Pubblicato il: 29 dicembre 2017 alle 11:00 am

Cosi’ l’Italia vuole fermare la fuga dei cervelli Un comunicato del Miur ci dà la possibilità di fare un rapido confronto con il Regno Unito in materia di Ricerca scientifica e Innovazione

di Fabrizio Morlacchi.

Roma, 29 Dicembre 2017 – Dall’aprile 2018 la Ricerca e l’innovazione del Regno Unito seguiranno il progetto di legge sull’istruzione superiore e sulla ricerca, in sostituzione della necessità di una partnership strategica tra i sette consigli di ricerca del Regno Unito, i Council of Research UK (RCUK).

Operando in tutto il Regno Unito con un budget combinato di oltre 6 miliardi di sterline, la ricerca e l’innovazione del Regno Unito riunirà i sette consigli di ricerca, Innovate UK e una nuova organizzazione, Research England. La ricerca in Inghilterra lavorerà a stretto contatto con le organizzazioni partner nelle amministrazioni decentrate.

Per ulteriori informazioni sulla ricerca e l’innovazione nel Regno Unito, visitare il sito web www.ukri.org che, si legge, rimarrà aggiornato fino al 31 marzo 2018.

Perché pubblichiamo questa notizia? La risposta è fin troppo facile. Addirittura superfluo scriverla.

L’idea, però, ci è nata leggendo un comunicato giunto in redazione, inviato dalla Regione Calabria, il cui titolo è: “Il Miur stanzia 391 milioni di euro per il mondo della ricerca”.

Una cifra aggiuntiva (Bando Prin) ma che riguarda 3 percorsi: Linea d’intervento “Principale”: aperta a tutti i progetti che non appartengano in via esclusiva alla linea b o alla linea c, con una dote di 305 milioni di euro; Linea d’intervento “Giovani”: riservata a progetti nei quali tutti i ricercatori partecipanti, compresi i responsabili di unità e lo stesso coordinatore nazionale, siano di età inferiore a 40 anni alla data del presente bando. A tale linea d’intervento è riservata una dotazione di 22 milioni di euro; Linea d’intervento “Sud”: con un budget di 64 milioni di euro, riservata a progetti nei quali tutte le unità siano effettivamente operative nei territori delle regioni in ritardo di sviluppo (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) o in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna). Per la presentazione delle istanze al bando Prin, è scritto nel comunicato, è necessario accedere esclusivamente dal sito http://prin.miur.it.

A titolo di esempio: se si volessero dividere in parti uguali (certo, poi dipenderà dai progetti, ma solo di un esempio si tratta, seppur realistico) i 64 milioni della cosiddetta “linea d’intervento Sud”, andrebbero 8 milioni a ogni regione.

Otto milioni per provare a convincere i nostri giovani e brillanti ricercatori a restare in Italia e a non trasferirsi, ad esempio, in un posto come il Regno Unito… Bisogna aggiungere altro?

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