Pubblicato il: 11 febbraio 2018 alle 7:00 am

Inter, l’eterna incompiuta alla ricerca di un posto nel salotto buono d’Europa Allenatori in serie e decine di nuovi giocatori per invertire la tendenza, ma dalla stagione del Triplete solo delusioni

di Francesco Monaco.

Milano, 11 Febbraio 2018 – Fortuna o non fortuna, l’Inter è quarta: se il campionato finisse oggi, sarebbe qualificata per la Champions League. Eppure se il campionato fosse finito a dicembre, la squadra di capitan Icardi sarebbe stata campione d’Italia (e non solo quest’anno). Ma purtroppo per i nerazzurri, il campionato non finisce né a dicembre né oggi, bensì a maggio. Oramai da 6 anni i tifosi non hanno più il piacere di ascoltare quella
musichetta, quell’inno tanto amato che riecheggiava al Santiago Bernabeu la notte del 22 maggio 2010 (tanto per fare un esempio). Certo, dopo il triplete l’Inter ha avuto qualche difficoltà nel ripartire a grandi livelli. I giocatori sono cambiati, tanti allenatori si sono seduti sulla panchina di San Siro dopo Mourinho, ma dopo la stagione
2011/2012 nessuno è stato in grado di riportare l’Inter in Europa.
Sembra quasi che ogni anno sia quello giusto: partenza sprint, prime posizioni e poi il crollo nella seconda parte. E niente Champions ovviamente, talvolta nemmeno Europa League. Sicuramente c’è da mettere in conto che mentre l’Inter affrontava le problematiche e le novità del post 2010, parallelamente Juventus in primis, Napoli in secundis crescevano esponenzialmente; poiché i posti riservati alla coppa dei campioni erano solo tre, per i nerazzurri era un’impresa ardua spalleggiare queste corazzate. Ma quest’ anno c’è un posto in più. Soffermiamoci, dunque, sulla stagione in corso. Senza alcun dubbio la rosa dell’Inter sulla carta (una cosa è la carta ed un’altra è il campo) è una rosa che può competere senza problemi per le prime quattro posizioni, forse un gradino appena sotto Juve e Napoli. Infatti i nerazzurri sono partiti molto bene, comandati dal neo allenatore Spalletti: imbattuti fino a dicembre e ritmo da scudetto. Nel girone d’andata la squadra di presidente Zhang non ha mai perso contro le big dimostrando di essere solida, spietata e unita. Ma una squadra reduce da un settimo posto, completata con qualche acquisto mirato (Skriniar su tutti, Borja Valero, Vecino, oltre che Spalletti), poteva mai iniziare così bene? Sì, se sei bravo e fortunato. Tanto si è parlato della fortuna dell’Inter, per molti la componente principale che ha permesso di mettere tanti punti in cascina ai nerazzurri. Le prime partite, quelle in cui si deve ingranare la marcia, l’Inter le ha vinte.

Vincere aiuta a vincere e l’entusiasmo alla Pinetina è pian piano cresciuto; con l’entusiasmo anche le prestazioni. Spalletti ha inculcato la giusta mentalità ai giocatori, i quali ogni domenica rispondevano con partite sempre più convincenti. Non è solo fortuna se non perdi contro Milan, Juventus, Napoli. E allora come si spiega il blackout improvviso? Sconfitte pesanti con Udinese e Sassuolo sembrano aver spento qualcosa (le luci a San Siro verrebbe da dire). Si era consapevoli che il tricolore era più di un sogno, ma la Champions era una realtà più che concreta. Oggi, due mesi dopo l’ultima vittoria, la Champions è sempre lì, ma non è così concreta: considerando che le prime due posizioni sono di Juve e Napoli, terzo e quarto posto sono contesi da tre squadre, una andrà in Europa League. L’Inter è di per sé “pazza” come dice il suo inno: staremo a vedere se questa seconda parte di stagione sarà la copia delle annate precedenti o se riuscirà (finalmente) a centrare l’obiettivo, senza dimenticare che quest’ anno c’è un posto in più.

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