Pubblicato il: 14 giugno 2018 alle 9:00 am

Cambiamento epocale per le donne saudite Pronte per l'appuntamento del primo esame di guida della storia le donne dell’Arabia Saudita. La novità (la prima di una serie di riforme) è stata voluta dal principe ereditario Mohammed Bin Salman

di Danilo Gervaso.

Riad, 14 Giugno 2018 – La donna che guarda dalla finestra/ vorrebbe avere delle lunghe braccia/ per prendere il mondo/ il suo Nord e il suo Sud/il suo Est e il suo Ovest… Recita una bella poesia di Maram al Masri, poetessa siriana naturalizzata francese, per descrivere l’innaturale segregazione, la forzata permanenza in casa, dove, appunto, è permesso guardare il mondo solo da una finestra.

I media occidentali spesso ci fanno descrivono le donne arabe come proprietà dei loro uomini e succube dei tabù arcaici e l’immagine che, di solito, le rappresenta è quella di persone quasi senza identità, sottomesse, rinchiuse in un harem, grigie, senza personalità né scopi.

Lasciando da parte il complesso discorso del velo, resta vero, però, che non godono dappertutto degli stessi diritti: ancora in alcuni Paesi non porgono la mano agli uomini, al ristorante non si siedono accanto ad un uomo. spesso si vestono di nero (secondo la tradizione, sono in perenne lutto per hassan e hussain, i due figli di Ali, successore del Profeta Mohammed), dovunque vadano ci sono sempre delle sale di preghiera separate per loro, in moschea devono coprirsi dal collo ai piedi e, anche quelle che di solito non lo fanno, mettere il velo in testa, e perfino le case hanno 2 saloni, uno per uomini e l’altro per le donne; alle feste di matrimonio sono separate ed anche alcuni posti pubblici hanno delle sale di attesa per sole donne (in polizia ad esempio).

Eppure alcune di esse hanno mostrato che le donne possono avere un ruolo importante negli eventi rivoluzionari, come quando in Egitto e Tunisia hanno partecipato alle rivolte popolari per la democrazia, protestando nelle strade, senza essere discriminate in alcun modo.

E’ evidente ormai, nel mondo arabo, che le donne si stanno facendo sentire, anche in Arabia Saudita e nello Yemen. In Arabia Saudita appunto, unico paese al mondo dove alle donne fino a oggi era proibito guidare, diverse donne alla guida pubblicavano dei video disobbedienti su internet che le mostravano sfidare il divieto. Qualche anno fa era impensabile che le donne potessero sfidare il re.

Oggi, per effetto di una legge (a partire dal 24 giugno prossimo) voluta dal principe ereditario Mohammed Bin Salman, che ha avviato un programma di riforme per innovare il Paese, entrerà in vigore la revoca del divieto di guidare.

Prima ancora dell’inizio di validità della legge, qualche giorno fa le prime dieci donne nella storia del Paese arabo hanno ricevuto la patente di guida. Una conquista celebrata pochi giorni fa anche dall’edizione araba della celebre rivista di moda Vogue. Nella copertina del numero di giugno, infatti, è ritratta una delle figlie del defunto re Abdullah in mezzo al deserto al volante di un’auto decapottabile con sensuali tacchi a spillo. Una rivoluzione!

Intanto il principe continua ad annunciare riforme: dopo la patente, le donne potranno entrare negli stadi e diventare imprenditrici (senza il consenso di un uomo di famiglia) o investigatrici.

Sono già sul piede sull’acceleratore le ricche saudite con le loro costosissime supercar: suv, gt da sogno, spider. Sono oltre trentamila le iscritte all’esame ora, numero altissimo in rapporto alle dimensioni del Paese.

Si pensava sarebbe stato solo un tassello burocratico e invece no. L’auto è libertà a tutto tondo, specie per chi non ne ha mai avuta molta. Dunque, in Arabia Saudita non ci hanno messo molto a ricredersi: alla luce di tante iscritte, questa “concessione” è diventata voglia di parità di diritti e simbolo di liberazione. Una specie di movimento popolare.

Ma questa sembra essere purtroppo solo una facciata, una bella copertina patinata e nient’altro, mentre la situazione sul fronte dei diritti umani rimane grave. Nel mese di maggio, secondo Amnesty International, 11 gli attivisti (soprattutto donne impegnate nella difesa dei diritti delle donne) sono stati incarcerati con l’accusa di “tradimento”.

Le donne in diverse parti del Paese affrontano sfide diverse. Mentre in una parte del pianeta hanno raggiunto molti obiettivi, sembra che le donne nel mondo arabo vogliano far sentire la propria voce, vogliono che siano rispettati i diritti umani fondamentali in società che siano libere e giuste per tutti. E qui, la prima sfida è essere donne.

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