Pubblicato il: 20 maggio 2018 alle 9:00 am

Dalle elucubrazioni del “giovin signore” di Parini all’incontro nei bar la conversazione scandisce i rapporti umani Purtroppo la società globalizzata ha imposto contatti veloci, casuali e superficiali attraverso i quali tutti cercano di soddisfare il proprio tornaconto

di Giosuè Battaglia.

Roma, 20 Maggio 2018 – Esistono innumerevoli motivi di conversazione, per cui esistono altrettante occasioni per farlo; sono conversazioni quelle che si tengono a tavola durante il pasto, quelle che avvengono tra amici al bar, quelle fra persone incontrate per caso. Ovviamente ci riferiamo a conversazioni pacifiche tenute fra persone che si scambiano idee, consigli, informazioni e modi di vivere. Il tutto tenendo presente che la conversazione può prendere altri percorsi che sfociano in veri e propri “testa a testa” e a proposito, si ricordi dei molteplici duelli avvenuti per discussioni animate e che colpivano il morale e la dignità. Ma tornando al primo caso, vi sono state sempre delle regole da rispettare nel galateo a seconda della circostanza, del personaggio con il quale si ha a che fare nell’interloquire, del tempo dell’intrattenimento.

Quindi è sempre esistito un atteggiamento, un certo modo di porsi nel discutere, dando all’interlocutore tempi e scelte di esternare le proprie posizioni senza superare o accavallare le parole. Sì, perché alla base di molte amicizie vi sono semplici scambi di battute, avute con persone incontrate ad esempio in ascensore, durante l’uscita con il proprio cane e mille altre occasioni della giornata e che formano il primo approccio con il quale si testano i vari atteggiamenti della persona e trasmettono i primi segnali, come la simpatia e in generale tutte quelle altre espressioni, che esprimono una certa piacevolezza. Successivamente, il tutto continua con l’ulteriore conoscenza che si basa sulla vera e propria conversazione, con la quale bisogna usare certi modi e atteggiamenti basati su criteri come il mettere a proprio agio la persona, avere un atteggiamento aperto, non essere invadente, utilizzare il contatto visivo tenendo in giusto modo la posizione del corpo, perché proprio queste maniere daranno alla persona che si ha di fronte, quella sicurezza e quella fiducia di cui ha bisogno nell’interloquire ai fini della conoscenza. Tutto ciò era ben ribadito nel galateo delle famiglie aristocratiche medievali, come riportato in alcuni trattati delle belle maniere e ricordate da Giuseppe Parini ne “Il Giorno”, dove il giovin signore occupa una parte della sua giornata proprio nella conversazione. Sicuramente i modi e gli atteggiamenti di un tempo hanno subito delle trasformazioni radicali dovute ai mille cambiamenti del modo di vivere e che di conseguenza hanno portato a mutamenti e all’abbandono di certe regole, che prima erano in uso non solo nell’alta borghesia, ma anche nel popolo che conduceva una vita quotidiana, senza troppi condizionamenti. Purtroppo la società attuale ci porta ad avere più contatti veloci, casuali, privi di una conoscenza approfondita, perché il bisogno di ognuno tende all’ottenimento immediato di certi obiettivi tramite dei semplici gesti e quindi il tutto non viene costruito attraverso una conversazione con la quale si aveva, un tempo, la possibilità di conoscere meglio di valutare certe situazioni avendo a disposizione diversi parametri e notizie, proprio attraverso l’interloquire fra individui.

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