Pubblicato il: 16 agosto 2018 alle 8:00 am

Sagra-mania/2, appuntamenti da non perdere, con un occhio alla solidarieta’ Dopo una crisi sismica prolungata che ha colpito un terzo del territorio, i turisti stranieri tornano nelle Marche. Proviamo a farlo anche noi

di Aldo Morlando.

Ancona, 16 Agosto 2018 – Affacciata sul mare Adriatico, poco più di un milione e mezzo di abitanti e appena un comune su quattro superiore ai cinquemila abitanti, la regione Marche, “porta d’Oriente” del nostro Paese, è l’unica regione italiana al plurale (l’altra è l’Abruzzo per la quale si utilizza anche il plurale) .

Caratterizzata dalla presenza degli Appennini degradanti lungo vallate fino al mare, la regione si contraddistingue per la dolce bellezza che l’ha resa terra di grandi personalità, da Giacomo Leopardi a Raffaello, da Pergolesi a Rossini, e a Federico II, che qui sono nati.

Per chi in questi giorni si trova al mare, ma anche per chi non è ancora partito, diciamo che, sui 180 km di costa, 16 bandiere blu certificano la qualità delle acque e dei servizi delle 26 località che si affacciano sul Mare Adriatico, con molte spiagge libere, da Ancona a Civitanova Marche, da Cupra Marittima a Fano, da Grottammare a Numana, Senigallia, e molte altre.

Il mare offre molte occasioni per gli sportivi e per chi, anche in vacanza, non rinuncia ad una vita dinamica: itinerari cicloturistici, campi da golf, immersioni, windsurf, vela, parchi divertimento: le opportunità non mancano!

Il turismo, da due anni a questa parte, è qui un settore che, a causa dell’allarme terremoto, dopo aver subito un forte calo è in via di ripresa. Il terremoto non è tema secondario: il danno materiale è ancora tutto da quantificare, mentre quello di immagine sta generando, secondo gli esperti, una vera e propria recessione nell’area delle tre province interessate dal sisma (Ancona, Ascoli e Macerata). Lentamente le Marche escono dall’emergenza, puntando su un potenziale enorme.

Nelle Marche il territorio tra la costa e le colline alle spalle è disseminato di campi di grano, girasole, vigneti ed ulivi. Strade suggestive, percorribili a piedi, in auto, a cavallo o in bicicletta, conducono a paesaggi mozzafiato, con mare, spiagge, promontori e baie – come il Conero – tra le più belle dell’Adriatico e a preziosi patrimoni storico-artistici molto ben custoditi in chiese secolari ed edifici storici. Ogni angolo racconta l’avvicendarsi di storie millenarie all’interno di cinte murarie, ovunque sono presenti le testimonianze tangibili del lavoro antico e la trama secolare della civiltà contadina, che ha saputo evolversi senza perdere i valori del passato, infiniti i territori di grande interesse artistico e culturale, profumi così penetranti che spingono il turista alle gioie della tavola.

La cucina marchigiana è ricca di prodotti tipici come il ciauscolo, un salame insaporito con aglio e vino bianco, il Vincisgrassi, simile alle classiche lasagne ma con la carne non tritata ma tagliata grossolanamente, besciamella più soda e compatta e largo utilizzo di spezie come noce moscata e chiodi di garofano, il brodetto di pesce, la crescia fogliata, lo stoccafisso all’anconetana.

Così possiamo lasciarci trascinare in una delle tante feste estive ed assaggiare cozze, cipolle, patate, senza dimenticare il maiale e, ovviamente l’oliva ascolana.

Le sagre, ad esempio, nelle Marche rappresentano appieno la doppia vocazione gastronomica della regione, dove la realtà contadina e di montagna convive con quella marinara. Per scoprire le specialità marchigiane di questo periodo andiamo ad esempio ad Ascoli Piceno dove, fino al 20 agosto, si tiene l’Ascoliva Festival, la sagra delle famose olive ascolane. Durante il festival si tengono dibattiti, incontri, degustazioni all’insegna delle olive verdi ripiene di carne e fritte. Le olive vengono messe prima in salamoia, poi farcite con carne di manzo, impanate e fritte.

A Montefiore dell’Aso, in provincia di Ascoli Piceno, dopo Ferragosto si tiene la Maialata in piazza: polenta bianca e rossa servita sul tagliere di legno e carne di maiale caratteristica della “salata” marchigiana. La carne suina marchigiana è alla base di una fiorente produzione di salumi e prodotti di norcineria tradizionali. Sempre più spesso nascono – supportati dal Piano di Sviluppo Rurale – strutture di tipo biologico in zone montane condotti da giovani agricoltori.

Ci sono inoltre il Vino Cotto Festival nel borgo medievale di Loro Piceno in provincia di Macerata, da oggi al 19 agosto 2018; la Fiera Di Sant’Agostino, tradizionale appuntamento dell’estate a Senigallia dal 27 al 30 Agosto, che rinnova ogni anno la secolare vocazione mercantile della città regalando ai visitatori tutta una serie di suoni e di suggestioni particolari.

Verso la fine di agosto, poi, a Borgo Pace (in provincia di Pesaro-Urbino), si tiene la Festa della patata rossa. Ogni piatto ha come ingrediente principale la patata locale che entra negli gnocchi al sugo d’anatra, ma anche solo fritta o come accompagnamento alla carne grigliata servita negli stand. E’ l’occasione per assaggiare anche il Crostolo di Sompiano, calzone ripieno di patate bollite, salsicce marchigiane e mozzarella, rigorosamente cotto alla brace. Anche alla patata rossa sono dedicati convegni, mostre, escursioni guidate e spettacoli.

A Castelleone di Suasa (in provincia di Ancona) c’è la Festa della Cipolla all’inizio di settembre, apprezzata per il suo sapore dolce e il gusto deciso. I vari stand gastronomici la propongono glassata, impanata, in zuppa e in confettura dolce.

Per chi può spostarsi a settembre, dal 15 al 18, c’è il Festival dei sapori a Osimo, dove nel centro storico, in occasione dei festeggiamenti per il Santo Patrono, si tengono mostre, degustazioni e vendita di prodotti tipici nazionali e dell’artigianato.

E’ già un appuntamento autunnale, ma non potevamo fare a meno di citarla, la Fiera Nazionale del tartufo Bianco (3 week-end a partire dal 28 ottobre) di Acqualagna: il più importante appuntamento del centro Italia dedicato al prezioso tubero, un evento che rappresenta la città anche all’estero, richiamo per gente da tutto il mondo che gusta e in un secondo momento acquista questo prodotto di qualità.

Il tartufo è così importante per la cittadina che durante l’anno vi sono ben tre eventi dedicati, a febbraio per il tartufo nero e fine luglio per il nero estivo.

Per accompagnare gli assaggi delle nostre sagre, il verdicchio dei Castelli di Jesi. La sera poi, non mancano mai le iniziative musicali dove ballare e divertirsi, oltre alle esibizioni di danza e musica nelle piazze. Per i programmi completi: https://www.ilturista.info/ch/eventi/marche/

neifatti.it ©