Pubblicato il: 30 gennaio 2018 alle 8:00 am

Ferrovie dello Stato acquista Anas, e’ la svolta italiana dei collegamenti intermodali L’operazione crea un soggetto unico di livello europeo e cambia il destino di entrambe le società. Nasce una rete di nodi logistici: porti, aeroporti, stazioni ferroviarie e punti di scambio

di Erika Esposito.

Roma, 30 Gennaio 2018 – Il 29 dicembre scorso l’assemblea degli azionisti di Ferrovie dello Stato italiane ha deliberato l’aumento di capitale di 2,86 miliardi di euro attraverso il conferimento della completa partecipazione Anas da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze, diventando così primo polo integrato di ferrovie e strade europeo.
Renato Mazzoncini, amministratore delegato di FS italiane, ha dichiarato: «Sembrerebbe una cosa logica integrare le infrastrutture tra di loro. La keyword del nostro piano industriale è integrazione. Né nel trasporto passeggeri né nel trasporto merci è possibile fare un viaggio door to door senza passare per il multimodale». Ha affermato, inoltre, che da oggi si occuperanno totalmente del trasporto: una tratta sarà fatta sui binari ed un’altra, seppure un solo miglio, sarà fatta su strada. Con quest’ingresso, l’Azienda Nazionale Autonoma per le Strade va ad affiancarsi all’intero Gruppo composto da RFI, Italferr, Mercitalia, Busitalia e Trenitalia. Stiamo assistendo, step by step, alla fuoriuscita da parte di Anas dal controllo della Pubblica Amministrazione, situazione di mercato a cui punta già da qualche anno.
L’assemblea ha anche nominato i nuovi partecipanti al consiglio: la professoressa Francesca Moraci dal CdA di Anas e Giovanni Azzone, rettore e presidente del politecnico di Milano.

I vantaggi. L’obiettivo di tale cooperazione sta nella riduzione progressiva degli extra-costi e nella generazione di risparmi grazie allo sviluppo coordinato delle opere. Ma non solo; manutenzione, qualità e sicurezza saranno investiti da rilevanti benefici dovuti al miglioramento del sistema di gestione riducendo al minimo tempi e costi degli interventi di ripristino e di primo intervento. L’ottimizzazione di tempi e costi è il fulcro del lavoro di ogni azienda ed il Gruppo Ferrovie dello Stato è stato lungimirante in ciò: l’acquisizione di Anas è una delle misure con cui vuole massimizzare efficienza ed efficacia.
A tal proposito, l’unicità dell’interlocutore per gli Enti Locali garantisce anche una gestione più armonica delle opere, consentendo una risposta esaustiva alla domanda di infrastrutture. La coordinazione tra RFI e Anas nelle decisioni collegherà adeguatamente i nodi logistici: porti, aeroporti, stazioni ferroviarie e punti di interscambio modale. A ciò si accompagneranno un minor consumo territoriale, una riduzione delle emissioni di CO2 ed una gestione della logistica delle merci del tutto nuova. Pianificazione degli investimenti e delle opere e definizione di infrastrutture ferroviarie e stradali seguiranno un disegno unico.
I giovamenti dell’integrazione saranno immediatamente percepiti anche sui mercati internazionali. Il sistema Italia, infatti, potrà presentarsi all’estero, attraverso FS Italiane, come soggetto in grado di presidiare l’intera gamma degli interventi e dei servizi legati alle infrastrutture di mobilità. Medio Oriente, l’India e il Sud Est Asiatico, le Americhe e l’Africa sono le prime aree di interesse per l’espansione internazionale. Il trasferimento di conoscenze e la condivisione delle best practices favoriranno l’innovazione: si installeranno sulla rete stradale le tecnologie già utilizzate da Rete Ferroviaria Italiana per la gestione della circolazione ferroviaria, sviluppando le cosiddette smart road, sulle quali Anas è già al lavoro. Strade intelligenti che potranno essere percorse da tir elettrici e auto driverless, a beneficio della sicurezza e dell’ambiente.

I numeri. 44000 km di rete complessiva; 81000 dipendenti; 50 miliardi di capitale investito; 750 milioni di passeggeri all’anno su ferro, 290 milioni su gomma e 50 milioni di tonnellate di merci trasportate.
Con l’acquisizione di Anas, il Gruppo FS Italiane diventa una realtà industriale dai grandi numeri. Come ha spiegato Mazzoncini, si tratta di «una tappa fondamentale nella realizzazione del Piano industriale del Gruppo che vede FS come principale promotore della mobilità integrata su ferro e gomma a vantaggio di tutti gli italiani. E’ l’ulteriore conferma che il ruolo di FS sta cambiando: non più impresa ferroviaria nazionale ma impresa europea di mobilità». Dall’altro lato, Anas potrà vedere realizzato il suo piano di trasformazione e di autonomia finanziaria, già avviato negli ultimi anni.
Adam Smith, economista settecentesco, sosteneva che a parità o quasi di profitti, ogni individuo è naturalmente incline a impiegare il suo capitale in modo tale che offra probabilmente il massimo sostegno all’attività produttiva interna e dia un reddito e un’occupazione al massimo numero di persone del suo paese. Come se esista una mano invisibile che fa sì che le società e le loro economie siano in equilibrio e si sviluppino. Analogamente a tale metafora ci si aspetta che FS Italiane, puntando allo sviluppo delle proprie società, delle infrastrutture e del suo portafoglio aziendale, faccia anche gli interessi degli utenti che vedranno la domanda di infrastrutture soddisfatta più efficacemente.

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