Pubblicato il: 23 giugno 2018 alle 9:00 am

Un libro per le vacanze: L’Isola sotto il mare Isabel Allende racconta il viaggio nella vita compiuto dalla piccola Zarité, schiava nera capace di cambiare il suo destino

di Rosa Aghilar.

Roma, 23 Giugno 2018 – Per alcuni le vacanze sono già arrivate, per altri è iniziato il conto alla rovescia.

Che siate in spiaggia o restiate a casa, molti sono i lettori in attesa del prezioso tempo libero, vogliosi di iniziare un’avventura letteraria nuova che pagina dopo pagina sorprenda e conquisti.

Rilassati, ricettivi e con la mente aperta a nuove storie, voglio proporvi quella di Zarité Sedella, detta Tété, ultima incarnazione della donna come la vuole Isabel Allende, emblema della passione vera e del coraggio.

“Ballare e ballare. Di tanto in tanto arriva Erzuli, loa madre, loa dell’amore, e possiede Zarité. Allora ce ne andiamo insieme al galoppo a trovare i miei morti nell’isola sotto il mare. Così è.”

L’Isola sotto il mare è il romanzo dell’Allende che mi ha conquistata, anche se è uno dei pochi libri che non ho ancora avuto il coraggio di rileggere, coinvolgente e intenso al punto da risucchiare il lettore nell’intensità emotiva della storia.

1770, Santo Domingo, ora Haiti. Tété, la piccola mulatta congolese ha nove anni quando il giovane francese, ricco latifondista, Toulouse Valmorain la compra come schiava affinché si occupi delle faccende di casa.

Sotto la calura sfibrante, intorno, i campi di canna da zucchero e il lavoro degli schiavi, la piccola presto impara sulla sua calda pelle com’è fatto quel mondo: i padroni troppo violenti e spietati, l’agognata libertà, i vincoli preziosi della solidarietà. Quando Valmorain si sposta nelle piantagioni della Louisiana, anche Tété deve seguirlo. Lei è saldamente legata al suo padrone, senza però aver mai conosciuto e vissuto la libertà, obiettivo della sua vita segnata da angherie, violenze di ogni genere e umiliazioni che sferzano l’anima più di mille colpi di scure.

Zaritè è donna d’innata bontà, grande dignità e forza di spirito che la portano a condividere le miserie dei padroni bianchi con le loro fragilità familiari e la spiritualità segreta degli altri schiavi che covano e progettano ribellione.

Si avvicendano personaggi dalle connotazioni leggendarie, misteriosi riti vudù e amori passionali, intanto che lei cresce senza mai scordare le sue radici.

Lo sfondo è quello della sanguinosa lotta per abolire la schiavitù, da cui però Tetè si tiene lontana se pur appoggiandola in pieno, per difendere la vita della sua figlioletta Rosette e il figlioccio Maurice.

“Quando prese la bambina in braccio, Tetè scoppio a piangere di felicità: poteva amarla senza paura che gliela togliessero. Era sua. Avrebbe dovuto difenderla da malattie, incidenti e altre disgrazie naturali, come tutti i bambini, ma non da un padrone con il diritto di disporre di lei a suo piacimento”.

E’ dello schiavo Gambo che la protagonista s’innamora, egli è uno dei più accesi sostenitori della necessità di ribellione. Valmorain decide di spostarsi a New Orleans, all’epoca ancora colonia francese in suolo americano e porta con sé anche la sua schiava che non si esime dal battersi per ottenere la libertà per sé e per la sua famiglia. Alle vicende familiari si concatenano gli avvenimenti che porteranno alla rivolta degli schiavi caraibici e alla costituzione della prima repubblica nera indipendente al mondo, Haiti.

Riesci a toccare e a vivere i personaggi di questa storia, ad amarli e a soffrire con loro e l’Allende li descrive con maestria e pathos penetrante su uno sfondo storico impeccabile.

E’ un’epoca difficile quella narrata, su un’isola macchiata dal sangue di lotte continue, coacerva di moltitudini razziali, culture e religioni e Tetè, personaggio indimenticabile, innamorata dalla vita riesce a trovare la forza di ritenersi fortunata perché la sua vecchiaia sarà lunga e piena di gioia.

“Nei miei quarant’anni io, Zaritè Sedella, ho avuto miglior fortuna di altre schiave. Vivrò a lungo e la mia vecchiaia sarà gioiosa, perché la mia stella – la mia z’etoile – brilla anche quando la notte è nuvolosa.”

“La vita è scritta nella nostra z’etoile e non possiamo cambiarla.”

La parola scritta prende vita in questo testo e scivola di riga in riga fino alla fine di una storia intensa e travolgente.

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