Pubblicato il: 28 luglio 2018 alle 8:00 am

Vecchiaia e solitudine, argomenti buoni solo per riempire i giornali Arriva l’estate e le persone anziane sono le prime a essere parcheggiate in casa o negli ospedali, oggi come 40 anni fa. La soluzione? Tendere loro una mano con impegno e affetto

di Giovanni De Lisa*.

Tanti anni fa nel mio primo ferragosto di guardia in ospedale h24, per tutta la giornata girai per i reparti in cui erano ricoverate quelle pochissime persone che per un motivo o per un altro non erano stati dimessi.

La giornata caldissima, afosa (stanze a 10 letti senza area condizionata!) e il mancato arrivo di urgenze mi indusse a visitare più volte nella giornata i pazienti ricoverati. Nel pomeriggio inoltrato nel mio solito “giro visite”, al letto numero 5, mi colpì un signore molto anziano il quale non aveva mai risposto se non con un cenno della mano ai miei saluti.

Mi avvicinai e gli chiesi il perché di questo suo silenzio. Dopo un attimo di esitazione si sollevò e con gli occhi lucidi mi disse: «Dottore io ho lavorato una vita intera e ho sistemato i miei figli dal punto di vista culturale e lavorativo, si sono sposati e nel periodo estivo non trovandosi d’accordo per accudirmi, mi hanno “sistemano” in ospedale al loro rientro. Avviene questo da qualche anno, da quando è morta mia moglie».

Immaginate cosa provai in quel momento… Rimasi senza parole, ci guardammo e gli dissi se potevo fare qualcosa per lui. Gli dissi che avrei contattato i carabinieri per poterli rintracciare in quanto sulla cartella clinica appariva solamente il telefono di casa dove ovviamente non c’era nessuno. E così feci. Dopo qualche giorno fui contattato dalla direzione sanitaria la quale mi chiese perché mi fossi comportato in quel modo, gli risposi comunicando che avevo fatto quel tipo di intervento sollecitato dal paziente e di cui mi assumevo tutte le responsabilità e che lo avrei rifatto in qualunque momento. I parenti rientrarono e ebbero un colloquio con me dopo un iniziale scambio di epiteti poco civili, arrivammo alla conclusione che avevo compiuto un’azione umanamente condivisibile.

Sono passati tanti anni (44) e in questi giorni su tutti i giornali appaiono fotografie di anziani soli ed abbandonati sui quali molti giornalisti scrivono articoli che occupano intere pagine per commuovere ed “emozionare”. Secondo voi è cambiato qualcosa in questi 40 anni? Secondo me no, anzi la situazione è peggiorata: l’unica novità è che molti ci speculano per emozionare, per scrivere articoli, per apparire in prima pagina, ma senza proporre la risoluzione del problema.

La soluzione? Fare un “censimento” degli anziani nelle varie zone, creare anche con l’aiuto dei volontari, gruppi di persone che durante le ferie vada a visitare, salutare, confortare ed accompagnare una persona anziana a fare una passeggiata o a prendere un gelato.

*Medico chirurgo in pensione

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