Pubblicato il: 28 gennaio 2018 alle 8:00 am

C’è chi desidera “tirare i remi in barca”, ma spesso non puo’ E’ sparita l'idea di vecchiezza serena perché il tempo corre e determina comportamenti frenetici che male si accostano all’eventuale decisione di fermarsi

di Giosuè Battaglia.

Roma, 28 Gennaio 2018 – Nel corso della vita di un individuo, diversi sono gli episodi piacevoli (pochi) e spiacevoli (tanti) che si presentano sul cammino e che portano a fare esperienze di vario genere, che poi culminano in decisioni a volte fatte di rinunce a proseguire. Molte di queste decisioni vengono prese in età matura, quando ormai ci si avvicina all’età del pensionamento; ma queste vengono prese anche in qualsiasi momento e che spezzano situazioni che sarebbero difficili da continuare. Tali linee che mettono fine con il passato, costituisce il detto “Tirare i remi in barca”. Ma il tempo che corre, porta ognuno a decisioni o comportamenti frenetici, che male accostano una eventuale decisione di stroncamento e che metta fine a una certa azione; ciò in quanto vi sono esigenze di carattere personale, di famiglia e sociali che allontanano l’idea della fine della vita, cioè quella morte che mette fine all’esistenza. Allora si ha poco tempo per decidere su certe azioni, che una volta erano programmate su tempi lunghi e ciò per la corsa frenetica impostaci dal quotidiano. Ecco perché l’aspettativa di vita si è allungata, non solo per il progresso della medicina, ma anche perché l’individuo stesso ha subito una metamorfosi che lo ha portato ad un adattamento al frenetico, spostando il percorso di vita. Così all’età pensionabile si è ancora attivi e molti si dedicano ad attività e impegni che li tengono in un percorso di continua prosecuzione alla vita.

E’ il caso di riprendere una massima di San Giovanni Bosco, che così recitava: «Lavoriamo come se dovessimo vivere sempre e viviamo come se dovessimo morire ogni giorno», essa potrebbe proprio fare al caso della condotta di vita cui siamo sottoposti al giorno d’oggi e che porta a non pensare al momento finale, ma a rimandarlo quanto più possibile, non tanto per la paura di morire, ma perché trascinati dalle evenienze continue della vita. Tutto si svolge come un fiume che scorre continuo, senza alcuna sosta che possa portare a delle riflessioni. Questo è ben visibile nei comportamenti di tutti. Basterebbe fermarsi solo un attimo a guardarsi intorno per capire come tutto è frenetico. Gli atteggiamenti e i comportamenti non tengono più conto di certi crismi, ognuno è indaffarato e preso da tempi vissuti con ansia. L’individuo non si arresta tanto facilmente per prendere una decisione che metta fine al continuo correre e che porta al logorio della vita.

Allora a ben pensarci, sarebbe il caso di chiedersi: «Come si tirano i remi in barca, se non esistono più le barche a remi?».

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