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Anzio, il giornalista Giovanni Del Giaccio si dimette da consigliere comunale lasciando il segno

di Linda Di Benedetto.

Anzio, 19 Luglio 2018 – Giovanni Del Giaccio, il noto cronista de “Il Messaggero” che nel corso degli anni si è contraddistinto per le sue inchieste giornalistiche al vetriolo, si dimette da consigliere comunale di minoranza. Dopo aver provato nelle scorse amministrative l’ascesa verso Villa Sarsina, lascia il posto a Lina Giannino del Pd.

Queste le dure parole di commiato rivolte all’amministrazione: “Amministrazione De Angelis e Capo d’Anzio non rispondono sui rapporti con gli eredi di Malasuerte. Perché? L’ho chiesto dimettendomi da consigliere comunale, come avevo detto in campagna elettorale, non avendo avuto risposta a una precisa richiesta. Ricordo che in quella vicenda giudiziaria ha pesato, secondo la sentenza, la “pressione esercitata dal coinvolgimento nella vicenda di esponenti delle istituzioni comunali”. Come ho detto nel mio intervento in consiglio (fra l’altro non viene ancora pubblicato il verbale on line) questa coalizione affonda le radici in Malasuerte, Evergreen, Touchdown e nelle proroghe alle coop. Tutti innocenti, resto garantista, ma è il “sistema” che è imploso”.

Giovanni Del Giaccio, giornalista professionista, è redattore del quotidiano il Messaggero, sede di Latina, dal 2005. Si occupa principalmente di sanità e cronaca, ma da oltre venti anni segue tutte le vicende della provincia pontina. Inizia la professione giovanissimo. Le prime collaborazioni con l’emittente locale Radio Omega Sound di Anzio, poi diverse esperienze professionali tra le quali Latina Oggi, La Provincia e la fondazione del settimanale Il Granchio, corrispondente Ansa da Latina e provincia per dieci anni, è stato fiduciario dell’associazione Stampa Romana a Latina dopo esserlo stato dell’Unione cronisti. Fa parte del gruppo “Articolo 21” di Stampa romana.

Alle elezioni dello scorso giugno per il rinnovo del consiglio comunale di Anzio è stato il candidato sindaco di una coalizione formata dal Pd e dalla civica “Anzio, un’altra città”.  “Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone”, aveva scritto sul suo programma elettorale online utilizzando una frase di Italo Calvino, convinto che quel pensiero sintetizzasse “al meglio ciò che intendiamo fare, la nostra sfida e il nostro impegno. Da questo momento in poi è un impegno affidato anche ai cittadini, a coloro che vogliono cambiare realmente lo stato di cose ad Anzio”.

Il 22 febbraio scorso era stata Federica Angeli, sulle pagine di Repubblica a ricordare la gravità della situazione nella cittadina del litorale laziale: “La situazione compromessa di Anzio e la necessità urgente di nominare una commissione d’accesso in seno al Comune è una delle priorità sollecitate dalla Commissione Parlamentare Antimafia nella sua relazione complessiva redatta a fine legislatura”, facendo esplicito riferimento alle risultanze del processo “MalaSuerte”, e dell’inchiesta“Evergreen” e ai rapporti con la politica locale.

La lettera di dimissioni di Del Giaccio

“Il sistema è imploso” ha ribadito Del Giaccio. “Prima del diritto di consigliere comunale di avere gli atti, c’è sempre quello dei cittadini di sapere”, ha poi scritto nella lettera di dimissioni (che pubblichiamo sopra). Un segnale forte il suo, che fa rumore. E siamo certi che lo rivedremo presto nella sua veste di “Carta vetrata”.

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