Pubblicato il: 27 dicembre 2017 alle 10:00 am

Ai Mondiali del 2018 tiferemo per lo sport e per l’Italia Il prossimo anno al torneo organizzato in Messico dalla WAFF (World Amputee Football Federation) parteciperà anche la Nazionale Italiana Calcio Amputati CSI. Una bella occasione per sostenere i nostri colori

di Angela Faiella.

Roma, 27 Dicembre 2017 – Il prossimo anno in Messico si svolgeranno i mondiali di calcio per persone amputate. L’Italia, capitanata da Francesco Messori, parteciperà per la seconda volta al campionato del mondo.

Quattro anni fa il mondiale si svolse sempre in Messico e fu vinto dalla Russia. I campionati del mondo di calcio a sette per persone amputate esistono dagli anni ottanta ma non sono ancora presenti alle paraolimpiadi, anche se sembra che ultimamente qualcosa si stia smuovendo. Nel 2014 l’Italia si arrese ai rigori agli ottavi di finale contro Haiti.

La squadra era stata formata appena due anni prima grazie al capitano che, essendo grande appassionato di calcio, cercò altri ragazzi amputati che avessero la sua stessa passione e che volessero mettersi in gioco per intraprendere questa avventura sportiva.

Francesco è anche il primo ragazzo amputato a giocare a calcio a sette in squadra con persone normodotate in categorie senior. Anche se il campionato è amatoriale il segnale è forte. Lo sport è integrazione, divertimento, passione: guardare gli ostacoli da un’altra prospettiva e superarli.

Vi sono molte iniziative che promuovono sport e disabilità a diversi livelli. Si cerca di far passare il concetto di “PlayUnified” creando squadre in cui le persone con diversi tipi di handicap, fisici o psichici, giochino insieme a persone normodotate.

Un esempio è quello del rugby: negli ultimi mesi la FIR (federazione italiana rugby) ha siglato una collaborazione con Special Olympics la più grande associazione al mondo di atleti con disabilità intellettive. L’iniziativa sta avendo molto successo.

Grazie allo sport si sposta l’attenzione dalla disabilità e si parla di atleti, agonisti dalle indubbie capacità tecniche e talento. Determinazione, passione, allegria e positività di persone che sono andate al di là di quelli che molti definirebbero limiti. Coraggio di chi ha investito tempo e fatica per raggiungere i propri sogni.

Nell’ultimo periodo “la forza della natura” Bebe Vio ha mostrato quanto si può essere positivi, forti e determinati senza gambe e braccia. «La vita è una figata» ha detto centinaia di volte in tv e sui giornali.

L’ultima di tanti esempi sportivi tra cui ricordiamo Alex Zanardi, noto pilota automobilistico che a seguito di un grave incidente ha subito un’amputazione alle gambe. Non ha smesso di credere nello sport. Ha vinto ben quattro medaglie d’oro nelle ultime due paraolimpiadi nel paraciclismo.

Cercare di migliorarsi può portare a poter vincere o perdere confrontandosi con i propri limiti, superandoli quando sembra impossibile e provare emozioni che solo lo sport può offrire. Lo sport è uno strumento d’inclusione da non sottovalutare, di unione e sano agonismo.

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