Pubblicato il: 11 febbraio 2018 alle 10:00 am

«Svuotiamo le nostre vite per farle funzionare» E’ uno dei messaggi del libro “Le parole dell’anima” di Rosanna Giordano, un viaggio interiore di scoperta e di amore

di Caterina Slovak.

Roma, 11 Febbraio 2018 –  Non mi capita spesso di scrivere recensioni di libri contemporanei. Forse perché prima di scriverne devo aver letto il libro tante, troppe volte che può voler dire anche una volta all’anno per diversi anni di seguito. Una sorta di farmaco. Una lettura medicamentosa, che se da un lato guarisce qualche male mio interiore, dall’altro mi fa assorbire completamente quel testo e mi fa sentire in grado di parlarne.

Un mio limite, va bene, ma tant’è.

Ho fatto questa premessa perché oggi vergo queste poche righe su “Le parole dell’anima”, scritto da Rosanna Giordano, una giovane autrice dei giorni nostri.

Perché mi sono resa conto, leggendolo, che non si tratta di un libro bensì di un cammino. In quattordici capitoli Rosanna mette a nudo la sua anima e facendolo costringe chi legge a fare altrettanto. A compiere un esercizio semplice ma difficile nello stesso tempo, quel viaggio iniziatico di cui talvolta si parla nella narrazione e (più di frequente) nell’esoterismo che rende donne e uomini mutevoli, rinnovati.

Quando l’autrice scrive: “Le cose più preziose che, insieme a un fiore, possiamo offrire a qualcuno sono il tempo, il rispetto, un cuore sincero ed una mano sempre pronta ad unirsi alla sua mano”, sa che ha esplicitato la formula dell’amore al suo stato puro.

Ma il testo è costellato di formule e di leggi, che, insieme a dei versi mai invadenti, scorrono via senza appesantire la lettura. Leggere è un po’ come farsi trasportare dalle onde, ebbene il mare della Giordano è calmo, rassicurante, restituisce a chi lo naviga sensazioni positive e grande forza interiore. Forse perché l’autrice “parla” semplice, forse anche perché ciò che scrive è esattamente ciò che in determinati momenti vorremmo sentire o leggere. L’importante è predisporsi, aprirsi perché, come si legge quasi a metà libro: “La nostra vita funziona ad una sola condizione, deve essere vuota il più possibile. Più noi la riempiamo di convinzioni, dogmi, teorie, obblighi, falsi impegni, divertimenti fittizi, intrattenimenti cerebrali, più questa vita dentro di noi smette, poco a poco, di esercitare la sua funzione. Il risultato è quello che siamo”.

Che non vuol dire, però, smettere di esistere. Anzi, è vero il contrario. Vuol dire sbarazzarsi di zavorre che rendono meno agevole il cammino. E di riempire la vita di luce. Quella luce di cui a lungo si parla nel libro.

“Di me dico che oggi – scrive Giordano – cerco strade amiche e da chi scolpisce parole come pugnali mi proteggo”. Che poi sembra ancora una formula magica per svegliarsi, ogni mattina, con una nuova energia nel cuore. Grazie Rosanna.

neifatti.it ©