Pubblicato il: 14 gennaio 2018 alle 9:00 am

Eppur si vince Potrebbe dire così un Galileo del pallone di fronte alla vicenda del Benevento calcio, approdato nell’Olimpo della massima serie e fermo a zero punti in classifica fino a poco tempo fa

di Antonio Mango.

Benevento, 14 Gennaio 2018 – Magie del calcio. Quattordici sconfitte consecutive, come non si era mai visto, stabilendo una sorta di primato europeo dei digiuni. Per trovare un “peggio” occorre risalire al 1930 e al record da depressione del Manchester Utd. Quell’impresa il Benevento, nell’attuale campionato, l’ha superata. Cosa rara, quasi un brevetto della sconfitta. Ma a questo punto, ecco che gira a favore la ruota della fortuna o, se volete, il movimento del pianeta sannita intorno al sole della vittoria. Dai risultati beffardi degli ultimi minuti di gioco all’epica della possibile rimonta. Dal sentimento di inadeguatezza all’orgogliosa rivendicazione di un proprio posto nel campionato juvecentrico (pardon, ma questo è un altro discorso).

Il primo punto anti-retrocessione anticipata e pro salvezza-sperata viene conquistato il 3 dicembre scorso (due a due pareggio) col blasonato (solo questo) Milan, al Ciro Vigorito, stadio di casa di Oreste Vigorito e famiglia. La prima desiderata, sospirata, attesa, sognata vittoria, dopo un vuoto autunno a perdere, è con il Chievo Verona, il 30 dicembre, tra gli anticipi dei botti di Capodanno. Segna Coda, 29 anni di Cava, tra quelli “depositati” più spesso in panchina. Arrivano, però, anche i Re Magi in un dubbio soccorso della strega beneventana. E il 6 gennaio, la Befana si materializza nella seconda vittoria consecutiva. Contro la prestigiosa Samp, 3 a 2 per i sanniti. Sempre il panchinaro Coda colpisce due pali e realizza due reti. Troppa grazia in una sola partita. Città stregata in festa, nonostante la disastrosa classifica autunno-inverno, e perdóno per l’incredibile serie consecutiva di sconfitte. Ora tutti a tifare per una salvezza miracolosa.

E a proposito di cose stregate, facciamo un salto nel lontano 1947, anno di un derby appenninico e di una rivalità irriducibile tra Avellino e Benevento. La disfida riguardava anche il colore delle maglie e quello dei liquori che potevano ispirarlo. L’Avellino puntò sul verde dell’Anthemis, fiore profumato del Partenio, col quale l’antica Fabbrica di Liquori dell’Abbazia Benedettina del Loreto di Montevergine produceva (e produce) un liquore monacale. Per l’Avellino fu verde per sempre. Il Benevento puntò, invece, le sue fiche sul liquore Strega, ricetta segreta, diverse erbe e giallo zafferano, che ispira tutt’ora la maglietta dei sanniti.

Fu derby vero e alcolico tra liquori e colori. Altri tempi.

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