Pubblicato il: 13 dicembre 2017 alle 8:00 am

Che posto e’ un mondo dove un bambino su 4 non ha cibo? Il rapporto di Oxfam: nel mondo in 815 milioni soffrono la fame: «Emergenza senza precedenti»

di Fabrizio Morlacchi.

Arezzo, 13 Dicembre 2017 – L’associazione umanitaria Oxfam ha lanciato la campagna “Quanto è grande la tua tavola?”, per raccogliere fondi al fine di garantire l’accesso al cibo alle popolazioni colpite dalle più gravi crisi umanitarie e carestie. Ma prima ha pubblicato il rapporto “Lo scempio della fame”, sulle più gravi crisi alimentari nel mondo, con centinaia di migliaia di famiglie ridotte ad avere poco o niente di cui vivere. Per la prima volta in dieci anni, fa sapere Oxfam, il numero di persone che soffrono la fame nel mondo è in aumento: 38 milioni di persone in più rispetto al 2016. Ben 815 milioni di persone (l’11% della popolazione mondiale) non hanno cibo a sufficienza per sfamarsi né un reddito adeguato per mantenere le proprie famiglie. Una su 4 di loro non ha ancora compiuto 5 anni, bimbi nati in moltissimi casi da madri denutrite: un’eredità drammatica, per cui una madre sottopeso a causa di un’alimentazione inadeguata ha più probabilità di dare alla luce un bambino sottopeso, rispetto ad una madre ben nutrita. Le donne sono più colpite degli uomini dalla denutrizione e/o malnutrizione: è aumentata la percentuale di donne al mondo che soffre di anemia in età riproduttiva (la media è del 30% a livello globale).

Per Oxfam si tratta di un’emergenza senza precedenti, che sta colpendo soprattutto l’Africa orientale, lo Yemen e la Nigeria nord-orientale: solo in Yemen, a causa del conflitto in corso, oltre 17 milioni di persone, tra cui circa 400mila bambini, soffrono di malnutrizione. Così per metà della popolazione colpita dalla guerra in Sud Sudan e per circa 5 milioni di persone nella Nigeria, infestata dal conflitto con Boko Haram.

Tra le cause – spiega l’organizzazione – oltre la guerra anche i cambiamenti climatici, che hanno provocato lunghe e durissime siccità in paesi come l’Etiopia con raccolti persi e allevamenti decimati e dove ora 12,5 milioni di persone sono senza cibo.

«Oltre la metà delle persone che soffrono la fame, vive in zone colpite da conflitti e il 56% in zone rurali, dove i mezzi di sostentamento dipendono prevalentemente da agricoltura e allevamento – dice Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia -. In queste aree di crisi dove Oxfam è al lavoro ogni giorno – spiega -, intervenire per garantire l’accesso al cibo e un riparo o i mezzi e la formazione necessari per resistere a eventi climatici sempre più estremi e imprevedibili, può fare la differenza tra la vita e la morte per migliaia di famiglie. A oggi – conclude – abbiamo raggiunto oltre 5 milioni di persone in alcuni dei paesi colpiti dalle più gravi crisi alimentari del pianeta, ma possiamo fare di più».

neifatti.it ©