Pubblicato il: 22 luglio 2018 alle 9:00 am

La Murgia e la curiosa origine dei trulli Proseguiamo nei consigli sulle possibili mete di vacanze con una zona della Puglia che offre tutto quello che possiamo desiderare in qualche giorno di relax: mare, cultura, buon cibo e buon vino

di Aldo Morlando.

Bari, 22 Luglio 2018 – Alberobello, uno dei 50 siti italiani inseriti dall’Unesco nella World Heritage List, è famosissima per i suoi trulli che risalgono all’epoca preistorica. Già in questo periodo, infatti, erano presenti nella Valle d’Itria degli insediamenti e iniziarono a diffondersi i tholos, capanne di pietra a secco presenti in tutta Europa e nel Medio Oriente, ma particolarmente diffuse nei paesi del bacino del Mediterraneo, come testimonierebbero, oltre ai trulli, le antiche tholos micenee, i nuraghi sardi e le “castelle” corsiche. Diffusi fra le popolazioni messapiche che abitarono la Puglia centrale dal VIII sec. fino all’arrivo dei Romani, essi furono probabilmente introdotti dai mercanti e navigatori che approdarono sulla costa tarantina.

Quelli che troviamo oggi ad Alberobello risalgono però solo al XIV secolo, quando quella che allora era una terra disabitata venne regalata al primo Conte di Conversano dal re di Napoli Roberto d’Angiò, come premio per i servigi resi durante le Crociate. La zona venne quindi popolata di nuovo e cominciarono a sorgere insediamenti rurali fino a formare dei veri e propri villaggi.

La particolarità dei trulli – una costruzione a secco, senza malta – venne imposta ai contadini in modo che le loro abitazioni potessero essere smantellate in fretta: una trovata, in pratica, dei proprietari terrieri per evadere le tasse sulle case imposte dal Regno di Napoli. Si facevano infatti costruire ai coloni, sulle terre che coltivavano, strutture rigorosamente provvisorie erette in maniera grossolana, affinché, nel caso di un’ispezione, potessero essere velocemente demolite e successivamente ricostruite. Bastava infatti tirar via la pietra principale, la chiave di volta, perché il trullo crollasse su se stesso trasformandosi in un cumulo di pietre. Solo con l’abolizione dei vincoli feudali su queste terre alla fine del ‘700, i trulli divennero più solidi e duraturi tanto da essere sopravvissuti ai giorni nostri.

Tuttavia, gli storici ritengono oggi che questa tecnica edilizia fosse dovuta, innanzitutto, alle condizioni geografiche del luogo, che abbondava della pietra calcarea utilizzata nelle costruzioni.

A prescindere dalla loro strana origine, oggi ciò che colpisce e affascina il turista all’arrivo è il bianco abbagliante. Non solo ad Alberobello, ma anche in tutta la spettacolare Valle D’Itria. Per godere di una vacanza in questa zona dobbiamo

abbandonare le mappe e percorrere questo magico territorio perdendoci tra le sue strade strette, solitarie, bordate dai tipici muretti a secco e lasciarci sorprendere dai trulli che con i loro bianche punte spuntano nella campagna.

L’esperienza enogastronomica, poi, è suggestiva e straordinaria in un trullo o in un vecchio frantoio: la zona è ricca di ristoranti e locali, wine bar, pub, bar e trattorie economiche. Piatti semplici e saporiti arricchiscono in tutte le stagioni dell’anno l’offerta di un territorio che vanta ricette e prodotti antichissimi, la cui varietà rispecchia quella del paesaggio e l’altissima biodiversità dei suoi territori, dalle famose cime di rapa, cicorie selvatiche, i “lampascioni”(cipolle dall’intenso sapore amaro), la pasta fatta a mano secondo i metodi artigianali come le orecchiette, gli “strascinati” di grano duro e semola o farina di grano arso, ottimi con broccoli e mollica fritta; i “troccoli”, spaghetti spessi e corti conditi con carne di cavallo e ricotta stagionata; i cavatelli, che si accompagnano ai legumi tipici del territorio: fagioli, ceci, lenticchie, cicerchie. Molto apprezzate le focacce rustiche semplici o ripiene con cipolle, uvetta, olive nere e acciughe.

