Pubblicato il: 15 agosto 2018 alle 8:00 am

Un Ferragosto diverso Bollino nero, dicono le previsioni sul traffico. Quelle meteo, invece, parlano di pioggia e temporali. Che fare?

di Fabrizio Morlacchi.

Roma, 15 Agosto 2018 – Vi siete appena alzati e sbirciando dalla finestra avete visto il cielo coperto. Oppure no. Vi ha svegliati proprio il rumore della pioggia. Avete immediatamente rivolto lo sguardo verso la cucina dove c’è il frigo pieno di provviste comprate per la tradizionale scampagnata e state pensando: «Adesso come le smaltiremo?».

Per molti, però, non è tanto il cibo l’elemento portante di questa giornata quanto l’uscita all’aria aperta: mare, campagna, laghi. Fuori. In caso di necessità alcuni si accontentano delle aree di soste lungo la strada, purché ci sia lo spazio per parcheggiare e un metro quadrato pianeggiante per sedersi.

Ferragosto non ammette deroghe: uscire!

Ma da quando? Forse non tutti sanno che quella della gita fuori porta è una tradizione che ha avuto inizio con il Fascismo e i Treni Popolari di Ferragosto. Prezzi bassi e pranzo al sacco.

Poi, con gli anni, la tradizione si è trasformata assumendo le dimensioni di un esodo di massa, intere famiglie e comitive di amici che si contendono un metro di spiaggia, un angolo di terreno all’ombra, centimetri di asfalto rovente stando in coda per ore.

Pasolini, nelle sue Lettere luterane, descriveva gli italiani a ferragosto come “l’immagine della frenesia più insolente. Ponevano un tale impegno nel divertirsi a tutti i costi, che parevano in uno stato di «raptus»: era difficile non considerarli spregevoli o comunque colpevolmente incoscienti”.

Le previsioni, non quelle meteo, qualche giorno fa, davano questo dato: quasi sei italiani su dieci non restano a casa per ferragosto e hanno deciso di mettersi in viaggio per raggiungere parenti e amici, per andare in vacanza al mare, in campagna e in montagna o per fare una semplice gita. Insomma: uscire.

Ma c’è chi resta a casa

Il 19% (dati Coldiretti, che ormai elabora statistiche su tutto) considera questa giornata come le altre, non intende fare nulla di particolare o deve lavorare; il 24% degli italiani (tra cui io) coglie l’occasione per stare in casa a riposare.

Sono innumerevoli le attività a cui ci si può dedicare restando a casa tutto il giorno. La prima cosa da fare sarebbe quella di riporre lo smartphone in un cassetto e di evitare qualsiasi contatto con computer, tablet, internet (ma solo dopo aver letto fino in fondo questo articolo). Sapete quanto tempo giornaliero noi italiani spendiamo online, da qualunque dispositivo? 6 ore e 8 minuti, al giorno. Sei ore della nostra giornata le utilizziamo stando connessi. Sono il doppio rispetto al tempo passato davanti alla Tv. Quello speso solo sui social ammonta a 1 ora e 53 minuti. Manco a dirlo, una parte di questo tempo viene sottratto alla lettura. E’ di quest’anno la notizia che in Italia aumentano i non lettori e il 30% non legge per mancanza di tempo.

E le previsioni (meteo) cosa hanno prefigurato per oggi? Ci hanno azzeccato? E’ da giorni che si parla di pioggia e temporali in arrivo. Se decidete di uscire comunque, siate prudenti e che sia una giornata di sano divertimento.

Se, invece, avete deciso di far crescere la percentuale di persone che oggi resteranno tra le mura domestiche, la proposta, seppur banale, è: se siete soli fatevi accompagnare da un buon libro. Vi consentirà di viaggiare senza lo stress del traffico, senza l’ansia di non trovare un posto libero e, soprattutto, a costo zero. Se siete in compagnia, approfittate per parlare, dialogare, comunicare, interagire senza il filtro della virtualità. Avete già predisposto il terrazzino per il barbecue? Sorseggiare del vino o anche una birra, con gli amici cari, stando intorno alla fornacella (diminutivo di fornace, dal latino fornacula) mentre la carbonella compie il suo dovere, può essere un momento quasi magico.

Se poi vi avanza un’oretta, magari post-prandiale, apritelo un libro… Qualche spunto? Sarebbe bello leggere Rodari, per esempio.

“Conosco un bambino così povero / che non ha mai veduto il mare: / a Ferragosto lo vado a prendere / in treno a Ostia lo voglio portare. / “Ecco, guarda, gli dirò / questo è il mare, pigliane un po’!” / Col suo secchiello, fra tanta gente, / potrà rubarne poco o niente: / ma con gli occhi che sbarrerà / il mare intero si prenderà”.

Gianni Rodari, Un bambino al mare, Filastrocche in cielo e in terra, 1960.

Buon ferragosto!

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La Redazione di neifatti.it esprime vicinanza e cordoglio a tutte e persone colpite dal tragico crollo del ponte Morandi di Genova.