Pubblicato il: 22 dicembre 2017 alle 8:00 am

Panico, ansia e disorientamento: ecco l’inferno degli animali domestici durante i fuochi di Capodanno La Lega per la difesa del cane lancia l’appello “Buttaibotti” diffondendo come sempre alcuni consigli pratici per difendere gli amici a quattro zampe nella notte di San Silvestro

di Ennio Tomasini.

Roma, 22 Dicembre 2017 – È cominciato il periodo dell’anno in cui botti, petardi e mortaretti scoppiano in tutta Italia e raggiungeranno il culmine la notte di San Silvestro. Ecco allora alcuni consigli pratici diffusi dalla Lega nazionale per la difesa del cane per proteggere il miglior amico dell’uomo, che invita come sempre tutti i Comuni che ancora non lo avessero fatto a vietare gli spettacoli pirotecnici pubblici e privati nei quali sia previsto l’utilizzo dei botti.

«Molti Comuni si sono adeguati e prevedono il divieto – afferma Piera Rosati, presidente Lndc – molti altri però non provvedono, in alcuni casi adducendo la motivazione che è un divieto difficile da far rispettare. Questo è sicuramente vero, ma lo stesso vale per qualunque altra infrazione. La legge, ad esempio, vieta di rubare ma i ladri esistono ugualmente. Un’ordinanza contro i botti potrebbe comunque rappresentare un deterrente e iniziare a educare la cittadinanza a festeggiare in maniera più rispettosa».
Lo scoppio dei botti crea negli animali una vera e propria condizione di panico che li porta a perdere l’orientamento e li espone al rischio di smarrimento o di essere investiti dalle automobili. Sono numerosissime le segnalazioni di cani e gatti smarriti dopo la notte di Capodanno e spesso, soprattutto al centro-sud, i cani poi finiscono in canile a causa dell’assenza di microchip, senza contare i cani e i gatti investiti dalle automobili, oltre, purtroppo, agli altri animali selvatici di ogni specie morti in seguito alla fuga dovuta al terrore scatenato dalle esplosioni.
Ci sono alcuni accorgimenti e alcune precauzioni che i proprietari di animali domestici dovrebbero prendere affinché il Capodanno, anziché una festa, non diventi un evento angosciante per i loro amici e compagni. La Lndc ricorda che i botti possono causare negli animali diversi stati d’animo: dal semplice disorientamento alla paura, al terrore o angoscia fino ai casi più gravi di disperazione.

Ecco alcuni segnali o comportamenti che l’animale potrebbe avere in questa situazione:
urinazione o deposizione di feci incontrollate;
fuga o tentativo di fuga allo scopo di allontanarsi dal punto in cui è stato spaventato; il gesto può ripetersi quando, arrivato in un nuovo posto, non avrà una nozione precisa di dove si trova, con il rischio di perdere del tutto l’orientamento e di non riuscire a ritrovare la via di casa;
mordere le recinzioni che rappresentano un ostacolo alla fuga;
sbattere contro porte o barriere per tentare di abbatterle (si tratta di una reazione molto pericolosa);
abbaiare, ululare, guaire ruotare vorticosamente su se stesso; anche questa reazione è provocata dall’incapacità di individuare la giusta direzione da seguire per allontanarsi dal pericolo avvertito;
mordere oggetti, animali o persone che si trovano nelle immediate vicinanze, è un semplice riflesso sostitutivo;
scarico della tensione in modo incontrollato;
nascondersi in luoghi angusti;
cercare morbosamente protezione dal padrone;
non riconoscere il padrone che cerca di calmarlo; venendo a mancare la percezione della fonte del pericolo, il cane tende a non fidarsi più di nessuno.

Cosa fare con un cane che sta all’aperto:

sistemarlo in un locale chiuso, conosciuto e sicuro mettendogli a disposizione il suo giaciglio e alcuni oggetti a lui familiari, ad esempio i suoi giochi preferiti, le ciotole e qualcosa da rosicchiare. Attenzione ad eliminare tutto ciò che potrebbe ferirlo nel caso tentasse comunque una fuga;

non tenerlo legato alla catena! Potrebbe ferirsi seriamente con gravissime conseguenze;
non lasciarlo sul balcone perché potrebbe tentare di gettarsi nel vuoto;
se vive in un box esterno, verificare che sia sufficientemente sicuro e che gli fornisca la giusta protezione. Fare molta attenzione, se riuscisse ad uscire si potrebbe perderlo per sempre;
durante i botti, se possibile, andare da lui e cercare di sdrammatizzare la situazione, eventualmente facendolo giocare; non proteggerlo o confortarlo e soprattutto non dar peso alle sue ansie. In questi casi è molto più efficace una vera e propria “pratica dell’allegria”, se il cane vede che il proprietario non si agita, si sentirà più tranquillo. E lasciare qualche boccone appetibile quando ci si deve allontanare;
Un cane spaventato non mangerebbe mai, ma la presenza del cibo potrebbe rendere più familiare l’ambiente facendolo sentire, se mai fosse possibile, meno isolato.

Cosa fare con un cane che resta a casa da solo:

lasciare le luci accese;
lasciare le porte aperte;
lasciare almeno due stanze a disposizione;
il suo giaciglio deve essere ben raggiungibile;
non lasciare oggetti che lo possano ferire;
inibire i nascondigli troppo angusti, per evitare che si ferisca per entrarci;
lasciare liberi i soliti nascondigli;
lasciare a disposizione i suoi giochi e qualcosa da rosicchiare;
lasciare la ciotola dell’acqua (anche se, quando un cane è spaventato, non mangia e non beve );
cercare di minimizzare l’effetto dei botti tenendo accese radio o tv.

Cosa fare quando il cane è a casa in compagnia:

informare gli ospiti sugli atteggiamenti da tenere facendo presente che è molto meglio se rimangono assolutamente passivi lasciando al padrone il controllo della situazione;
se ci sono bambini, occorre istruirli opportunamente: non devono correre o eccitarlo inutilmente, meglio se lo ignorano;
lasciare le porte aperte, il suo giaciglio deve essere sempre ben raggiungibile;
inibire i nascondigli troppo angusti per evitare che si ferisca per entrarci e lasciare liberi i suoi soliti nascondigli;
se si nasconde, non cercare di tirarlo fuori con la forza, deve farlo di sua iniziativa. Al massimo raggiungerlo e cercare di mantenere un comportamento che sia il più possibile rilassato e tranquillo. Se si vuole farlo uscire, bisogna chiamarlo come al solito, se non ubbidisce significa che si sente più al sicuro dov’è, anche se lontano. In questo caso non insistere, uscirà di sua spontanea volontà quando non sarà più spaventato;
non bisogna controllarlo, non deve pensare di essere al centro dell’attenzione e non deve credere che ciò che sta accadendo sia rivolto solo a lui a ogni botto, tenere un atteggiamento allegro rendendo piacevole il contesto;
se dovesse urinare o defecare, non dare peso e pulire. Non deve assolutamente sentirsi in colpa;
non bisogna costringerlo a stare accanto al proprietario e lasciarlo spaziare, deve riuscire a crearsi una situazione rassicurante;
se cerca il contatto, bisogno accettarlo ma non favorirlo;
se abbaia, ulula o guaisce, bisogna distrarlo;
se tenta di mordere o di distruggere oggetti, bisogna distrarlo;
non tenere radio o televisione con volume molto alto;
attenzione ai balconi aperti: possono essere visti come disperate vie di fuga;
sdrammatizzare la situazione eventualmente facendolo giocare; non si deve né proteggerlo o confortarlo né dar peso alle sue ansie.

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