Pubblicato il: 30 giugno 2018 alle 8:00 am

La Xylella fastidiosa potrà essere individuata in anticipo Grazie al telerilevamento aereo si potranno identificare le piante colpite dalla malattia molto prima dell’osservazione a occhio nudo. Il progetto vede coinvolto l'Istituto per la protezione sostenibile delle piante del Cnr di Bari

di Aldo Morlando.

Bari, 30 Giugno 2018 – Più di un miliardo di euro, il valore dei danni stimati che la Xylella fastidiosa ha causato in Puglia ad aziende olivicole, frantoi e vivai. Una malattia che ha continuato a diffondersi colpendo migliaia di ulivi. A maggio scorso, insieme alla drammatica conta dei danni è arrivata anche una sanzione. L’Italia è stata deferita alla Corte di Giustizia dell’Ue per non aver pienamente applicato le misure europee di lotta contro la Xylella.

Batterio la cui presenza in Italia è segnalata già dalla fine degli anni 2000, con infestazioni a partire dagli oliveti del Salento occidentale e dell’entroterra di Gallipoli.

Le politiche di contrasto e di contenimento alla diffusione della malattia, però, non posso essere basate esclusivamente sulla estirpazione delle piante malate e, in via precauzionale, di quelle sane che si trovino a una certa prossimità con i focolai.

Nonostante uno studio pubblicato un anno fa dal Joint Research Centre della Commissione europea dia per assodato che non è più possibile eliminare il batterio dal territorio salentino, qualche spiraglio nella lotta alla Xylella si è aperto di recente.

In due anni di ricerche, in gran parte svolte sul campo, e con l’ausilio delle più moderne tecniche di telerilevamento aereo, è stato sviluppato un efficace sistema di identificazione preventiva della presenza del disseccamento rapido degli olivi, la grave fitopatologia causata dal batterio Xylella fastidiosa che sta devastando in particolare il paesaggio salentino. L’innovativo studio di remote-sensing, che vede coinvolto l’Istituto per la protezione sostenibile delle piante del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ipsp) di Bari, è stato pubblicato su Nature Plants.

“Utilizzando speciali telecamere, montate a bordo di un velivolo che ha sorvolato per due volte l’area interessata, è stato possibile eseguire sia analisi iper-spettrali, scandagliando l’intero campo elettromagnetico, sia acquisizioni con sensori termici”, spiega Donato Boscia del Cnr-Ipsp. “I dati aerei sono stati integrati e supportati da una campagna di rilevamento visivo e strumentale a terra, che ha interessato più di 7.000 alberi, distribuiti in 15 oliveti. Ulteriori prove a conferma dei dati strumentali sono state fornite da analisi molecolari di laboratorio”.

Lo studio, in collaborazione con Instituto de Agricultura Sostenible – Consejo Superior de Investigaciones Científicas di Còrdoba, Swansea University, Karlsruhe Institute of Technology, Università degli Studi di Bari e il Joint Research Center della Commissione Europea, ha impegnato un team di 16 ricercatori coordinati dallo spagnolo Pablo Zarco-Tejada, ed è finanziato dal programma europeo Horizon 2020 nell’ambito dei due progetti di ricerca POnTE e XF-ACTORS, entrambi coordinati dal Cnr-Ipsp. “L’importante risultato dimostra che le alterazioni fisiologiche e funzionali determinate dalla malattia a carico degli olivi colpiti possono essere rilevate strumentalmente dai sensori iper-spettrali e termici, molto prima che lo siano ad occhio nudo nelle osservazioni di campo”, prosegue Boscia. “Queste indicazioni pertanto forniranno un evidente vantaggio agli sforzi di sorveglianza delle aree esenti dal batterio, oltre che alla mappatura e al monitoraggio della diffusione dell’infezione sui territori colpiti, consentendo un più rapido ricorso a strategie di prevenzione e sforzi di contenimento della sua espansione, come negli auspici della Commissione Europea”.

L’Istituto per la protezione sostenibile delle piante del Cnr di Bari, con il coordinamento dei progetti POnTE e XF-ACTORS, sta svolgendo un ruolo di primo piano nella conduzione o nel coordinamento delle ricerche in corso in Europa mirate a sviluppare prodotti che possano contribuire alla prevenzione e/o alla gestione sostenibile del batterio. “A margine della Conferenza Internazionale su Xylella fastidiosa che si è svolta di recente a Palma di Maiorca è stato realizzato il documento informativo ‘Ricerca Europea su Xylella fastidiosa’, che sintetizza i risultati sinora raggiunti dai due Consorzi”, conclude il ricercatore. Il documento è stato redatto dai ricercatori dell’Istituto con il contributo di numerosi colleghi dei progetti, di S-COM per la parte grafica e di Infoxylella.it per la traduzione.

Pre-visual Xylella fastidiosa infection revealed in spectral plant-trait alterations DOI: 10.1038/s41477-018-0189-7

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