Pubblicato il: 2 dicembre 2017 alle 8:08 am

Perche’ Ungaretti non vinse il Nobel? Quando la politica si 'occupa' di cultura...

di Valentina Grasso.

Roma, 2 Dicembre 2017 – Perché Giuseppe Ungaretti non ha vinto il premio Nobel? Perché uno tra i più grandi poeti italiani del Novecento non ha ricevuto il premio più ricercato dagli artisti? Forse non è il più ambito o forse c’è un retroscena sconosciuto che si nasconde dietro ogni autore. In una corrispondenza tra Ungaretti e il traduttore francese Jean Lescure vengono a galla delle considerazioni del poeta di Alessandria d’Egitto proprio riguardo il Nobel: «Tu sai che chi lo attribuisce sono quattro poeti ridicoli. Gli altri sono uomini di scienza e il più cretino dei quattro è il segretario permanente».

È doveroso premettere che il perno del carteggio tra i due è proprio la corsa alla conquista del premio di Stoccolma. Per cui è legittimo pensare che se da un lato Ungaretti riservò parole di biasimo e disprezzo dall’altro la sua sete di gloria era al pari di quella degli altri e in virtù di ciò screditò i presunti scambi di favori e “attenzioni” tra i candidati e la giuria. Lescure, nel 1959, aiutò Ungaretti nella ricerca del “consenso” per ottenere il riconoscimento dall’Accademia svedese. Tuttavia la vicenda prese una piega ben diversa da quanto si aspettava il poeta. Infatti nello stesso anno l’autore siciliano Salvatore Quasimodo vinse il premio Nobel. La vittoria di quest’ultimo diede atto a Ungaretti di spendere parole negative riguardo il suo avversario: «Salvatore Quasimodo? Un pappagallo e un pagliaccio!». 

Ungaretti rivolse dure parole nei confronti di Quasimodo, lo accusò di non essere un autentico antifascista dal momento in cui aveva collaborato con riviste dichiaratamente fasciste, lo accusò di aver avuto uno scambio di attenzioni con i membri della giuria. L’insuccesso di Ungaretti si verificò nuovamente anni più tardi nel 1964 quando il premio Nobel fu assegnato a Jean Paul Satre. Dopo 50 anni è stata desegretata la lista dei nomi dei candidati tra cui compare anche quello dell’autore del Porto Sepolto. La corsa al premio svedese non ha mai portato un doveroso risultato a Giuseppe Ungaretti. Possibili motivi? Certamente i suoi rapporti con Mussolini non gli fruttarono un buon biglietto da visita ma d’altronde lo stesso Quasimodo ebbe collaborazioni con enti fascisti. La durezza del poeta non conobbe mezzi termini: «Hai compreso la serietà del Nobel? La merda che è in realtà il Nobel?».

Senza dubbio, innumerevoli sono i grandi nomi che non hanno ottenuto la gloria del premio tanto ambito ma c’è da riconoscere, analizzando il percorso di vita del poeta, che Ungaretti non ha mai nascosto dietro un velo di finta modestia il suo desiderio di essere “riconosciuto poeta”. Ne risulta comprensibile il suo amareggiamento che trova sfogo in una libera corrispondenza (come tra due amici che si confidano) con il solidale Lescure. Probabilmente la lettura delle lettere potrebbe sembrare come una violazione della privacy stessa del poeta che dopo una delusione rivela il suo risentimento proprio come farebbe qualsiasi uomo nella vita di tutti i giorni. I criteri di assegnazione del premio Nobel, erano e sono tuttora discutibili e messi in discussioni dagli artisti stessi nonché dall’opinione pubblica ma sicuramente l’autorità, l’esemplarità e la grandissima genialità poetica di Ungaretti prescinde da un “premio”. La bellezza poetica non conosce dogmi o etichette e non può e non deve essere circoscritta ad un riconoscimento, che se pur autorevole, non sanziona le qualità di un’artista.

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