Pubblicato il: 15 maggio 2018 alle 9:00 am

Radar rileva che un test nucleare nordcoreano ha spostato una montagna Lo scoppio aveva una resa di 10 volte la forza della bomba sganciata dagli Stati Uniti su Hiroshima

di Teresa Terracciano.

Roma, 15 Maggio 2018 – Dati sismici e geodetici mostrano spostamento e cedimento dell’ultimo sito del più grande test nucleare sotterraneo della Nord Corea, quello del 3 settembre 2017, prima degli ultimi recenti accordi con gli Stati Uniti.

L’esplosione è avvenuta ai piedi del monte Mantap, nel sito dei test nucleari di Punggye-ri nel nord del Paese, facendo tremare l’area come fosse accaduto terremoto di magnitudo 5,2. Basandosi su registrazioni sismiche da reti globali e regionali e su misurazioni radar, prima e dopo, della superficie del suolo dai satelliti del radar giapponese ALOS-2, la squadra ha dimostrato che l’esplosione nucleare sotterranea ha spinto la superficie del monte verso l’esterno di ben 6 piedi (3,5 metri).

Simulando l’evento su computer, il team di ricercatori è stato in grado di individuare la posizione dell’esplosione, direttamente sotto la vetta, a circa 400-600 metri sotto il picco.

Hanno anche localizzato più precisamente un altro evento sismico, o scossa di assestamento, che si è verificata poco più di 8 minuti dopo l’esplosione nucleare, a circa 700 metri a sud dello scoppio della bomba.

Confrontando tutti i dati, i ricercatori stimano che il test nucleare, il sesto e il quinto della Corea del Nord all’interno del monte, aveva una resa compresa tra 120 e 300 kilotoni, circa 10 volte la forza della bomba sganciata dagli Stati Uniti su Hiroshima durante la seconda guerra mondiale.

Le esplosioni spesso scatenano “terremoti” nelle vicinanze o altri movimenti di rocce che fanno apparire i segnali sismici simili a terremoti e movimenti naturali, confondendo le analisi.

«Si spera che analizzando insieme i dati geodetici e sismici, saremo in grado di captare la differenza tra terremoti ed esplosioni» ha detto Dreger, de l’University of California, Berkeley, co-autore della ricerca.

«Questo studio dimostra la capacità del telerilevamento spaziale di aiutare a caratterizzare i grandi test nucleari sotterranei», ha detto Wang (Nanyang Technological University in Singapore). «Mentre la sorveglianza dei test nucleari clandestini si basa su una rete sismica globale dove il potenziale del monitoraggio spaziale non è stato ancora sfruttato».

Fonte per approfondimenti: Teng Wang, Qibin Shi, Mehdi Nikkhoo, Shengji Wei, Sylvain Barbot, Douglas Dreger, Roland Bürgmann, Mahdi Motagh, Qi-Fu Chen. The rise, collapse, and compaction of Mt. Mantap from the 3 September 2017 North Korean nuclear test. Science, 2018 DOI: 10.1126/science.aar7230

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