Pubblicato il: 29 novembre 2017 alle 8:00 am

«Siamo diventati carne da macello» Lo sfogo dei liberi professionisti dopo la vicenda del bando del Comune di Catanzaro. Il 30 novembre manifestazione a Roma degli Ordini Professionali

di Fabrizio Morlacchi.

Roma, 29 Novembre 2017 – Un euro. Che in molte città non ci paghi nemmeno il caffè. Eppure è il compenso “simbolico” previsto da un bando di gara rivolto a liberi professionisti laureati e qualificati. Un euro, che a pensarci un po’ su viene da ridere, ma anche da piangere perché il conto dei soldi e dei sacrifici consumati, anche a mente si fa, pesa molto più di svariate borse piene di monete da 1 euro.

Che nemmeno il parcheggiatore abusivo, quello che ti chiama dottò con aria ruffiana anche quando la laurea non ce l’hai, nemmeno lui lo accetta più 1 euro, gliene devi lasciare almeno 2, altrimenti allarga le braccia: «Non c’è posto dottò».

Come si è arrivati a una situazione del genere? Come sia possibile consentire anche dal punto di vista giuridico e formale che 1 euro possa essere il compenso da riconoscere a un professionista?

Gli architetti sono alla canna del gas. L’Associazione degli Enti Previdenziali Privati (Adepp) stima che tra il 2008 e il 2015 i guadagni dei professionisti italiani sono calati del 20%. Nel 2015 il reddito medio è stato  di 33.954 euro (lordi). Che diventano 12mila se consideriamo la fascia di professionisti tra 25 e 30 anni. Casa, mutuo, famiglia, vacanze? Niente più.

Domenico Tirendi è architetto e docente presso la facoltà di Architettura della Federico II di Napoli. «Si chiede a noi tecnici una professionalità sempre più certificata anche dal punto di vista della deontologia, una preparazione accurata, valutata e anche onerosa perché ci vengono imposte attività formative e quelle più interessanti sono le più costose. Da un lato ci viene chiesto questo. Anche l’assicurazione professionale, mail certificata, firma digitale. Oneri, tanti. Per contro ci vengono abbattute le tariffe professionali, non esistono più i minimi tariffari. Se è vero che possiamo fare prestazioni a un euro non possiamo dichiarare dieci euro all’anno perché poi gli studi di settore non hanno seguito questo iter. Questa cosa dell’incarico a 1 euro non l’ho proprio digerita. Si parla tanto di sostenere le libere professioni ma quando c’è da legiferare chissà perché ci si dimentica dei professionisti».

L’Italia è il Paese con il maggior numero di liberi professionisti in Europa: solo quelli iscritti a un albo professionale superano la quota di 1,4 milioni e costituiscono il 5% delle forze lavoro in Italia e il 25% del complesso del lavoro indipendente (Rapporto 2017 sulle libere professioni in Italia curato dall’Osservatorio libere professioni di Confprofessioni)

«Appare sconcertante la sentenza del Consiglio di Stato del 3 ottobre 2017 n. 4614, in cui si configura una corrispondenza tra il concetto di ‘sponsorizzazione’ e la gratuità delle prestazioni professionali». Così Inarsind (Associazione di intesa sindacale degli architetti e ingegneri liberi professionisti italiani) commenta la sentenza n. 4614/2017 della quinta sezione del Consiglio di Stato, secondo la quale il bando del Comune di Catanzaro che prevede incarichi professionali a titolo gratuito non è in contrasto con i principi concorrenziali. «È incredibile che si possa asserire che una prestazione professionale, quale la redazione di un Piano strutturale, che richiede idonea preparazione tecnica nonché implica decisioni di assoluto rilievo che condizionano lo sviluppo del territorio e la sua conseguente valutazione in termini economici, possa essere resa gratuitamente in forma di “sponsorizzazione” da parte di un professionista».

