Pubblicato il: 6 agosto 2018 alle 8:00 am

«Palazzo Fuga diventi una cittadella europea dei giovani» La proposta di Enzo Magaldi, Italia Solidale: «Immagino questo splendido edificio come luogo di incontro di culture e contenitore di attività intellettuali, un innovativo ostello europeo»

di Giuseppe Picciano.

Napoli, 6 Agosto 2018 – L’idea di Enzo Rosario Magaldi, responsabile del Movimento politico nazionale Italia Solidale, è trasformare Palazzo Fuga, più noto come Real Albergo dei Poveri di Napoli, in una cittadella europea della gioventù dove convivano studio, accoglienza, attività di laboratorio.

Magaldi, qual è la ratio della sua proposta?

«Intanto parliamo di un edifico che è una delle più grandi costruzioni settecentesche d’Europa e per peculiarità architettoniche non ha da invidiare nulla a prestigiose residenze europee che hanno avuto però la fortuna di avere una compiuta ed efficace destinazione d’uso. A Napoli invece, ancora non si è capito che utilizzo strategico debba avere l’antico “Reclusorio”. Per questo penso a una sede di respiro internazionale che sia crocevia di culture e che possa declinare in maniera finalmente diversa il concetto di integrazione, oggi molto spesso ignorato e strumentalizzato».

Nel merito, come pensa che si possa valorizzare Palazzo Fuga?

«Immagino che una parte sostanziosa dell’edificio possa ospitare un campus universitario internazionale, dotato di strutture quali biblioteche, aree ludiche e sportive. Un’altra ala potrebbe accogliere una serie di laboratori artigianali per il recupero di attività manuali che rischiano di estinguersi. Il filo rosso quindi è quello che unisce i giovani in arrivo da tutto il mondo attraverso l’incontro di culture praticato in molteplici attività».

Perché pensa che proprio Napoli, con tutti i problemi che ha, possa farsi carico di un progetto così ambizioso?

«Prima ancora di importanti capitali europee si affermassero per prestigio e importanza, Napoli è stata il faro della cultura mondiale, città dell’accoglienza, della tolleranza e dell’integrazione. Il progetto di Palazzo Fuga servirebbe a rispondere proprio ai fallimenti della globalizzazione e del multiculturalismo in quanto integrazione forzata o imposta. Qui invece si parte dall’accoglienza e dall’incontro di giovani di diverse provenienze. Voglio sperare che il Comune di Napoli, proprietario dell’immobile voglia almeno prendere in considerazione la proposta. Poi è evidente che altri attori dovrebbero essere la Regione Campania, che potrebbe ricorrere ai fondi strutturali, e l’imprenditoria privata».

Insomma, Napoli, la città più giovane d’Italia si candiderebbe a ospitare il più grande e innovativo ostello del Vecchio Continente.

«Esatto e non dimentichiamo che una sede del genere potrebbe generare anche ricadute occupazionali sul fronte non solo della gestione dei servizi, ma anche su quello della manutenzione. Un progetto che non potrebbe non riscuotere l’interesse anche l’Unione europea».

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