Pubblicato il: 7 gennaio 2018 alle 8:00 am

Analisi del matrimonio ai tempi moderni, barca che affonda al primo naufragio Marito e moglie dovrebbero amarsi e rispettarsi finché morte «non li separi», ma non è così perché alla prima occasione si lasciano senza rimpianti. L’individuo è allora in crisi?

di Giosuè Battaglia.

Roma, 7 Gennaio 2018 – Il matrimonio fra due persone suggella l’unione affinché “morte non ci separi”, comportando una promessa che vede in lontananza un lungo periodo di affezione e di convivenza, dandosi a un solo corpo e a una sola anima. Nel rituale del matrimonio, il sacerdote si rivolge agli sposi facendo loro alcune domande sulle loro intenzioni: «Siete venuti in piena libertà?», «Siete disposti ad amarvi per tutta la vita?», «Siete disposti ad accogliere i vostri figli ed educarli secondo la legge della Chiesa?». A queste domande i convenuti esprimono il loro assenso. Partendo da queste premesse, tutto sembra ben chiaro sulla vita da condurre e sul percorso da iniziare. Tali premesse, però, vengono bersagliate dai continui nubifragi che colpiscono la “barca” matrimoniale su cui ci si è avventurati per rispondere ai dettami della vita terrena in modo sereno e in piena religiosità. Se questa barca non è fondata su principi solidi, al primo nubifragio si disintegra facendo cadere i presupposti di partenza. Allora si assiste molto spesso al disintegrarsi di molte barche già al primo nubifragio, prova che il matrimonio è avvenuto senza un’ossatura solida e debole già all’apparire del primo problema.

Sembra che la maggior parte delle unioni sia fatta come si celebrasse una grandiosa festa dove i protagonisti sono la coppia, attori di quel momento e impegnati in una scena di facciata e senza alcun valore. Il seguito della festa, cioè l’avvio della vita di coppia, è dominata da incomprensioni e finti adattamenti; già, perché prima del matrimonio ognuno viveva la sua vita fatta di certe libertà che adesso mal si adattano alla condivisione di certi atteggiamenti univoci. Quindi, il nubifragio si sta consolidando e intanto arriva la prole che ancora tiene in piedi in un certo senso il legame di coppia. Al fatidico settimo anno scoppia nel nubifragio e siccome già non esisteva l’ossatura, tutto si sfalda nella separazione. Allora si ritrovano figli senza giusta guida che si perdono in tanti brutti percorsi, persone che si avventurano in altri tentativi di unioni, ed è difficile poter imbarcarsi con serenità in nuove avventure.

Insomma, senza voler tracciare un quadro catastrofico, si guardino le statistiche attuali in merito e si scoprono diversi motivi che abbassano la soglia delle unioni matrimoniali; si perché il matrimonio è una cosa seria e va ben ponderato, perché dev’essere la tomba dell’amore, quell’amore fatto di diverse vicissitudini da vivere e affrontare all’unisono, finché «morte non ci separi».

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