Pubblicato il: 12 dicembre 2017 alle 2:41 pm

L’ennesimo attacco a New York, ora gli Stati Uniti si scoprono indifesi L’attentato ha causato “solo” 3 feriti. Sotto accusa l’immigrazione legata alla catena familiare. La predizione di Shimon Peres agli americani: «Un giorno arriveranno anche da voi»

da New York, Loredana Speranza.

12 Dicembre 2017 – «Israele subisce continui attacchi terroristici a causa della vicinanza, un giorno questi terroristi troveranno il modo di attraversare l’oceano e l’America subirà gli stessi attacchi, perché il nemico è la democrazia».

Parole pronunciate da Shimon Peres, ex presidente d’Israele, a un allora ventenne Andrew Cuomo, oggi governatore di New York. Da allora sono stati tanti, troppi gli attacchi terroristici all’America, e in particolare a New York, che è il cuore di questa nazione. Il più terribile, l’11 settembre del 2001, alle Torri gemelli, il più recente ad Halloween, poco più di un mese fa. Sin dal 1993, dalle bombe esplose al World Trade Center, sono stati 26 i tentativi di attentati dinamitardi.

Il più recente? Quello di ieri mattina, verso le 7,20, quando Akayed Ullah, di 27 anni, originario del Bangladesh, si è fatto esplodere sotto il tunnel di una delle più importanti fermate di autobus e treni di New York.

Vi erano tutti gli ingredienti per una strage di enormi proporzioni: l’ora di punta per circa 9 milioni di americani che si apprestano ogni giorno a raggiungere la “Grande Mela” per lavorare; la fermata di Porth Autority, un grande snodo di collegamento tra metropolitana, treni e bus, poco distante da Times Square, una delle mete più agognate dai turisti. Ma qualcosa non ha funzionato.

Sono ancora da accertare alcune dinamiche, come la detonazione anticipata di una delle due bombe, che l’ex autista di taxi aveva costruito seguendo le indicazioni da un sito internet, poiché sembra che l’obiettivo principale fosse Times Square. Le due bombe che si era legato addosso erano molto rudimentali, riempite di chiodi e viti per causare più danno, ma solo una è esplosa causando pochi danni alla struttura e ferendo, in maniera molto lieve, 3 persone.

Anche lo stesso attentatore è sopravvissuto, riportando solo delle bruciature.

Interrogato dalla polizia, in ospedale, ha dichiarato di averlo fatto perché arrabbiato per gli attacchi che Israele sta infliggendo ai palestinesi nella striscia di Gaza, attacchi che si sono inaspriti dopo che il Presidente Trump ha riconosciuto Gerusalemme come capitale d’Israele.

Gli investigatori stanno cercando di capire, in queste ore, se abbia agito da solo, se sia stato ispirato o istruito dall’Isis, se suo fratello, che lavora a New York, o qualche altro familiare sia radicalizzato. Un portavoce del Dipartimento per la sicurezza interna ha fatto sapere che Akayed Ullah è stato ammesso negli Stati Uniti per un visto di famiglia nel 2011, grazie a un parente che ha vinto la lotteria per i visti sulla diversità.

E’ la seconda volta in sei settimane che qualcuno collegato alla lotteria dei visti è stato accusato di un attacco terroristico a New York, e la Casa Bianca ha ribadito le sue ragioni di porre fine alla lotteria e ridurre l’immigrazione “della catena familiare”.

«L’America deve rivedere il suo sistema di immigrazione, che consente a troppe persone pericolose e inadeguatamente selezionate di accedere al nostro paese – ha dichiarato il presidente Trump – il sospetto terrorista di oggi è entrato nel nostro paese attraverso l’immigrazione a catena della famiglia allargata, che è incompatibile con la sicurezza nazionale».

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