Pubblicato il: 26 giugno 2018 alle 8:00 am

La gestione dei migranti diventa un corso di laurea Sarà attivato dal prossimo anno dall’Università del Salento. Il tema che spacca l’Europa, in questi giorni è oggetto della Summer school in svolgimento a Ventotene

di Fabrizio Morlacchi.

Lecce, 26 Giugno 2018 – L’emergenza migranti e la gestione del fenomeno migratorio saranno gli argomenti alla base di un nuovo corso di Laurea. Più precisamente si tratta del Corso di laurea magistrale in “Governance euro-mediterranea delle politiche migratorie”, attivato dal prossimo Anno Accademico presso l’Università del Salento, insieme ad altri tre (triennale in: Management digitale, Scienze motorie e dello Sport, Ingegneria delle Tecnologie Industriali) formalmente accreditati da ANVUR e MIUR.

“Il Mediterraneo – scrive Eugenia Ferragina, primo ricercatore dell’Istituto di Studi sulle Società del Mediterraneo del CNR – è uno spazio di relazioni tra paesi che presentano forti differenziali di crescita, di sviluppo economico e di democrazia. Dunque, come in un microcosmo, la regione mediterranea riflette le grandi sfide del nuovo millennio: crescita demografica, disoccupazione, migrazioni, riforma delle politiche di welfare, contrasto delle povertà, effetti del cambiamento climatico, gestione dei conflitti per il controllo delle risorse naturali nel versante meridionale e orientale del bacino. Le istituzioni e la qualità della governance giocano un ruolo centrale nell’affrontare queste sfide perché la corruzione, le posizioni di rendita, la presenza di un’amministrazione pubblica incapace di garantire trasparenza, equità e pari opportunità sociali e di genere, ostacolano la crescita e lo sviluppo socio-economico in tutti i paesi del Mediterraneo”.

Ecco perché, dunque, il nuovo corso di Laurea può risultare di grande importanza in questo particolare momento storico per l’Europa, il Mediterraneo e soprattutto per l’Italia.

Proposto dal Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università del Salento, il corso di studi affronta il delicato aspetto della governance dei fenomeni migratori preoccupandosi di definire nuove figure professionali in grado di cogliere e conseguentemente di gestire la complessità di tutti questi aspetti. Lo scopo è di definire nuove strategie che, da un lato, tengano conto dei diversi profili – giuridici, sociali, economici, storici e geografici – coinvolti; e dall’altro, siano finalizzate a realizzare società inclusive, consapevolmente interetniche e interculturali. “Gli sbocchi occupazionali che il corso intende garantire – viene spiegato – sono diversi ed investono il piano locale, nazionale e sovranazionale. I suoi laureati potranno infatti accedere alle istituzioni pubbliche nei ruoli di funzionari e dirigenti amministrativi in ambito ministeriale, regionale, locale; ai quadri delle istituzioni sovrastatali con funzioni di elevata responsabilità (Unione Europea, Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, Consiglio d’Europa); alle organizzazioni non governative attive in campo umanitario; ed infine alle cooperative che lavorano nel settore dell’accoglienza e dell’integrazione”.

Intanto, proprio in questi giorni è in corso a Ventotene la Seconda edizione della Summer School Europaediritti, con il preciso obiettivo di offrire a dottori e dottorandi di ricerca, avvocati, laureati e studenti universitari degli ultimi anni in discipline giuridiche, economiche, politiche e sociali un panorama delle principali questioni sul tema delle migrazioni e delle possibili soluzioni per il futuro. Il prof. Andrea Patroni Griffi, Università della Campania Luigi Vanvitelli e Presidente dell’Associazione Per l’Europa di Ventotene spiega: “Dopo la prima Summer School 2017 dell’Associazione Per l’Europa di Ventotene, sul tema delle migrazioni in Europa, i cui atti sono in via di pubblicazione, la Summer School di quest’anno è dedicata all’Europa dei diritti, che appare la vera questione nodale per il futuro dell’Unione e che invero affonda le radici nell’origine del processo eurounitario rispetto agli ideali del Manifesto di Ventotene”. Per Patroni Griffi l’interrogativo in estrema sintesi è il seguente: l’Unione Europea è una struttura tecnocratica che ha consentito al mercato di trionfare sulle ragioni dei diritti? O invece l’Europa unita è baluardo dei diritti, che ci consente ancora, nello scenario della globalizzazione, di dare regole al mercato a tutela delle libertà, e non solo di quelle economiche?”.

Il dibattito in corso mostra un contesto sociale e politico (l’Europa) frammentato a causa di quella unificazione mai realmente realizzata. Divisioni e contrasti tra i singoli stati non sono che la punta dell’iceberg di un malessere generale che deriva, probabilmente, da posizioni dominanti di alcuni mal digerite da altri; ma non solo.

“La riaffermazione del primato della politica e del diritto sull’economia non è obiettivo invero che sembra potersi realizzare oggi a livello di sovranità del singolo Stato – precisa il prof. Patroni Griffi -. Eppure gli interessi nazionali stentano a trovare sintesi nelle istituzioni europee. Va compreso che, nell’Europa della crisi, unione economica, unione politica, sociale (e fiscale) non dovrebbero essere considerate in modo tra di loro disgiunto, ma come parti strettamente interconnesse del processo di integrazione”.

Per il Presidente dell’Associazione Per l’Europa di Ventotene, infine, la domanda ultima è quella di comprendere se “questa” Europa saprà davvero porre le basi di una più forte e democratica unione, capace di affermare la primazia della politica sull’economia, dei diritti sul mercato.

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