Pubblicato il: 14 luglio 2018 alle 8:00 am

Vendita farmaci online, pochi i soggetti autorizzati Bilancio dopo tre anni dall’entrata in vigore del dispositivo. Federfarma ricorda che c’è un vademecum per tutti gli adempimenti e mette in guardia sui possibili rischi

di Giulio Caccini.

Roma, 14 Luglio 2018 – Sono 687 i soggetti autorizzati – e presenti nell’elenco del Ministero della Salute – alla vendita online nel nostro Paese di farmaci senza ricetta, 576 farmacie e 111 esercizi commerciali. Pochi, se si considera che il numero totale delle farmacie nel nostro Paese supera le 18mila (18.800, di cui 17.297 private e 1.503 pubbliche, con un rapporto di 3.194 abitanti per farmacia. Dati Federfarma, maggio 2018).

Ridotte anche le performance online dei prodotti farmaceutici di libera vendita (medicinali da banco, integratori, ecc.) il cui giro di affari, nonostante un +17%, arriva ad appena 96 milioni di euro.

Numeri ridotti anche se sono passati tre anni dall’entrata in vigore del dispositivo che ha introdotto la vendita online. Per il presidente di Federfarma, Marco Cossolo, è normale in quanto “il ‘sistema farmacia’ in Italia ha due caratteristiche principali da cui non si prescinde: la prima è la capillarità sul territorio e, la seconda, è il rapporto di fiducia con il proprio farmacista”.

Tra le regioni in cui si registrano più soggetti autorizzati c’è il Piemonte, con 105 siti in totale, di cui 90 farmacie, anche se queste ultime, per numero, sono pari a quelle in Lombardia (sempre 90), che tuttavia conta meno esercizi commerciali dediti all’online, guadagnandosi un secondo posto con un totale di 99 siti. A seguire c’è la Campania, con 87 soggetti, di cui 75 farmacie, e l’Emilia Romagna con 66 (54 farmacie + 12 parafarmacie). Dall’altra parte della classifica, in Molise risulta una sola farmacia online e in Valle d’Aosta 2.

I dati mostrano comunque una crescita dall’anno scorso, di poco oltre le 130 unità, anche se più lenta di quanto forse ci si sarebbe aspettato. La causa potrebbe essere dovuta ai precisi adempimenti che richiede la gestione delle vendite online. Nello scorso mese di aprile Federfarma ha realizzato un vademecum che passa in rassegna la materia, attraverso la normativa e le circolari ministeriali, con indicazioni su come gestire la vetrina virtuale dei farmaci senza ricetta, sul coordinamento tra farmacie e grossista, sugli adempimenti fiscali, sul trasporto «dei medicinali venduti online che deve essere effettuato nel rispetto delle linee guida in materia di buona pratica di distribuzione». In modo particolare, si legge: «i medicinali vanno trasportati in modo tale che il loro documento di identificazione non vada smarrito; non contaminino o siano contaminati da altri prodotti o materiali; siano previste misure adeguate in caso di spargimento di prodotti o rottura dei contenitori; siano al sicuro, cioè non sottoposti a calore diretto, freddo, luce, umidità o altre condizioni sfavorevoli, né all’attacco di microrganismi o di insetti. È vietato il trasporto promiscuo con prodotti che possano, in qualsiasi modo, rappresentare un pericolo per la sicurezza o per l’efficacia dei farmaci».

Per quanto riguarda gli adempimenti fiscali, «la vendita di farmaci online si configura come commercio elettronico indiretto» e come tale non c’è «l’obbligo dell’emissione di un valido documento fiscale», ma «trattandosi di farmaci, in relazione alla detraibilità/deducibilità della relativa spesa in dichiarazione dei redditi da parte degli acquirenti, è presumibile che essi manifestino comunque la volontà di ottenere la certificazione dei corrispettivi, mediante l’emissione da parte delle farmacie di scontrino fiscale e/o fattura. Conseguentemente, tenuto anche conto che vige l’obbligo per le farmacie di trasmettere i dati sulle spese sanitarie al Sistema TS, ai fini dell’elaborazione della dichiarazione precompilata, ogni sito deve obbligatoriamente prevedere un campo ove compilare il codice fiscale del paziente, ciò al fine di consentirgli la detrazione. La detraibilità/deducibilità delle spese sostenute per l’acquisto online di farmaci senza obbligo di prescrizione medica è stata confermata dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n.7/E del 4/4/2017».

Un’ultima raccomandazione viene dal presidente di Federfarma e riguarda il rischio contraffazione: “Invito i colleghi farmacisti – precisa Cossolo – a fare informazione sui rischi degli acquisti on line là dove questo avvenga su siti che non sono quelli autorizzati con relativo bollino. I medicinali, infatti, non possono essere considerati alla stregua di altri prodotti che, seppure contraffatti, non recano danni così rischiosi per la salute come la manomissione di un medicinale”.

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