Pubblicato il: 23 febbraio 2018 alle 8:00 am

Da elettricista a liutaio, il sogno di un giovane siciliano e’ diventato realta’ quando ha donato una chitarra molto particolare… La storia di Corrado profuma di legno, è fatta di determinazione ma anche di tanti sacrifici e ostacoli, come i due rifiuti alle sue richieste di finanziamenti europei

di Arcangela Saverino.

Palermo, 23 Febbraio 2018 – Dedicare la vita alla musica è esprimere i propri sentimenti, le proprie emozioni, non solo per chi gli strumenti li suona, ma anche per chi li costruisce. Il giovane Corrado Carpinteri è uno dei tanti liutai siciliani, ma con qualcosa di speciale perché riesce a donare un’anima a ciò che realizza. Sin da piccolo ha coltivato la passione per le arti creative, ma la Sicilia è una terra che, spesso, costringe a rinunciare ai sogni, a chiuderli nel fondo di un cassetto, e così ha lasciato che i suoi prendessero polvere per concludere gli studi. Subito dopo il diploma è nata la passione per la liuteria, ma le circostanze della vita lo hanno indotto ad abbandonare l’università e ad iniziare a lavorare nella ditta di installazione di impianti elettrici del padre.

Ma la passione è passione e Corrado non ha mai smesso di dedicare il suo tempo all’amore per la liuteria. Dopo una giornata di lavoro, di corsa nello scantinato di casa per orchestrare tra i legni. Un amore che non ha tradito nemmeno dopo il trasferimento a Sesto fiorentino per lavoro. «Spendevo tutto il mio stipendio per finanziare la mia passione per la liuteria, perché volevo fortemente che diventasse il mio mestiere» racconta a neifatti. Nel 2008 realizza la sua prima chitarra e, da allora, non si è più fermato. «Ho iniziato a conoscere i primi chitarristi e, grazie anche al loro aiuto, ho avuto modo di migliorare e perfezionare la tecnica di liutaio. Nel frattempo, pubblicavo i miei lavori sui forum e sui social per farli conoscere». Nel 2012 il suo sogno si è finalmente realizzato, aprendo il laboratorio dove tutt’ora lavora. «Io dico sempre che non ho cercato questo mestiere, ma è stato lui a trovare me. E’ venuto da sé». Un mestiere che ha imparato grazie alla sua curiosità, informandosi su internet, comprando libri di liuteria e scambiando opinioni e consigli sui vari forum online, sebbene la vera esperienza sia arrivata sul campo, con la pratica.

Il giovane siciliano, forse inconsciamente, ha subito l’influenza del suo chitarrista preferito, Brian May dei Queen che nel ’63 costruì insieme al padre la chitarra che ancora oggi suona, la Red Special. E’ proprio quello il primo modello di sei corde con cui si misura Corrado. Poi il colpo di fulmine, scattato quando ha ascoltato per la prima volta l’assolo di Bohemian Rhapsody e, non contento, nel dicembre 2012 ha contattato il suo idolo per donargli una delle sue opere. «L’ho contattato via mail in un periodo in cui sapevo che tornava dalla prima parte di un tour per prendersi un periodo di riposo. In questo modo, ho pensato ci sarebbero state buone possibilità di ricevere una risposta. E, infatti, la ricevetti solo dopo tre giorni». La sua è gratitudine per chi, indirettamente, gli ha trasmesso l’arte, un modo di sdebitarsi nei confronti di chi lo ha indirizzato verso un sogno: una chitarra non poteva che essere il regalo perfetto. «Brian May rispose entusiasta, manifestando, però, l’intenzione di pagare il mio lavoro. Ma io fui deciso: il mio doveva essere un regalo. Dopo alcuni mesi completai la chitarra e gliela spedii». Ancora oggi conserva come una reliquia la foto ricevuta da May che lo ritrae sorridente con la chitarra donatagli. «Quello è stato uno dei giorni più belli della mia vita». 
Le difficoltà per avviare l’attività non sono di certo mancate, soprattutto a livello finanziario. Ha dovuto richiedere, per ben due volte, i finanziamenti europei, e, per due volte, gli sono stati rifiutati. Ciò nonostante, non ha desistito dalla realizzazione del suo sogno e, con straordinaria forza di volontà e determinazione, ha puntato sulle sue finanze per iniziare. «Adesso sono felice di poter dire che tutto quello che ho fatto l’ho realizzato solo grazie a me stesso e alla mia caparbietà e sono fiero di poter dire che non ho debiti da scontare».
Corrado ha dovuto lottare anche contro lo scetticismo degli altri nei confronti del suo lavoro. «Alcuni, con pochissimo tatto, non perdevano l’occasione per denigrare il mio impegno. Fortunatamente, però, questi atteggiamenti denigratori, soprattutto da parte dei miei compaesani, mi hanno dato la forza. Sono sempre stato consapevole del mio valore, ma anche dei miei limiti». Oggi è felice di trascorrere le sue giornate tra i legni di acero canadese e mogano Honduras, tra i legni figurati e le radiche, chitarre elettriche, acustiche e classiche; di studiare gli spessori dei legni, il modo in cui è ancorato il manico, il tipo di capotasto, il ponte e la lunghezza del diapason.

Nel settembre 2017 è entrato a far parte dell’ EGB (European Guitar Builders), l’associazione che riunisce i migliori liutai europei, molti dei quali rappresentano punti di riferimento per la sua crescita. Al momento sta lavorando ad alcune Red Special a cui è legato il suo successo internazionale  «Questa è una chitarra che si discosta di molto dalla liuteria elettrica standard ed è anche prerogativa di un solo chitarrista. Chi vuole una Red Special è un appassionato di Brian May e dei Queen, o un chitarrista che suona in una tribute band dei Queen, oppure è un semplice collezionista. Tutto questo ha dato origine ad un mercato a livello mondiale, ma di nicchia perché la RS è una chitarra complicatissima e difficile da riprodurre. In tutto il mondo, siamo pochissimi quelli che hanno avuto il coraggio e la pazienza di cimentarci nella riproduzione fedele della Red Special originale, che, tra l’altro, si compone di parti vintage quasi impossibili da trovare ai giorni nostri».
Le sue chitarre, oggi, sono sparse in tutto il mondo, dall’Australia al Canada, dall’Argentina al Giappone, dalla Corea del Sud agli USA, e in tutta Europa, oltre che in Inghilterra, patria della Red Special.

A Corrado rivolgiamo la nostra consueta domanda: che consiglio senti di dare ai tanti giovani che inseguono un sogno? «Non commettete l’errore di credere a chi vi dice che non si può vivere delle proprie passioni, non aspettatevi niente da nessuno se non da voi stessi, e, ogni volta che raggiungete un obiettivo, mettetevi subito in moto per trovarne un altro ancora più ambizioso da poter perseguire. Non accontentatevi mai e sappiate che c’è sempre da combattere contro tutto ciò che ci rema contro».

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