Pubblicato il: 14 dicembre 2017 alle 8:00 am

Maltrattamento di animali: Italia, Paese crudele I dati riguardanti l’anno 2016 mettono in luce un problema etico e morale. In un dossier anche il caso di Frittella, cagnetta vittima di abusi sessuali

di Arcangela Saverino.

Roma, 14 Dicembre 2017 – «Nessun animale dovrà essere sottoposto a maltrattamenti e ad atti crudeli» recita l’articolo 3 della Dichiarazione universale dei diritti dell’animale, sottoscritta dalla L.I.D.A. ed altre associazioni animaliste il 15 ottobre 1978 presso la sede dell’Unesco a Parigi. Il successivo articolo 11 è lapidario: «ogni atto che comporti l’uccisione di un animale senza necessità è un biocidio, cioè un delitto contro la vita». Sono trascorsi trentotto anni da tale data, ma la specie umana non ha ancora ben compreso che il riconoscimento del diritto all’esistenza delle altre specie animali costituisce il fondamento della coesistenza degli esseri viventi nel mondo.

I dati pubblicati dalla LEAL – Lega Antivivisezionista e Riscatto Animale nel Rapporto sul maltrattamento animale in Italia nell’anno 2016 dà un quadro realistico del fenomeno e la misura dell’enorme numero di vittime animali. Il dossier, che non tiene conto delle morti reali, ma solo di quelle balzate alla cronaca, riporta numeri impietosi: la regione più violenta è la Lombardia con il 50%. Al secondo posto vi è la Sicilia con il 49%, in terza posizione la Campania con il 43%. Inoltre, distingue la tipologia dei maltrattamenti: il 73% riguarda le sevizie che testimoniano la crudeltà e l’insensibilità di chi ha agito per un motivo abbietto e futile, infliggendo gravi sofferenze fisiche senza giustificato motivo. Il 67% ha scelto di maltrattare gli animali attraverso le percosse; il 55% della sofferenza inflitta è frutto di incuria; il 46% di abbandono. Senza tralasciare il 44% di fucilate o, ancora, il 39% di avvelenamento.

Dati che non lasciano dubbi: l’Italia è un paese crudele verso gli animali e, a dimostrazione di ciò, è bene ricordare alcune tra le storie che sono balzate alla cronaca durante il 2016. Ad inizio anno, ad Aversa, in provincia di Caserta, Frittella, una cagnolina di quartiere (nella foto di copertina), è stata vittima di un gesto mostruoso: il mattino del 23 gennaio è stata ritrovata accasciata e con una copiosa emorragia in corso. Dopo i soccorsi, è emersa la raccapricciante e abominevole verità, ovvero che Frittella è stata vittima di abusi sessuali.

Nello stesso mese, a Sondrio, in seguito ad una segnalazione contro un imprenditore zootecnico, gli attivisti che si sono recati sul posto per la verifica si trovano davanti un telone che, una volta scoperto, ha rilevato il corpo scheletrico di una mucca, ancora viva, sebbene agonizzante e immersa nei propri liquami. La crudeltà inflitta all’animale non gli ha dato via di scampo, impedendogli di sopravvivere nonostante i soccorsi. A febbraio un nuovo episodio ha sconvolto la città di Palermo: un cucciolo di cane, un esemplare di pochi mesi, viene ritrovato quasi annegato all’interno di un abbeveratoio con un masso legato al collo. Salvato da motociclisti, è stato sottoposto ad un intervento chirurgico per risolvere una frattura ad una zampa e le sue condizioni sono migliorate.

A luglio, la cronaca riporta la notizia di un anziano che ad Opera, in provincia di Milano, ha conficcato chiodi nel marciapiede con lo scopo di fare del male ai cani in transito. Ma a ferirsi è stato un bambino, calpestando per errore uno dei chiodi arrugginiti. Ad ottobre, a Caltanissetta, un cane è stato bastonato, seviziato fino alla morte e poi dato alle fiamme prima di essere abbandonato tra i rifiuti. L’associazione animalista Aidaa ha messo una taglia per trovare il colpevole.

Sono tantissime le storie di crudeltà riportate nel dossier e molte di loro hanno avuto conseguenze sul piano penale. Il maltrattamento di animali, infatti, è punito dall’art. 544- ter codice penale ai sensi del quale: «Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesioni ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da 3 mesi a 18 mesi o con la multa da 5.000 euro a 30.000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. La pena è aumentata della metà se dai fatti cui al primo comma deriva la morte dell’animale». Poche sono, però, le sentenze che condannano chi maltratta e uccide e la causa, in parte, va ricondotta ad una legge che considera l’animale un oggetto non in grado di provare dolore e sofferenza. Ma il problema, ancora prima che legale, è etico e morale. La cattiveria verso gli animali è sintomo di crudeltà contro gli uomini. Uomini che fanno agli animali ciò che sono capaci di fare ai propri simili. La scrittrice Marguerite Yourcenar sosteneva che «ci sarebbero meno bambini martiri se ci fossero meno animali torturati, meno vagoni piombati che trasportano alla morte le vittime di qualsiasi dittatura, se non avessimo fatto l’abitudine ai furgoni dove gli animali agonizzano senza cibo e senz’acqua diretti al macello».
Potrebbe sembrare forte come accostamento, ma non è così se si comprende che gli animali sono soggetti, non oggetti, e, in quanto tali, sono capaci di provare dolore. Perché dovremmo considerare di minor valore la sofferenza inflitta ad altre creature, per il semplice fatto che queste appartengono ad una specie diversa dalla nostra?
Quando tanti maltrattamenti vengono inflitti agli animali, quando essi agonizzano ignorati per colpa di uomini senza cuore, siamo tutti colpevoli. Ecco, allora, cosa fare per segnalare un caso di maltrattamento: rivolgersi ad un qualsiasi organo di Polizia Giudiziaria (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, Vigili Urbani) richiedendo un intervento per accertare il reato. Inoltre, presso molti comuni italiani, è istituito lo Sportello per i diritti degli animali. Ancora, è possibile contattare la LAV al numero telefonico 06 4461325.

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