianca che però non conoscono i dolori dei ceti sociali più poveri. Perciò a causa di esigenze e privilegi diversi, negli ultimi anni il femminismo si è trasformato in tante voci diverse, per far fronte alle diverse esigenze delle donne delle varie classi sociali.

Peru_25_novembre

Manifestazione a Lima il 25 novembre

Nella giornata internazionale della violenza contro le donne hanno sflilato per le strade della capitale peruviana in moltissimi tra donne uomini e bambini. Il 25 novembre #Nonunadimeno è il grido che ha fatto il giro del mondo ed è ciò che deve essere urlato ogni giorno, ovunque. Non può essere tollerata alcun tipo di violenza nei confronti delle donne senza far differenza di colore, lingua, etnia, cultura, e condizione economica.

Nessuna donna deve provare sofferenza per mano di un uomo. «Somos el grito de las que ya no tienen voz» (siamo il grido di chi già non ha voce); «Que nadie te quite la gana de vivir» (che nessuno ti tolga la voglia di vivere).

 

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