Pubblicato il: 13 agosto 2018 alle 9:00 am

Sagra-mania/1 Due serate dedicate al buon cibo e alla musica, ospiti dei contadini in provincia di Salerno

di Vittoria Maddaloni.

Salerno, 13 Agosto 2018 – Il caldo imperversa in queste giornate estive in cui l’afa la fa da padrone, in cui quasi tutto sembra scorrere al rallentatore, a causa della temperatura che incoraggia la pigrizia; il sole opprimente porta a perdere la voglia di intraprendere qualsiasi attività e non si conclude nulla, semplicemente perché non si inizia mai.

Magari siamo in vacanza, e la vita da villaggio turistico ci ha stancati. La prima settimana è gloriosa, alla seconda ci viene quasi voglia di tornare al lavoro in anticipo. Levatevi questo pensiero dalla testa: ci sono moltissime attività da provare, perciò cogliamo le opportunità e cerchiamo qualcosa che catturi la nostra attenzione. Proviamo ad andare a una delle tante sagre che anche ad agosto si tengono un po’ dappertutto: certificate, chic, bio… Oggi le sagre e le feste gastronomiche sono l’occasione per (ri)scoprire sapori autentici e vecchie tradizioni.

Dimenticate le sagre anni 80, i piatti di plastica e le code interminabili per mangiare un panino con wurstel e melanzane acide, prezzi da ristorante stellato, semplici eventi per turisti chiamati sagre per accaparrarsi più avventori: oggi le sagre e feste gastronomiche dell’estate sono certificate, hanno il sito web e, spesso, addirittura il marchio ecologico, e salvano i sapori del territorio. Certo tra le 42.000 sagre italiane (di cui il 25,6% concentrato nel mese di luglio e il 34% ad agosto) non sono tutte perfette, ma se scegliamo puntando su stagionalità e territorialità non dovremmo avere sorprese.

Chi si trova in vacanza nel Cilento, ad esempio, può recarsi oggi e domani Agosto ad Auletta (SA), dove, nel centro storico, si tiene la XVII edizione della manifestazione Mangiamo Con I Contadini, 17° Percorso Gastronomico nella Tradizione Aulettese.

Qui la festa, come tante altre, è nata come accoglienza per gli emigranti al loro rientro in paese per le vacanze, e resta la più importante dell’anno. Per loro la Pro Loco di Auletta diciassette anni fa diede vita alla manifestazione, che da qualche anno è affiancata anche da un percorso fatto di musica e folklore con “Viaggio intorno alla musica popolare” con l’intrattenimento di musica popolare, balli, zampogne, tammorre.

Quattro stagioni, un territorio, fame e miseria, storia, fede, voglia di festa, fantasia, orto, pollaio, maiale, la stalla, il vino, il fuoco… Le ricette dei contadini non sono come quelle dei signori, sono d’altro impasto. Ma poiché la fantasia e l’immaginazione non si comprano al mercato, ecco che gli avanzi e gli ingredienti poveri diventano come per magia i più gustosi, i più vari, i più colorati. In campagna c’era il territorio: dai monti al mare, dalla collina al fiume Tanagro. In campagna c’erano fame, miseria e carestia per il troppo caldo, il troppo freddo, la siccità, le guerre, l’ignoranza e le ruberie. In campagna è passata la storia. La fede accompagnava il ritmo delle stagioni, dettava le regole, onorava i santi con i giusti piatti e c’era tanta voglia di far festa e la festa, sempre rara, un’occasione per mangiare.

Auletta nasce dalla leggenda: secondo alcuni deriverebbe da Auleto, compagno di Enea che, dopo il naufragio e il riposo a Palinuro si inoltra per i luoghi interni della zona e fonda la città. Un’altra ipotesi è che il nome possa derivare dai pastori suonatori di flauto” auletes” che nel periodo greco erano presenti e numerosi lungo i monti Alburni.

Fu presidio longobardo e poi normanno e vanta un Castello che ospitò Carlo V, le chiese di S. Helia e di S. Giovanni, un bel centro storico è cinto da mura con tre porte: la “Porta del Fiume” a Sud; la “Porta del Rivellino” a Ovest; la “Porta del Castello” a Nord.

Usanze, costumi, tradizioni e gastronomia della civiltà contadina: questi gli ingredienti principali di “Mangiamo con i Contadini”, da provare lungo le piazze e i vicoletti del Centro Storico, ma anche presso le antiche “masserie” che offrono ottimi piatti poveri, gli stessi che si preparavano e si mangiavano solo nei giorni di festa, con metodi e tecniche di una volta, ma soprattutto usando ingredienti locali che danno al cibo quel gusto unico e indimenticabile. Un borgo perfetto per passare in compagnia le serate estive guidati dai volontari che, vestiti in abiti tradizionali, vi faranno assaggiare ad esempio il fagiolo bianco Tondino, la pizza chiena e la carne di maiale servita con le patate ed i peperoni fritti. Ma tipico di Auletta è il carciofo bianco del Tanagro sott’olio ed anche in crema, servito con il caciocavallo impiccato.

Da sempre Auletta è poi conosciuto come il paese dell’olio d’oliva, di cui vanta una grande produzione favorita dalle condizioni climatiche e dalle ottimali caratteristiche del terreno.

Da visitare poi i Laboratori artigianali: del ferro, del legno e del vimini. Degustazioni con ticket. Pro Loco Auletta – tel e fax 0975/392366 – Infoline 380/1863475 prolocoauletta@tiscali.it, pagina Facebook: https://www.facebook.com/Pro-Loco-Auletta-243196939392237/

neifatti.it ©