Un assaggio meritano i formaggi fatti a mano, eredi di una tradizione casearia antichissima: fior di latte, mozzarella, scamorze, manteca e burrate, e i salumi tipici: soppressata, capocollo, ventresca, salsiccia secca a punta di coltello, e salumi di cinghiale.

Tra i piatti di carne, troviamo la braciola, involtino di carne di cavallo al sugo -la carne equina è molto apprezzata in Puglia-  l’agnello al forno con le patate e il coniglio al ragù o al forno.

Per accompagnare il pranzo o la cena, i vini sono i fiori all’occhiello della tradizione enologica. I 26 vini DOC della Puglia sono il risultato di un lungo lavoro portato avanti da generazioni nel campo dell’enologia. Un tempo poco conosciuti o utilizzati per “tagliare” altri vini italiani con basso tenore alcolico, oggi i vini ha raggiunto un’ottima qualità grazie ad un sapiente mix tra le diverse uve dei vigneti sparsi in differenti zone della regione, come il bianco di Castel del Monte, la Malvasia nera di Brindisi, il Primitivo, il Verdeca, il Vermentino.

Per finire in dolcezza possiamo assaggiare, secondo la stagione, il sasanello (o susimello o mostacciolo) al vin cotto o al cacao, le cartellate natalizie, fritte e condite con miele o vincotto, i calzoncelli ripieni di miele, mandorle o ceci tritati), le mandorle zuccherate, i marzapane di mandorle, le chiacchiere di Carnevale, i taralli con le uova al vino bianco, le scarcelle o pupe pasquali a base di uova e ricoperti di glassa e confettini colorati), le sfogliatelle natalizie a base di sfoglie di pasta a forma di nastro ripieni di mandorle tritate, marmellata di uva o mele cotogne, garofano e cannella.

Ottimo è poi l’olio, anzi, l’extravergine di oliva: alimento principe della cucina italiana dal grande valore nutrizionale, ricavato dalla semplice spremitura a freddo, senza l’impiego di mezzi chimici e senza aggiunta di qualsiasi sostanza, grazie soprattutto a piccoli produttori che hanno fatto dell’olivicoltura la loro unica fonte di reddito.

Poiché Alberobello può vantare una posizione centralissima nella regione, è possibile raggiungere in pochi minuti una grande quantità di luoghi di interesse mondiale. Se avete tempo, approfittate per visitare almeno due paesi caratteristici: Polignano e Monopoli.

Polignano a mare, borgo medievale cinto da alte mura in pietra locale, offre suggestive passeggiate tra i vicoli fiancheggiati da case bianche. In estate, a luglio, proprio dalle sue scogliere si tuffano i bravissimi atleti che partecipano alla Red Bull Cliff Diving World Series, lo spettacolare campionato di tuffi da grandi altezze più seguito al mondo.

Monopoli è un borgo costruito tra l’età normanna e quella sveva. Esplorate i vicoli, perdetevi tra le piazzette ed entrate nei claustri, i cortili interni, antichi centri della vita rionale. Nel Medioevo era uno dei baluardi che difendevano la costa dagli attacchi dei pirati saraceni, il suo porto era uno dei più importanti di tutta la penisola utilizzato anche come scalo per il trasporto dei pellegrini in Terrasanta.

Come arrivare:

Aereo: aeroporto di Bari o Brindisi

Treno: Trenitalia stazioni di Bari, Taranto o Fasano (più vicino), e poi treni della compagnia Ferrovie Sud Est/bus.

Auto: da nord A14 Bologna – Taranto, uscita Gioia del Colle, poi SS171 di Santeramo, e da qui SS604 di Alberobello. Da Brindisi: SS16 uscita Fasano. Da Taranto: SS172 direzione Martina Franca.

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