Pubblicato il: 12 luglio 2018 alle 8:00 am

Borghi più belli d’Italia a prova di budget Per accompagnarvi in affascinanti luoghi nascosti abbiamo scelto Pitigliano e Montemerano, nel cuore della Maremma

di Fabrizio Morlacchi.

Grosseto, 12 Luglio 2018 – Chi ha detto che in estate si può andare solo al mare? Certo, il Mediterraneo è sempre una buona idea, ma non credete a quelli che vi dicono che le città sono invivibili durante la stagione estiva. Se vi chiedete dove andare, e magari avete a disposizione un budget limitato, perché non visitare uno dei magnifici borghi italiani? Per chi non ha a disposizione molti giorni di ferie, per chi vuole farci solo una tappa per un weekend, scegliere di visitare una bella città a luglio e agosto può rappresentare una splendida occasione… anche per risparmiare! Fate i bagagli e partite alla scoperta di piccole meraviglie da visitare quest’estate.

Per accompagnarvi in affascinanti luoghi nascosti, lontani dai soliti giri turistici, abbiamo scelto due paesi toscani inseriti nei borghi più belli d’Italia, l’associazione, nata nel 2001, a cui aderiscono tutti i paesi, le frazioni, i piccoli nuclei di “spiccato interesse storico e artistico” – 271 nel 2017- che, trovandosi fuori dai principali circuiti turistici rischiano di essere dimenticati ed abbandonati.

Sulle colline toscane ci sono tantissimi gioielli sulle colline, che vale la pena visitare, che uniscono cultura, relax e buona cucina. Tra questi, abbiamo scelto oggi Pitigliano e Montemerano, nel sud della Maremma Toscana.

Il territorio maremmano, ancora allo stato quasi naturale, è ricco di meravigliosi scenari e non sorprende che abbia risvegliato negli anni l’interesse di registi italiani e stranieri: qui sono stati girati, ad esempio, il bellissimo Artemisia Passione estrema (1997), di Agnès Merlet, sulla vita della pittrice Artemisia Gentileschi, Non ci resta che piangere (1984), di Roberto Benigni e l’indimenticabile Massimo Troisi, Io e Napoleone (2006), di Paolo Virzì, Speriamo che sia femmina (1986), di Mario Monicelli, fino al recente Il Racconto dei Racconti (2015), di Matteo Garrone.

Pitigliano, arroccato su una rupe di tufo, è uno dei più scenografici della regione e vanta una storia importante. Si trova a metà strada fra Grosseto e Viterbo, vicina sia al Lago di Bolsena che alle Terme di Saturnia.

Nel XVI secolo ospitò una grande comunità ebraica, che si consolidò tanto da costruire nel 1598 la Sinagoga: crollata a causa di una frana negli anni ’60, è stata ricostruita grazie all’intervento del Comune nel 1995. In un suggestivo percorso attraverso locali scavati nel tufo, è possibile visitare il Ghetto, testimonianza della vita della comunità ebraica con il bagno rituale, la cantina, la macelleria Kasher, la tintoria, il forno delle azzime, il cimitero, che però è visibile solo dall’esterno. Ancora oggi si prepara lo sfratto, un dolce a forma di bastone in ricordo proprio del bastone che percuoteva le porte degli ebrei per cacciarli. A Pitigliano invece la popolazione, mostrando una civiltà e una solidarietà rare, insorse per proteggerli dai rastrellamenti papalini.

Dalla rupe di Pitigliano si gode una meravigliosa vista sulla natura più selvaggia ed incontaminata della Maremma. Già arrivando si ha una prima spettacolare vista: la massiccia roccia tufacea sorregge l’intero abitato, quasi fondendosi con le abitazioni più antiche, e di notte la vista è ancor più spettacolare, quando il borgo, illuminato dalla luce lunare, sembra sospeso nel vuoto.

Fondata, secondo la leggenda, da due giovani romani, Petilio e Celiano in fuga da Roma, la cittadina ne conserva i nomi nel toponimo. Ma il territorio era già abitato sin dal Neolitico, anche se poi con l’arrivo degli Etruschi inizia la sua storia vera e propria: gli Etruschi infatti costruirono le famose Vie Cave, antichissime vie di comunicazione scavate a mano nella roccia, utilizzate come via di comunicazione, fuga e difesa, i primi villaggi, e le meravigliose Necropoli.

Oggi Pitigliano è un vero e proprio gioiello di arte, storia e cultura. Ogni angolo del suo centro storico racconta un passato ricco di storia, gli stretti vicoli, le piazzette, gli scorci panoramici, a Pitigliano tutto è magico e regala un’emozione unica.

