Pubblicato il: 13 febbraio 2018 alle 8:00 am

Matrimonio ecologico Germania-Molise con i veicoli a emissioni neutralizzate La rivoluzione elettrica passa anche dalla consegna della posta. L’esperienza di Deutsche Post dopo l’accordo con una società di Montenero di Bisaccia. Gli studi condotti dal Politecnico di Aquisgrana, di recente coinvolto nello scandalo dei test su scimmie e uomini

da Berlino, Fritz M. Gerlich.

13 Febbraio 2018 – Tutti amano le auto ecologiche oggi! Veicoli che sfruttano differenti propulsori rispetto a quelli a benzina e in grado, quindi, di ridurre l’inquinamento. Motori elettrici, ibridi, a metano e GPL permettono di ottenere grandi vantaggi in termini di minor inquinamento, ma anche di risparmio economico. La maggior parte dei produttori stanno muovendo passi da gigante in questa direzione, adeguandosi alla sempre più crescente esigenza a livello sociale di tutela dell’ambiente e di riduzione dei gas inquinanti, anche con l’ambizione di sfruttare mercati sempre più vasti.

Sono state settimane di grande tensione in Germania quelle recenti, quando è stato scoperto che venivano effettuati esperimenti con i gas di scarico delle auto testati anche su persone e scimmie. E tutti ricorderanno che VW nel 2015 fu accusata dagli Stati Uniti di aver messo sul mercato auto con sistemi che truccavano i risultati di laboratorio sulle emissioni di sostanze inquinanti, allo scopo di far sembrare i risultati dei test anti-smog entro i limiti consentiti dalla legge americana. Lo scandalo provocò il crollo del titolo in borsa (24 miliardi di euro bruciati in appena due giorni).

La società Deutsche Post (posta tedesca) il colosso che controlla anche DHL, e che finora utilizzava i furgoncini Volkswagen Caddy, ha iniziato la produzione in proprio di van elettrici. Ed ora, dopo l’annuncio dato l’estate scorsa, i furgoncini StreetScooter Work arrivano anche in Italia grazie all’accordo con la e-veicoli.com, l’azienda con sede a Montenero di Bisaccia, in provincia di Campobasso, primo partner strategico del colosso tedesco per la commercializzazione del veicolo elettrico a basso costo in Italia.

Si tratta di una vera rivoluzione, nata dalla imprescindibile necessità di migliorare la qualità dell’aria in città e dalla costante crescita delle consegne di pacchi per effetto del sempre più diffuso shopping on-line – che già condizionano pesantemente il settore delle spedizioni e della logistica cittadina. Così, grazie all’impegno dei lavoratori e ad una nuova sinergia con la Rwth, il Politecnico di Aachen (Aquisgrana, proprio dove venivano fatti gli esperimenti con i gas di scarico su cavie umane), basata sulla reciproca fiducia, e con lo scopo di rendere la mobilita elettrica accessibile anche a piccoli veicoli impegnati nel trasporto locale, come quello della posta, a costi contenuti, nel 2014 Deutsche Post DHL rileva il 100% delle azioni della società, poi nel 2015 inizia la produzione in serie dei piccoli van. L’azienda assicura che le consegne a zero emissioni con i veicoli commerciali “su misura” valgono la pena nonostante la caduta del prezzo del greggio. L’azienda precisa che il nuovo furgone elettrico ha un’autonomia che va da 80 a 200 km – secondo la batteria installata – ed è realizzato sulla base meccanica del Ford Transit, ma la notizia più positiva è che l’utilizzo di un Work XL elettrico farebbe risparmiare il consumo di 1.900 litri di gasolio all’anno, evitando l’immissione nell’atmosfera di circa 5 tonnellate di CO2.

Il successo è stato travolgente, tanto da spingere le poste tedesche a raddoppiare in poco tempo la produzione e a mettere in vendita i van per altre aziende ed amministrazioni locali che ne hanno fatto richiesta, con risultati economici superiori al previsto: oggi più di 3.500 veicoli prodotti da StreetScooter ad Aachen circolano sulle strade tedesche con i tipici colori giallo e nero della Deutsche Post DHL per un totale di più 7 milioni di chilometri percorsi elettricamente. Anche fuori della Germania, fino ad arrivare anche da noi in Italia attraverso e-veicoli.com.

Un progetto che fa riflettere anche su come sia ancora possibile costruire una società che funzioni, ma anche uno strumento utilissimo per una riflessione sulle scelte che ogni azienda dovrebbe fare in materia di ecosostenibilità.

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