Pubblicato il: 24 gennaio 2018 alle 7:45 am

Diversita’ dei viventi sulla Terra: la ricerca sul cancro fornisce indizi Una nuova ipotesi avanzata da studiosi della Lund University e dalla University of Southern Denmark

di Teresa Terracciano.

Stoccolma, 24 Gennaio 2018 – I tumori possono dirci qualcosa a proposito dell’evoluzione dei viventi sulla Terra? I ricercatori presentano una nuova ipotesi sul perché la diversità animale è incrementata circa mezzo miliardo di anni fa. Un’innovazione biologica potrebbe essere stata la chiave.

La nuova ipotesi sostiene che la diversificazione dei viventi sia il risultato di una rivoluzione nella biologia degli animali, più che nella chimica circostante sulla superficie della Terra.

La vita sulla Terra è stata dominata da microrganismi per circa 4 miliardi di anni e la diversificazione dei viventi avvenne in un periodo geologicamente breve ed è conosciuta come l’esplosione del Cambriano. Molti geologi hanno ipotizzato che l’esplosione del Cambriano sia stata innescata da un aumento dell’ossigeno atmosferico.

In effetti, la ricerca negli ultimi anni ha indebolito il supporto per una correlazione tra l’esplosione del Cambriano e l’aumento dell’ossigeno atmosferico. Ad esempio, i cambiamenti di ossigeno atmosferico sono noti sia prima che dopo il Cambriano, ma non specificamente quando la diversificazione degli animali è decollata.

Inoltre, è stato notato che animali semplici richiedono livelli di ossigeno sorprendentemente bassi e che sarebbero stati raggiunti molto prima del Cambriano.

«Dopo decenni di discussioni, sembra utile considerare lo sviluppo della multicellularità anche da altri punti di vista», afferma la dottoressa Emma Hammarlund, ricercatrice presso il dipartimento di ricerca sul cancro della Lund University e il Nordic Center for Earth Evolution della University of Southern Denmark.

Per comprendere meglio le condizioni della vita pluricellulare, Emma Hammarlund ha contattato il professor Sven Påhlman del Dipartimento di Medicina della Lund University, che ha approfondito l’importanza delle basse concentrazioni di ossigeno, o cosiddetta ipossia, nei tumori per quasi due decenni.

«Volevo imparare ciò che gli oncologi osservano quotidianamente, in termini di crescita dei tessuti e di come si relaziona con l’ossigeno: i tumori sono dopotutto, e sfortunatamente, versioni di successo della multicellularità», spiega Emma Hammarlund.

Il team di Sven Påhlman ha osservato come le cellule tumorali sono in grado di mantenere le proprietà delle cellule staminali, nonostante siano circondate dalle elevate concentrazioni di ossigeno presenti nel corpo.

Questa stessa abilità, secondo gli autori, è una delle chiavi del successo evolutivo degli animali.

L’ipotesi ha anche implicazioni sul modo in cui gli animali possono avere capacità variabili di vivere in ambienti ossigenati, e forse anche il cancro potrebbe essere una conseguenza evolutiva della nostra capacità di vivere in nicchie ossigenate.

Fonte per approfondimenti: Emma U. Hammarlund, Kristoffer von Stedingk, Sven Påhlman. Refined control of cell stemness allowed animal evolution in the oxic realm. Nature Ecology & Evolution, 2018; DOI: 10.1038/s41559-017-0410-5

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