Il numero dei liberi professionisti in Italia è pari a circa il 6% degli occupati complessivi, con un reddito medio pro capite di oltre 38mila euro. Emerge da un’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio sul ruolo delle nuove professioni nel terziario, che traccia l’identikit delle nuove professioni ed evidenzia come i liberi professionisti, a fronte di una contrazione di tutte le componenti dell’occupazione tra il 2008 e il 2015, siano invece aumentati di quasi il 15%. La maggioranza dei liberi professionisti (983 mila), spiega la ricerca, è iscritta ad albi o ordini, con un reddito medio pro capite di quasi 45mila euro, mentre i professionisti non ordinistici, cioè le nuove professioni (free lance, professionisti indipendenti), sono 344 mila con un reddito medio pro capite di 16.500 euro. Negli ultimi 6 anni sono questi ad aver registrato la maggiore crescita: +51,6% contro il +14,8% dei liberi professionisti e il +5,8% di quelli iscritti agli ordini.

Va giù pesante la deputata Serena Pellegrino, architetto: «I Professionisti sono diventati carne da macello stritolati tra chi gratifica il capitale e chi, già a fatica, viene riconosciuto come lavoratore. Una classe di 2 milioni di persone che non trovano più rappresentanza, sono ormai ignorati totalmente da quando sono stati cancellati i minimi tariffari e l’assurdità del massimo ribasso. Si è arrivati al paradosso di compensare con un euro il lavoro per il progetto di un piano strutturale comunale: la base per un PRG di qualità come accaduto nel comune di Catanzaro. La sentenza del Consiglio di Stato e la risposta del Ministero alla mia interrogazione è chiara ed inequivocabile: il compenso si può trovare anche attraverso altre fonti poco lecite. Noi non ci stiamo! Vogliamo essere legali e non soggetti a ricatto!».

L’approvazione avvenuta nei giorni scorsi, nella 5° Commissione permanente “Programmazione economica e Bilancio” del Senato, dell’emendamento che estende a tutti i liberi professionisti il diritto all’equo compenso è sicuramente un primo importante passo verso un’adeguata tutela di oltre due milioni di lavoratori autonomi in tutta Italia. «Questo risultato è stato ottenuto grazie alla perseveranza della Rete delle Professioni Tecniche guidata dal Presidente del Consiglio Nazionale Ingegneri Armando Zambrano e del Comitato Unitario delle Professioni». Lo ha dichiarato il Presidente della Federazione Ordini Ingegneri Marche Massimo Conti, appena raggiunto dalla buona notizia. Il Presidente del Consiglio Nazionale Ingegneri Zambrano, in occasione di una conferenza stampa tenuta alla Camera dei Deputati, ha ringraziato il Governo e tutte le forze politiche che hanno trovato la convergenza sul tema dell’Equo Compenso aggiungendo, però che «sarà necessario limare qualcosa, vigilare sull’iter parlamentare, ma è una base importante da cui partire». Proprio per questo assume un’importanza fondamentale la manifestazione che lancerà la campagna “#sevalgo1euro” e vedrà, domani, raggiungere Roma i gruppi dirigenti territoriali di tutti gli Ordini Professionali Italiani che, assieme ai Consigli Nazionali e alle altre componenti del sistema ordinistico e di Inarcassa (ma anche di molte organizzazioni ed associazioni non ordinistiche) chiederanno rispetto per il ruolo sociale delle professioni, fondamentale per garantire prestazioni di qualità a tutela principalmente dei loro committenti, pubblici e privati. All’evento di domani sono stati invitati «a partecipare tutti i partiti e il Governo in modo da capire chi intende seriamente sostenere, in questo scorcio finale di legislatura, fattivamente e seriamente i diritti dei professionisti, a tutela in realtà degli interessi del Paese, che ha bisogno di una classe professionale competente e rispettata. L’equo compenso è necessario anche per dare riferimenti ai cittadini, che cosi saprebbero orientarsi nel corrispettivo economico della prestazione professionale» ha dichiarato il Presidente Zambrano, concludendo che «senza le professioni il Paese non cresce e non migliora».

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