Pubblicato il: 31 maggio 2018 alle 10:00 am

E le stelle stanno a giocare Ancelotti torna nell’arena italiana. Eredita dal Napoli spettacolo e grandi firme. A competere per il titolo le sette sorelle del pallone

di Antonio Mango.

Napoli, 31 Maggio 2018 – Pare che i tifosi delusi dalla propria squadra stiano scegliendo il Chelsea come bene rifugio, visto che lì ci dovrebbe arrivare Sarri col suo spettacolo, e che quelli napoletani siano pronti a eleggere la squadra britannica a seconda patria calcistica. Per la prima c’è Ancelotti super e vincente (si spera), ma l’amore per il bel gioco non si scorda mai.

Tempi di calcio parlato. Si lavora per il restyling delle squadre. Posto d’onore per il Benevento stregato e gentile. Ha promesso che ritornerà in A. All’opposto della classifica, la Juve, che non smette mai di contare gli scudetti, nemmeno a letto. Inter e Milan under construction, ogni anno è l’anno della svolta. Roma e Lazio più definite, ma ogni tanto incappano in qualche buca capitolina. Napoli Settebellezze rinuncia a Sarri che sorride al Chelsea e ingaggia il re degli allenatori. Si parte da qui per il prossimo campionato.

Con la Russia alle porte e l’Italia lasciata fuori dalla porta, l’agenda della discussione è stata fissata finora dal gioco del Napoli, diventato il grande protagonista delle chiacchiere da bar e fra gli esperti. Qual è la più bella del reame? Conta segnare di più o prenderne meno? Spettacolo o risultato?

Chi ha visto la finale Champions Real – Liverpool non può che provare nostalgia per le spettacolari folate offensive del Napoli contro tutti (e soprattutto vs Juve). Avvincente  partita, quella di Madrid, papere clamorose e capolavoro di Bale, ma niente Grande Bellezza e passing game corale. Così come uno si aspetta. Emozioni e giocate, come quelle del Barcellona di Guardiola o del Napoli di Sarri, non se ne vedono facilmente in giro.

Per i teorici dello spettacolo c’è una differenza tra partita vinta e bella partita. L’alchimia creata dal combinato disposto squadra – allenatore – popolo partenopeo (così come per l’Atletico Madrid, opposta filosofia di gioco) spiega per molti il mistero del calcio. Capace di lasciare, in ogni ciclo, un segno indelebile e irreversibile. Per i teorici del risultato, anche senza gioco, conta il nome sulla  tabellina dei vincitori. Ma chi ricorda il vincitore dello scudetto del ’75? Piuttosto, viene alla memoria lo spettacolare Napoli di Vinicio, che cambiò (senza vincere) il calcio italiano. E l’Olanda di Johan Cruyff? Gioco totale e spettacolo. Chi ricorda che ai mondiali dello stesso anno vinse la Germania? E il Milan di Sacchi, e…

Elogio della bellezza, quindi, e del Comandante Sarri, che dalla provincia italiana ha scalato il Napoli e incuriosito l’Europa, dettando l’agenda dell’innovazione. Ora il testimone passa a big Ancelotti, prestigio da vendere e calamita di aspiranti top player. Il romanzo popolare continua. E nessuno tra Torino, Milano, Roma, Napoli (e Chelsea) vuole fare da comparsa nel film del prossimo campionato.

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