Pubblicato il: 16 gennaio 2018 alle 7:41 am

Va’ dove ti porta il Var Il nuovo sistema è sperimentale e rimane una partita da giocare, tra nostalgie e sospiri di sollievo

di Antonio Mango.

Roma, 16 Gennaio 2018 – L’Accademia della crusca sostiene che la Video assistenza arbitrale in arte Var è di genere maschile. Quindi il Var e non se ne parla più. In serie A la “moviola in campo”  è stato il refrain storico del Processo di Biscardi. Un’anticipazione del nostrano talk-show, tra passione e male parole, alla ricerca della faziosa verità. In sostanza, il risultato raggiunto furono le sudditanze trasparenti che somigliavano tanto alle convergenze parallele.

La formula magica, quando si veniva danneggiati dall’arbitro, era “vogliamo la moviola in campo”. Anzi, il moviolone. Non c’era il digitale né quattro arbitri in campo. Si attendeva la sera per vedere in tv le “ingiustizie” subite e il lunedì si imbastiva il processo, con un monumentale Biscardi, che per spettacolo e audience accendeva il fuoco del dibattimento.

Roba del Novecento. Ma, a distanza di anni, la formula e il movente non sono cambiati. Finalmente c’è la moviola in campo e la contesa ricchi – poveri, multinazionali-provinciali, regnanti e sudditi viene per lo meno messa in chiaro. Con qualche imbarazzo da parte di chi era abituato a risultare sempre vincente, corretto come un angioletto, in linea con la difesa avversaria. Oggi per i detrattori del Var e per gli orfani dei tempi che furono conviene fare buon viso a cattivo gioco.

Quindi, forza Var, è il tuo momento. I primi bilanci sono positivi. Parecchi errori evitati e qualche decisione sbagliata o controversa. Ma la conservazione è dietro l’angolo. Le regole dicono che può essere consultata la moviola in campo quando si tratta di rigori, fuorigioco, violenze, scambio d’identità. E allora il fischietto renitente che fa? Per scrollarsi di dosso computer e digitale, che mostrerebbero una tecno-verità incontrovertibile, decide che no, “faccio tutto da solo”, e così, come prescrivono le regole, non si può tornare indietro. Come richiamarsi alla libertà di coscienza per evitare di prescrivere i vaccini. Una volta si chiamava, ad essere buoni, sudditanza psicologica. E ora? Sudditanza analogica.

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