Da visitare il maestoso Palazzo Orsini, antica residenza dei signori del luogo, il Teatro Salvini,l’Acquedotto Mediceo, importante struttura per l’approvvigionamento idrico, costruita sempre dagli Orsini.

Se capitate ad agosto, partecipate alla Festa del Contadino (primo fine settimana), a Calici di Stelle, evento dedicato al vino ed ai prodotti tipici, alla Festa della Contea, ricostruzione storica della seconda metà del mese. A settembre poi Settembre DiVino, festa nelle cantine tufacee, che ogni anno attira migliaia di visitatori nel borgo.

Il vicino borgo medioevale di Montemerano, frazione del comune di Manciano, vero spettacolo di architettura medievale, sorge su una collina circondata dalla campagna maremmana e custodisce orgogliosamente ancora oggi questa sua peculiarità urbanistica, e passeggiare tra i vicoli del suo centro storico è come fare un tuffo nel passato, o in una fiaba.

Protetto da tre cinte murarie che gli conferiscono proprio l’aspetto medievale, Montemerano fu fondato nel corso del XIII sec. dagli Aldobrandeschi, annesso poi nel 1400 alla Repubblica di Siena, per passare infine definitivamente sotto il controllo del Granducato di Toscana.

Camminando verso il centro percorriamo un dedalo di vicoli medioevali, con case, scale di pietra e vasi di fiori ad ogni passo. Via Italia è la strada principale, su cui si affacciano le botteghe degli artigiani, i ristoranti, le trattorie, le enoteche, il panificio e le caratteristiche botteghe. Godiamoci la sosta nelle piazze, come la Piazza del Castello, sicuramente la più bella del borgo: immutata nella sua architettura medioevale, la piazza seduce e affascina con il suo aspetto dcartolina, è il vero cuore pulsante del paesino, il luogo più rappresentativo di Montemerano. Splendida è anche la Chiesa di San Giorgio, un gioiello di arte romanica che ospita la celebre “Madonna della Gattaiola”, del XV sec., con una curiosa storia: il dipinto presenta un foro in basso, poiché un parroco, che lo utilizzava come porta di un magazzino, voleva consentire il passaggio al suo gatto nel caso frequente di visita di indesiderati topi.

La vicinanza alle Terme di Saturnia, celebri nel mondo per il favoloso contesto naturalistico con le grandissime vasche calcaree create nel corso dei secoli dalle acque termali ricche di calcio, rende la cittadina strategica per soggiorni di riposo e di relax.

Cosa si mangia in Maremma?

Come per gran parte del territorio italiano, i migliori piatti sono quelli legati alla tradizione contadina, che qui sposa la creatività e la fantasia dei toscani, la bontà degli ingredienti e le cotture lente. Tra quelli più conosciuti l’Acquacotta, cugina della più celebre Ribollita (la famosa zuppa di verdure tipica della Toscana), preparata per il pranzo dei contadini nei campi. Si tratta di una zuppa di verdure, essenzialmente bietole, pomodoro e carote, accompagnata con crostini di pane abbrustolito e un uovo in camicia.

E poi i Tortelli Maremmani, farciti con ricotta e spinaci e condita con sugo di carne, ma anche con burro e salvia, la carne del re della Maremma, il cinghiale: i maremmani sono cacciatori e i piatti a base di cinghiale sono sul menù tutto l’anno, anche, in ragù, sulle tagliatelle.

La Trippa Montemeranese, insaporita con noce moscata, mais, cannella, chiodi di garofano e timo fresco, e servita in bianco con fagioli zolfini, o al pomodoro.

Per finire, una parola sul carattere della gente di Maremma: abituati a parlar chiaro, amano la loro terra di un amore senza compromessi. Benché a poco più di 100 km da Roma, sono campanilisti, e proprio questo costituisce la loro ricchezza.

Caparbi, tenaci, non si abbattono davanti agli ostacoli ma cercano di vedere il lato positivo delle cose non drammatizzando mai. Nei miei primi anni di lavoro, questa gente mi ha aperto le porte delle loro case facendomi partecipare alla vita familiare senza sentirmi mai un’estraneo, un’intruso. Si dice che sia raro trovare un maremmano ipocrita, che dicono tutto in faccia, nel bene e nel male. Ma queste sono le persone migliori. Quelle di cui ci si può fidare.

Come arrivare: in auto SS74, bus da Grosseto, Orvieto e Viterbo, treno Albinia, Orbetello, Grosseto e Viterbo. Gli aeroporti più vicini sono quelli di Roma Fiumicino – 155km – Firenze – 237km – Pisa – 241 km.

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