Pubblicato il: 6 agosto 2018 alle 6:40 pm

Qua la manita. E il Liverpool surclassa il Napoli Dalle amichevoli di lusso prime indicazioni sulla squadra anti-Juve

di Antonio Mango.

Napoli, 6 Agosto 2018 – Dimenticare Sarri. Non si parte da 91 punti e dal quasi scudetto dell’anno scorso. E nemmeno dalla sindrome di infallibilità o dall’abitudine a stare nei piani alti della classifica per grazia ricevuta. E’ punto e a capo. Questo ci dice il Liverpool e la ‘manita’ addolorata.

Quello del Napoli è il risultato più clamoroso delle amichevoli di lusso. Vincono sfide importanti Inter, Milan e Roma, perdono la Juve e gli azzurri di Ancelotti, allenatore e karaokista. Stravolta la hit-parade dei più forti nei pronostici di stagione. L’anno scorso si diceva Napoli, perché aveva confermato il gruppo e l’allenatore, aveva schemi di gioco già sperimentati e calciatori convinti di farcela per lo scudetto. Situazioni oggi appannaggio di Inter, Roma, Lazio. Purgatorio, invece, per il Napoli, che si troverà nel girone dei cercatori d’identità, con tutto il corredo di “buchi” difensivi, esperimenti che non promettono niente di buono, svogliatezza da perdenti, campioni che vanno in blak-out, portieri che cedono all’emozione e fanno fesserie. Un quadro nero per un allenatore “che ha vinto tutto”. Una preoccupazione inaspettata per un presidente seduto sul forziere delle plusvalenze.

Ovvio, è agosto e si sa che non sono giorni da sentenze. Stanchezza, moduli e schemi di gioco, come anche giocatori ancora con la testa altrove (mondiali, vacanze, ultimi colpi di mercato e cambiamenti di casacche) non inducono a giudizi anticipati. Una sconfitta onorevole non avrebbe destato meraviglia. Ma lo 0-5 è troppo per non compromettere una reputazione conquistata sui campi d’Europa e nella stessa città partenopea, innamoratasi della “bellezza” e ricambiata con la partita capolavoro di Torino (sconfitta la Juve a casa sua).

Nella partita degli umori, come degli amori, ci vuole il feeling e DeLa in questo momento è ai minimi storici. Stratega d’impresa, anche con l’affare Bari, non si può dire oggi in amorosi sensi con la tifoseria (non solo curvaioli). Il misterioso caso Cavani (viene, non viene, fake-news o mezza verità) ha fatto il paio con la ‘manita’ di Liverpool, esaltando le fibrillazioni dell’ambiente. La sequenza per i cultori della critica a tutti i costi è facile facile: si lascia andar via Sarri, non arrivano i top player, maccheronicamente “Le Top c’est moi”, si spengono i fuochi con Ancelotti divinità delle panchine, si rinforza la squadra dei giovani plusvalenti, però si perde alla prima, vera partita ufficiale, non una sconfitta “normale”, ma una scagazzata generale. Incubo di una notte di mezza estate o mala tempora currunt?

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