Pubblicato il: 2 febbraio 2018 alle 8:00 am

Nasce un altro ambulatorio dove il medico e’ gratis A Borgomanero, nel novarese, 23 primari in pensione visitano gratuitamente poveri e immigrati. Il Paese ha bisogno di questi presidi di volontariato

di Giulio Caccini.

Novara, 2 Febbraio 2018 – A Borgomanero, in provincia di Novara, è stato realizzato un progetto che in molte altre parti del Paese non si riesce ad attuare. Diventano “notizia” tanto sono straordinari. E non perché manchi il personale. Anzi! Un caso per tutti? Napoli, dove un medico in pensione, Giovanni De Lisa, ha più volte richiamato l’attenzione, anche attraverso neifatti.it su un’idea che, in sintesi, desse la possibilità a lui e altri suoi colleghi di prestare la loro opera gratuitamente e ai pazienti indigenti di potersi assicurare prestazioni mediche specializzate a costo zero. Come è andata a finire? Lo ha raccontato lo stesso De Lisa: promesse, rassicurazioni, perfino una mezza beffa.

Per fortuna non sempre il volontariato viene snobbato dalle istituzioni. Borgomanero è un esempio positivo. Qui opera da alcuni anni un poliambulatorio molto speciale.

Un gruppo di 23 ex luminari della medicina in pensione, affiancati da psicologi e infermieri, tutti volontari dell’Auser, visitano gratuitamente anziani, rifugiati, persone che si trovano in difficoltà economica. Persone che altrimenti rinuncerebbero a curarsi.

Sono diciassette le specialità mediche offerte dall’ambulatorio dell’Auser, dalla cardiologia all’ortopedia, dalla pediatria, alla medicina interna, neurologia, dermatologia, otorinolaringoiatra. Si praticano anche ecografie ed ecodoppler, Ecg holter. Nel 2017 è partito inoltre il progetto “ambulatorio odontoiatrico diffuso” finalizzato a fornire prestazioni ambulatoriali odontoiatriche a favore di cittadini in difficoltà su segnalazione dei servizi sociali del territorio.

Al Poliambulatorio specialistico, l’attesa per una visita è solo di pochi giorni, i fondi per le apparecchiature arrivano tutti da benefattori privati. Il poliambulatorio ha mosso i primi passi nel 2010, oggi oltre mille persone vengono visitate in un anno.

Per la cronaca, quello nel novarese non è il primo esperimento medico-sociale che ha avuto successo in Italia. Nel 2011 a Paola, in Calabria, Asmev Calabria e Auser, grazie alla disponibilità di Cosmo De Matteis, ex segretario nazionale del Sindacato Medici Italiani, e un nutrito gruppo di colleghi, aveva messo in piedi un ambulatorio per curare gratuitamente immigrati e indigenti. Nel 2014 analoga esperienza trova la luce a Belluno, nel ricco Veneto. Un anno dopo a Napoli, nella Chiesa dismessa di San Tommaso a Capuana in via dei Tribunali, nasce il primo studio medico completamente gratuito che si mette a disposizione dei poveri. L’apertura dello studio medico è stata possibile grazie all’associazione Sisto Riario Sforza e alla Fondazione di Comunità del Centro storico di Napoli che ha finanziato tutto il progetto insieme all’istituto Banco di Napoli-Fondazione. Ma in una metropoli come Napoli ne servono tanti di presidi del genere. Tutta l’Italia ne ha bisogno, soprattutto alla luce di un tasso di povertà sempre più alto che finisce per rendere l’accesso alle cure un diritto mancato.

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