Pubblicato il: 3 febbraio 2018 alle 9:00 am

Leggiamo: ‘Lucky’ di Alice Sebold Una donna aggredita e violentata e un processo da affrontare. In mezzo c'è la solitudine, l'angoscia, l'orrore. Un libro forte dalla prima all'ultima pagina

di Monica Longo.

Roma, 3 Febbraio 2018 – Alice Sebold è l’autrice di Amabili Resti, un libro bellissimo e ben scritto da cui è stato tratto un film altrettanto bello che io non ho ancora visto.

Non e’ grezzo nè volgare nell’insieme.

La solitudine, l’angoscia, l’orrore nell’anima, l’insicurezza, il terrore che si insinua nel cervello, la forza di una ragazza che rivuole la sua vita.

Che ha tanta paura quanto coraggio.

La storia di “Lucky” inizia la sera in cui Alice viene aggredita e arriva alla fine del processo, nel quale la ragazza riesce a vincere ma solo perché alcuni elementi della violenza subita giocano a suo favore.

Alice era vergine, quindi poco si ha da sindacare sui suoi costumi e la sua condotta.

Alice riporta numerose ferite, quindi la giuria non può dubitare della sua mancanza di consenso.

Alice non aveva bevuto, quindi il suo racconto è lucido.

Lei è fortunata.

È tra le fortunate che riescono a dimostrare di aver subito una violenza e di non avere colpe.

È fortunata perché ha la forza di affrontare anni terribili.

Dalla prima pagina non sono riuscita a scollarmi da questo libro, nella speranza che a voi accada lo stesso e sono sicura che questa lettura cambierà i pensieri e le idee di tanti.

Ci sono due momenti che mi hanno colpita su tutti, e mi hanno aperto gli occhi su questioni che non consideravo.

Lo stupratore di Alice la aiuta a rivestirsi, con premura e attenzione, come se quello che è avvenuto pochi istanti prima non fosse altro che un banale approccio sessuale. È onesto e sincero quando lo fa, sul serio lui non riesce a capire che ha commesso un reato e tra i più spregevoli. E questo perché anche lui è “vittima” di una cultura che vuole lui predatore e la donna preda, che sminuisce il valore e la portata del consenso.

Il secondo momento è un dialogo che Alice ha con il padre, il quale non riesce a comprendere perché la figlia non si sia ribellata, Alice spiega perché non ha reagito. Lo spiega a suo padre e a noi.

Ora, io non so come chiedervelo di leggere questo libro, mi viene da dire “fatelo come favore a me”, ma mi rendo conto che non avrebbe nessun senso.

Però davvero, lo chiedo con tutta la voce che ho a chiunque: leggete questo libro.

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