Pubblicato il: 4 dicembre 2017 alle 12:00 pm

Sikuleat, il gioco da tavolo siciliano che unisce cibo, storia e divertimento Come in un Risiko pacifico e in chiave mediterranea, si confrontano civilta’ e tradizioni a colpi di ricette

di Arcangela Saverino.

Palermo, 4 Dicembre 2017 – «C’erano una volta tre ragazze il cui pensiero ricorrente e battente come le onde del mare era “Non invidio a Dio il Paradiso perché io sono felice nel vivere in Sicilia”» recita un post sulla pagina facebook di Sikuleat, il gioco da tavolo che nasce dalla creatività e dalla genialità di tre giovani ragazze siciliane. Un’invenzione frutto di una struggente nostalgia per la propria terra, per i suoi sapori e profumi, che unisce il profondo amore per la Sicilia e per le sue tradizioni gastronomiche alla passione per i giochi di società.

L’idea nasce grazie a Carlotta Costanzo, palermitana che vive in Olanda e che ha studiato economia alla Bocconi di Milano, durante una serata trascorsa con amici a giocare a Risiko. Un vassoio di dolci ad accompagnarli ed ecco accendersi la lampadina: un gioco da tavolo che metta in evidenza i tratti caratteristici della Sicilia, regione dall’immenso patrimonio enogastronomico. Ben presto Carlotta coinvolge Costanza Li Vigni, anche lei palermitana trapiantata a Milano a cui si deve la realizzazione grafica del progetto grazie ai suoi studi di design industriale all’Università di Palermo, e Costanza Caminita, altra palermitana e laureanda presso la Facoltà di Giurisprudenza di Palermo, a cui è affidato il compito di diffondere sul territorio le copie del gioco rimaste dopo la campagna di crowdfunding per la stampa delle prime mille copie. Tre ragazze siciliane che hanno in comune l’amore per le proprie origini ed un legame forte e indissolubile con la propria terra, sebbene la vita le abbia portate a lasciarla o a girare il mondo per curiosità, come Costanza C.

Il gioco ricalca le dinamiche del Risiko «Ci siamo ispirate a uno dei giochi da tavolo più rinomati, il Risiko, e pian pianino abbiamo cercato di capire come poter adattare la logica della battaglia che lo caratterizza alla nostra idea di gioco». Un tabellone con la sagoma della Sicilia divisa in distretti, i dadi, un numero massimo di sei giocatori, esattamente tanti quanti furono i popoli che invasero la Trinacria (Greci, Romani, Arabi, Svevi, Spagnoli e Normanni), rappresentati da pedine che riproducono i simboli delle varie etnie dominanti, come l’elmo greco o il copricapo arabo. L’obiettivo, lungi da intenti guerrafondai, è quello di scambiare 36 prodotti tipici con cui realizzare menù tutti siciliani, attraverso sei differenti tipi di moneta, una per ogni etnia, 36 carte rappresentanti altrettanti prodotti tipici locali e relativi approfondimenti culturali e 13 carte obiettivo.

Tra le pietanze protagoniste del gioco si trovano il Pane Nero di Castelvetrano, raffigurato nel grande tabellone a forma di Trinacria tra i cannoli di Piana degli Albanesi, il gambero rosso di Mazara del Vallo e le succose arance di Ribera.

«Abbiamo voluto raccogliere le delizie della cucina siciliana in un gioco da tavolo al fine di portare la tradizione siciliana a portata di tutti e farla conoscere anche al di fuori della Sicilia» racconta Costanza Caminita. Il gioco, infatti, è tradotto nella lingua inglese per permettere a qualche turista di portare con se un souvenir decisamente fuori dal comune.

Una vera e propria sfida tra popoli invasori, coinvolti in scambi commerciali tra le aree geografiche sicule e che consacra vincitore chi, con il prezzo più basso, riesce ad accaparrarsi quanto più prodotti tipici della cucina siciliana con i quali si dovranno raggiungere degli speciali obiettivi segreti. Un esempio di imprenditoria femminile che riesce a coniugare ciò per cui la Sicilia, centro nevralgico del Mediterraneo fin dai tempi più antichi, si è sempre distinta; cultura, tradizione, sapori.

Il gioco, oltre che in vari punti vendita distribuiti su tutto il territorio siciliano ed individuabili sul sito Sikuleat.it, si può trovare e acquistare su internet. Non resta che iniziare a giocare!

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