Pubblicato il: 17 agosto 2018 alle 9:00 am

Allarme inquinamento per i laghi italiani Da indagine di Legambiente su 20 arenili risultano 2,5 rifiuti ogni metro di spiaggia, in prevalenza plastica. Tanti gli scarichi fognari non depurati

di Giulio Caccini.

Roma, 17 Agosto 2018 – Secondo l’Osservatorio Turistico Nazionale, anche nel 2018 tra i pacchetti turistici più venduti vi sono quelli incentrati sulle mete lacuali. Un interesse stabile ma significativo da parte di turisti stranieri – e degli stessi italiani – nei confronti delle grandi risorse lacuali del nostro Paese. Risorse che, però, sono in serio pericolo a causa del crescente inquinamento.

Secondo la prima indagine svolta da Legambiente, su protocollo Enea, su ogni metro quadrato di spiaggia si trova una media di 2,5 rifiuti, per un totale di 2.183 rifiuti censiti su 20 arenili sui laghi Iseo, Maggiore, Como, Garda e Trasimeno, con la plastica che si conferma la regina indiscussa tra i materiali più trovati, con un percentuale del 75,5%.

Questo dimostra che “il problema del marine litter, e in particolare l’invasione della plastica, non riguarda soltanto i mari e gli oceani, ma anche fiumi e laghi” fa sapere Legambiente in chiusura della 13^ edizione della campagna Goletta dei Laghi, realizzata in collaborazione con il Conou (Consorzio Nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati) e Novamont, che fa il punto sulle principali criticità che minacciano i nostri laghi e i loro ecosistemi: scarichi non depurati e inquinanti, rifiuti in acqua, perdita di biodiversità, cementificazione delle coste legale e illegale, captazione delle acque, incuria.

Dopo la plastica, tra i materiali più trovati c’è il vetro/ceramica (10,3%), seguito da metallo (4,7%) e carta/cartone (4,1%). Sul podio dei rifiuti più trovati ci sono, invece, i mozziconi di sigaretta, al primo posto con una percentuale del 29,4%; poi frammenti di plastica, ovvero i residui di materiali che hanno già iniziato il loro processo di disgregazione; a seguire bottiglie (e pezzi) di vetro (7,4%); sacchetti di patatine e dolciumi (5,6%); bastoncini per la pulizia delle orecchie (3,5%); frammenti di carta (3,34%).

“La cattiva gestione dei rifiuti urbani resta la causa principale della presenza dei rifiuti sulle sponde dei laghi monitorati (il 63% degli oggetti è riconducibile ad essa) – si legge nella nota di Legambiente – Questa categoria di rifiuto è rappresentato per lo più da imballaggi alimentari (sacchetti di dolciumi e bottiglie, ad esempio), in primis, e da rifiuti da fumo, principalmente mozziconi di sigaretta ma anche accendini, pacchetti di sigarette e imballaggi dei pacchetti”.

Sono 24 i “malati cronici”, i punti più inquinati e segnalati ormai da anni, nei 17 bacini lacustri monitorati dalla Goletta dei laghi. Anche quest’anno, spiega Legambiente, “i risultati confermano che i laghi italiani continuano a essere minacciati da scarichi fognari non depurati: il 55% dei campionamenti eseguiti in 17 bacini evidenziano la presenza di cariche batteriche oltre i limiti di legge”.

I tecnici hanno prelevato campioni di acqua in 68 punti in sei regioni (Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Umbria e Lazio) e li hanno sottoposti ad analisi microbiologiche: “Ben 38 sono quelli giudicati ‘fortemente inquinati’ e ‘inquinati’ – osservano – Punti critici spesso denunciati da anni, come nel caso dei 24 ‘malati cronici’ segnalati dall’associazione ad ogni edizione della campagna partita nel 2006”. I tecnici di Goletta dei Laghi hanno prelevato campioni di acqua in diversi punti considerati sensibili sia per l’elevata attività antropica che per la l’affluenza di scarichi nel bacino, spesso segnalati dai cittadini tramite il servizio Sos Goletta. La carenza dei sistemi depurativi, assieme alla pessima abitudine di usare il wc e gli scarichi domestici come una pattumiera, “è causa della presenza del 5,4% dei rifiuti presenti” nei laghi.

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