Pubblicato il: 13 luglio 2018 alle 8:30 am

La “passione” di Cristiano E’ il colpo del secolo, dopo quello di Maradona. Italia paradiso fiscale dei vip del pallone

di Antonio Mango.

Roma, 13 Luglio 2018 – Un affare da 350 milioni, soddisfatti e rimborsati, è la cifra stimata dell’operazione. E’ su di giri l’ambiente Juve. Appassionato il racconto della presa della Bastiglia. Protagonisti la cupola bianconera, uno stuolo di aerei privati che vanno avanti indietro tra Madrid, Grecia e Torino, i soliti mediatori milionari, un popolo juventino che sogna l’immortalità.

Il Real aveva posto una condizione: CR7 dichiari di volersene andare e che non sia la società spagnola ad allontanarlo.  Impegno rispettato e affare fatto. Immaginare a questo punto il catalogo delle affettuosità dette o che si diranno, tipo “sono stato sempre juventino”, “mi piace l’Italia”, “Torino è una bella città”, “conquisteremo la Champions” e via amando tutto e tutti. “Un bravo ragazzo”, commenta la gente, e una coppia con Georgina la fidanzata da far invidia ai primi tempi di Albano e Romina.

Insomma, ci sono tutti gli elementi per una favola calcistica tra CR7, la Juve e la città, come quella che legò Maradona al Napoli. E non c’è dubbio che la mozione dei sentimenti giochi il suo ruolo.

Sta di fatto, però, che nel calcio circolano cifre astronomiche e Ronaldo per questo è è una specie di Re Mida.

Si dà il caso, infatti, che l’Italia sia diventato per i vip delle professioni un paradiso fiscale (secondo l’opinione di illustri tributaristi). Pare che la cosa sia apprezzata anche dalle star del pallone. Sempre che ci siano le condizioni. Inseguito dal fisco in Spagna , lo stesso CR7 si troverebbe in pole-position per avvantaggiarsi del regime fiscale voluto dalla legge di stabilità 2017.

Più nello specifico, si tratta di un’imposta sostitutiva sui redditi prodotti all’estero, a patto che il Paperone sia stato residente all’estero almeno 9 anni sugli ultimi dieci. Se così, su quel reddito, qualunque esso sia, si applicherebbe un’imposta forfettaria di 100mila euro. Il tutto, nelle intenzioni del precedente governo, per far rientrare capitali in Italia.

I compensi juventini a Ronaldo, prodotti in Italia, sono però assoggettati al normale regime fiscale nazionale, a partire dall’aliquota Irpef, corrispondente a circa la metà del lordo contrattuale. In pratica, lo stipendio, come sembra trenta milioni all’anno, è tassato all’italiana. I guadagni esteri, sempre all’italiana, ma a prezzi stracciati. Ovvio che per un giocatore come Ronaldo, che realizza grandi fatturati a livello globale, l’imposta sostitutiva di 100mila euro sia una vera manna. Le attività? Sponsor, plusvalenze, immobili, hotel, brand CR7, merchandising, abbigliamento intimo. Una macchina per fare soldi, baciata dalla fortuna grazie alla finanziaria italiana 2017.

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