Pubblicato il: 13 gennaio 2018 alle 8:09 am

Da Assisi a Spoleto, il paesaggio rurale e storico che aspetta l’Unesco Arrivato il primo riconoscimento dopo la costituzione, nel 2016, di un Comitato con l’obiettivo di candidare il territorio tra i beni patrimonio dell’umanità

di Giulio Caccini.

Perugia, 13 Gennaio 2018 – La fascia olivata Assisi-Spoleto è stata riconosciuta ufficialmente paesaggio rurale e storico. E’ stato stabilito qualche giorno fa in seguito all’audizione che si è svolta presso a Roma presso la sede del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.

Un riconoscimento che rappresenta il risultato di un intenso percorso di lavoro, ma si tratta, dicono i protagonisti coinvolti, anche della prima tappa di un processo di valorizzazione che porterà il cuore verde dell’Umbria al riconoscimento Fai, patrimonio agricolo di importanza mondiale ed Unesco, patrimonio culturale, unico al mondo.

Per la prima volta un paesaggio così esteso, la fascia olivata che va da Assisi a Spoleto e che copre 9 mila ettari di collina mettendo insieme sei comuni, si è presentato unito alla candidatura. I sindaci di Assisi, Spello, Foligno, Trevi, Campello sul Clitunno e Spoleto nei mesi scorsi hanno collaborato per valorizzare quella porzione unica di territorio per salvare gli uliveti millenari dall’incuria, per rilanciare il turismo rurale, per offrire ai produttori di olio extravergine il valore aggiunto del territorio.

Poco più di un anno fa il Sindaco di Trevi Bernardino Sperandio, capofila del Comitato per la Fascia Olivata Assisi, aveva esclamato: «Non si po’ più aspettare». Il 3 febbraio del 2016, i comuni della fascia olivata umbra (Assisi, Spello, Foligno, Trevi, Campello sul Clitunno, Spoleto) nell’impegno condiviso di tutelare, promuovere e valorizzare le pratiche olivicole, avevano costituito il Comitato per perseguire sostanzialmente due fondamentali obiettivi: l’iscrizione della fascia olivata nel Registro nazionale del Paesaggio Rurale, delle Pratiche Agricole e Conoscenze Tradizionali, istituto dal Mipaaf; la doppia candidatura del territorio alla Fao e all’Unesco. Il primo passo, dunque, è stato compiuto.

La Fascia Olivata, che dal 1700 ospita coltivazione di ulivi che compongono il paesaggio arrivato ai giorni nostri, è indispensabile per la preservazione dell’ambiente e costituisce anche la più autentica rappresentazione, narrata in moltissimi capolavori pittorici, del paesaggio che è stato costruito dalla fatica, dall’idea e dalla sapienza dell’uomo. Il patrimonio paesistico che tale territorio incorpora è insieme cultura, agricoltura e ambiente, ma al tempo stesso è portatore di ottime potenzialità turistiche.

“Dalla storia, dal paesaggio, dalla determinazione degli uomini ancora una volta l’Umbria trova un’occasione di sviluppo – ha commentato la Camera di Commercio di Perugia -, rilanciando il suo bello che offre una concreta opportunità di fruire il buono. Tra la storia e il futuro”.

Si narra che nel 1830, quando Papa Pio VII, assaggiato l’olio prodotto in questa terra e trovandolo squisito, stabilì il compenso di un Paolo (moneta d’argento dello Stato Pontificio), per ogni olivo piantato e curato fino ai 18 mesi di età. Poiché per i braccianti un Paolo era lo stipendio di una intera giornata di lavoro, in pochi anni, in Umbria, vennero piantati ben 38.000 olivi.

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