Pubblicato il: 9 gennaio 2018 alle 8:00 am

Lavoro, in Europa mancano specialisti in soluzioni informatiche e anche un’adeguata formazione nei singoli Paesi L'adozione di nuove tecnologie e la crescente specializzazione digitale delle aziende sta creando una potenziale crisi occupazionale

di Danilo Gervaso.

Londra, 9 Gennaio 2018 – Si è chiuso con un dato allarmante il 2017 in Europa: aumento della disoccupazione e tanti posti vacanti a causa della scarsità di figure specifiche richieste dal mercato del lavoro.

Il 62% delle aziende europee ha affermato che le nuove tecnologie hanno già modificato le proprie esigenze occupazionali con la conseguente necessità, nel 59% delle imprese, di assumere personale più qualificato. Un sondaggio, condotto dagli European Business Awards, sponsorizzati da RSM, ha dimostrato anche che il 40% delle aziende trova difficile reclutare il personale per questi nuovi posti.

E’ con questo scenario che milioni di giovani in cerca di occupazione e migliaia di imprese a caccia di talenti, dovranno fare i conti nei prossimi dodici mesi. Le ragioni principali addotte per questa ennesima sfida sono da un lato la carenza di specialisti in soluzioni informatiche e software e dall’altro la mancanza di una formazione e di un’istruzione di alto livello nelle varie nazioni; i vincoli di mercato fanno sì che i settori tradizionali vengano trascurati a favore dei settori tecnologici e finanziari.

Così, Adrian Tripp, CEO degli European Business Awards, la più grande competizione intersettoriale in Europa, ha dichiarato: «Volevamo capire quanto rapidamente le conseguenze della nuova ondata tecnologica avrebbero influito sulla comunità imprenditoriale europea e sul mercato del lavoro; abbiamo constatato che non si tratta semplicemente di un problema del futuro e che l’impatto è già iniziato». Tripp si è detto preoccupato: «Con il crescente tasso di adozione delle tecnologie – ha spiegato -, l’impatto positivo sulla competitività potrebbe essere limitato dall’insufficienza di competenze. Lo squilibrio crescente tra le competenze richieste e quelle disponibili porterà a una crisi occupazionale, a meno che tutte le parti interessate, imprese, educatori e governi, agiscano subito». Ecco perché, ha poi concluso: «I leader di alcune tra le più importanti aziende europee del medio mercato affronteranno questo e altri temi chiave in occasione di una conferenza sulla ‘crescita del 100%’ che terremo a maggio. Speriamo di trovare soluzioni che ci aiutino a colmare le lacune».

Il sondaggio, che includeva le risposte di 400 principali imprese europee, di tutte le dimensioni e di tutti i settori, provenienti da oltre 30 Paesi, ha dimostrato inoltre che sebbene la tecnologia stesse cambiando le esigenze, non stava necessariamente modificando i numeri. Il 77% delle imprese ha dichiarato che le nuove tecnologie le hanno rese più produttive, portando il 35% ad aumentare il numero complessivo dei dipendenti e il 44% a mantenere invariati i livelli occupazionali.

I motivi principali degli investimenti nelle nuove tecnologie (definite come nuovi software che cambiano radicalmente il modo in cui si produce o si esegue una determinata cosa) erano di offrire alle aziende un vantaggio competitivo (57%), di risolvere problemi commerciali (21%) o, semplicemente, di tenere il passo con l’evoluzione del mercato (11%).

La finalità degli European Business Awards, che hanno ormai raggiunto l’undicesima edizione, è di sostenere lo sviluppo di una comunità aziendale più solida e di maggior successo in Europa. L’anno scorso hanno partecipato oltre 33.000 aziende provenienti da 34 paesi.

Il Grand Final di quest’anno si terrà a Varsavia, in Polonia, il 22 e 23 maggio. Ulteriori informazioni sul concorso di quest’anno o sui vincitori precedenti sono disponibili sul sito web https://www.businessawardseurope.com.

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