Pubblicato il: 2 marzo 2018 alle 9:00 am

Bullismo, nata l’app You Pol Creata dalla Polizia di Stato per raccogliere segnalazioni in tempo reale e anche in forma anonima

di Angela Faiella.

Roma, 2 Marzo 2018 – Pavia, Bergamo, Napoli, Siracusa: solo nel mese di febbraio sono stati moltissimi i casi di bullismo da nord a sud. Ragazzi ustionati, colpiti alla testa e derubati, presi a calci perché “grassi” o disabili.

In tutti i casi le denunce sono giunte solo dopo mesi di continue minacce, violenze psicologiche avvenute faccia a faccia o tramite web.

Oltre la metà dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni è stato vittima di bullismo. È quanto si legge nel Rapporto Italia 2018 dell’Eurispes (istituto di studi Politici, Economici e Sociali).

Oggi i problemi del bullismo si moltiplicano con il cyberbullismo poiché la “bit generation”, ovvero della generazione che naviga e comunica continuamente su internet, non conosce i pericoli della rete. La vittima di cyberbullismo ben presto non si sente sicura in nessun posto: le notizie continuano sempre a circolare nel web e la vittima non è tranquilla nemmeno nella sua cameretta. Per il cyberbullo le cose diventano più semplici perché non vede la sofferenza della vittima, è più facile che si faccia forte e che crei una “comunità di bulli” più grande e in tempi brevissimi con la condivisione su internet.

Bisogna sconfiggere il malcostume della tolleranza e avere il coraggio di denunciare prima che la situazione diventi grave ed insostenibile per la vittima.

In occasione della giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo #iononbullo è stato l’hashtag sui social per esprimere solidarietà, riflettere sul tema e dire no al bullismo, un fenomeno di cui si deve parlare.

Con questo intento la Polizia di Stato ha creato l’app “You Pol” che da qualche giorno è scaricabile in tutti i capoluoghi di regione d’Italia sia per iOS che per Android.

Con quest’app è possibile segnalare in tempo reale, anche in forma anonima, un reato di bullismo o spaccio con un messaggio e allegare foto o video. È inoltre possibile chiamare rapidamente la polizia. L’app grazie al Gps del cellulare geo-localizza da dove è stato inviato il messaggio e consente alla polizia di intervenire velocemente.

“La Repubblica” riporta che grazie a “You Pol” solo a Milano sono stati già segnalati 44 episodi di bullismo, 3 di spaccio e 37 di maltrattamento che hanno portato ad un arresto e due persone indagate.

L’app segnala il numero verde antibullismo e quello della polizia di stato e con pochi semplici punti spiega cosa significa essere vittime di bullismo, cyberbullismo e come è possibile aiutare gli amici che si trovano in questa situazione con alcuni consigli antibullismo segnando dei punti chiave che indicano: #fattifurbo e #nonrestareaguardare.

Sicuramente “You Pol” è una spinta in più per parlare di un fenomeno che troppo spesso si verifica soprattutto tra i giovanissimi con problemi a lungo termine per il loro benessere psicofisico ma prima di ricorrere a questi casi estremi è prioritario conoscere il fenomeno e parlarne senza restare a guardare soprattutto nelle scuole, nei luoghi frequentati dai giovanissimi e a casa.

In tutti i casi sopracitati dei ragazzi vittime di bullismo prima di denunciare sono passati mesi, mesi di aggressione fisiche e psicologiche di cui non si è parlato. Il bullismo e il cyberbullismo sono atti intenzionali che si ripetono nel tempo. È fondamentale che gli adulti, cui i ragazzi fanno riferimento, sappiano cogliere i segnali, che i gli amici e i compagni di scuola siano solidali e aiutino chi è vittima a parlarne perché da parte di tutti #nonrestareaguardare è il primo passo.

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