Pubblicato il: 27 dicembre 2017 alle 12:00 pm

Federica Balestrieri, volto noto della Tv, dalla Rai ai senzatetto La giornalista un anno fa aveva commosso tutti annunciando il suo addio alla professione dopo 24 anni. Oggi, tra le tante cose, si dedica al volontariato attraverso la Onlus “Riscatti” da lei fondata

di Arcangela Saverino.

Roma, 27 Dicembre 2017 – «Un giorno ho capito che non avrei potuto più continuare a fare la stessa cosa per tutta la vita». E così, Federica Balestrieri, dopo 24 anni di servizio come giornalista di punta di RaiSport, il 31 dicembre 2016, si è licenziata per dedicarsi interamente a ciò che ha sempre voluto fare nella sua vita, ovvero ai viaggi, alla produzione di abbigliamento e di oggettistica con artigiani provenienti da diversi Paesi del mondo, e alla sua Riscatti, l’organizzazione no profit che a Milano aiuta i senzatetto a reinserirsi nella società. «Oggi la mia vita trascorre tra le tante cose che amo fare, tra cui aiutare il prossimo», racconta a neifatti.it. Il tempo che dedicava al lavoro oggi è, per gran parte, dedicato alla onlus e al volontariato.

Il cambio d’identità è avvenuto nel 2010, quando è stata chiamata nella redazione Società del Tg1, scoprendo la realtà del sociale. Ha iniziato ad occuparsi dei senzatetto, poi ha aperto un social market ed è nata l’associazione Riscatti. Alla fine la scelta di dedicarsi a ciò che la stimolava di più, la realizzazione dei progetti portati avanti dall’associazione. La scelta di ascoltare se stessa, la propria anima, nella ricerca della felicità.

Una scelta così drastica deve avere ragioni profonde. Quale motivo l’ha spinta ad abbandonare un lavoro che le ha dato molte soddisfazioni e cambiare vita?

«Sì, c’è stata una ragione profonda nella mia scelta. Ad un certo punto mi ero resa conto che, nel mio lavoro, avevo dato tutto quello che potevo dare, così come avevo ottenuto tutte le soddisfazioni che potevo ottenere. Con il giornalismo in Tv, avrei solo continuato a percepire un ottimo stipendio, ma facendo sempre le stesse cose. La vita è una sola ed io sentivo l’esigenza di seguire nuovi stimoli e iniziare a fare cose diverse per non avere, in futuro, mille rimpianti».

Un tale stravolgimento della propria vita non può essere stato frutto di una scelta repentina. Quando ha capito esattamente che era arrivato il momento di cambiare?

«In realtà, non c’è stato un evento in particolare o una causa scatenante. La scelta è maturata dentro di me nel corso degli anni perché, in cuor mio, ho sempre saputo che durante la mia esistenza non mi sarei dedicata interamente ad un’unica attività. La vita è meravigliosa con le sue mille sfaccettature. Ci sono cose stimolanti che ho sempre desiderato fare, come dedicarmi ai mercatini artigianali».

L’Associazione Riscatti, che lei ha fondato nel 2014, di cosa si occupa? Perché la scelta di questo nome?

«I progetti dell’associazione, nel corso del tempo, si sono evoluti. Dalla semplice assistenza per strada ai senzatetto siamo arrivati alla realizzazione di progetti più importanti. La scelta del nome “Riscatti” nasce dal fatto che tali progetti sono legati alla fotografia, ovvero lavori di riscatto sociale legati al mondo fotografico. Organizziamo dei corsi di fotografia per persone che attraversano un periodo di difficoltà o vivono un momento di disagio sociale, permettendo loro di raccontare, attraverso gli scatti, la propria vita e i disagi che vivono. Inoltre, i nostri progetti hanno anche uno scopo di denuncia, poiché ogni anno, al Padiglione di Arte Contemporanea di Milano, allestiamo una mostra fotografica per portare all’attenzione del pubblico determinati problemi sociali, durante la quale vendiamo le fotografie. Il ricavato della vendita viene reinvestito per sostenere un progetto specifico. Il primo anno abbiamo lavorato con i senza fissa dimora; il secondo anno con gli immigrati; l’anno scorso con gli adolescenti malati di cancro dell’Istituto Tumori di Milano e quest’anno con 13 adolescenti di Amatrice».

A quali progetti sta lavorando attualmente?

«La mostra sarà inaugurata l’8 marzo. Con i fondi che raccoglieremo allestiremo il nuovo Centro Giovani ad Amatrice. Il 9 gennaio, inoltre, aprirà a Milano una scuola di fotografia per i senza fissa dimora e tale progetto impegnerà l’associazione Riscatti per tutto l’anno. Poi ci dedicheremo al progetto annuale del 2019 che avrà come tema il bullismo».

A distanza di un anno, si sente di fare un bilancio? Cosa le dà in più la sua attuale vita che prima non aveva?

«La cosa che prima avevo e adesso non ho è sicuramente lo stress. La sera arrivo a casa stanchissima e stravolta perché mi dedico a molte cose con ritmi spesso frenetici, ma Felice! Ogni sera mi sento così, realizzata, appagata e grata alla vita. Ho ritrovato la gioia di vivere ed ho eliminato tutto ciò che di negativo esisteva nella mia vita. E’ chiaro che ho anche imparato a fare a meno dell’ottimo introito che mi veniva garantito dal mio lavoro di giornalista, ma ho cambiato abitudini e modo di vivere, rinunciando a molti beni materiali, e ne sono assolutamente contentissima perché la felicità non ha prezzo».

C’è un consiglio che si sente di dare a chi sta pensando di lasciare il proprio lavoro per dedicarsi a ciò che più lo appaga?

«Il mio consiglio è quello di ascoltare se stessi e di scegliere in base a quello che detta il proprio cuore. Ascoltare la propria anima e non lasciarsi distrarre da quelli che io chiamo “rumori di fondo”, ovvero le voci di amici e familiari che vogliono imporre una felicità che spesso non corrisponde a quello che sentiamo dentro noi stessi e che facciamo fatica ad ascoltare».

Oggi Federica fa un lavoro totalmente diverso, disegna abiti e accessori che vengono prodotti da artigiani in giro per il mondo e venduti nei mercatini. Ed è felice, «con la F maiuscola e il punto esclamativo finale».

neifatti.it ©