Pubblicato il: 6 settembre 2018 alle 9:00 am

Palermo, il boom di abbandoni ha ridotto al collasso il canile comunale Appello della Lega Antivivisezione: adottate una creatura che ha bisogno di un contatto umano. La storia del piccolo Eros salvato dall’Oipa di Agrigento

di Arcangela Saverino.

Palermo, 6 Settembre 2018 – Da mesi il canile di Palermo è al collasso, i box sono pieni e non c’è spazio per fare fronte al numero di abbandoni di cani cresciuto nel periodo estivo. Una situazione di sovraffollamento di “creature che hanno bisogno di un contatto umano, di carezze, di essere accudite, cuccioli strappati alle loro madri che non conoscono affetto”, è l’appello lanciato da Lav (Lega Anti Vivisezione) per sensibilizzare l’opinione pubblica e ricercare volontari del canile di Palermo, da formare a titolo gratuito.

L’Amministrazione Comunale nel mese di agosto ha indetto il progetto “Questa è una vecchia amicizia”, realizzata in collaborazione con l’associazione e i sindacati dei pensionati CGIL, CISL, UIL, per la ricerca di collaborazione volontaria a supporto delle attività legate alla cura degli animali senza padrone del Comune di Palermo e per l’ istituzione del “Registro Comunale dei Volontari per le tematiche dei diritti degli animali”.

Sky, Baldo, Pepe sono alcuni dei cani di Palermo costretti a vivere in gabbie piccole, privati del bisogno primario di correre all’aria aperta. Stanno aspettando che qualcuno li adotti e si prenda cura di loro. I loro musetti schiacciati contro la rete dei box sembrano simulare espressioni umane, di sconforto, a volte di tristezza. Come se ci fosse qualcosa di umano, poi, nell’abbandono di un animale. Umano deriva dal latino humanus, der. di homo, “uomo”. Si può definire tale chi abbandona un amico indifeso?

 In questi mesi non è mancata la solidarietà di altri Comuni d’Italia, come quello di Firenze che ha accolto nel Parco degli Animali 10 cani abbandonati a Palermo, mettendo a disposizione le proprie competenze e professionalità con uno scambio di esperienze e un “gemellaggio” tra le due amministrazioni. Il Comune di Firenze, difatti, è un ente virtuoso in questo settore e da circa 11 mesi collabora al progetto della Lav nazionale per superare le gravi criticità dei canili nella città siciliana. Grazie a questa collaborazione è stato predisposto un patto con le procedure e le linee guida per tentare di aiutare a superare definitivamente la crisi palermitana.

Quella di Palermo è una vera e propria emergenza: al momento 540 i cani presenti nel canile, tra cui 80 cuccioli, in cerca di una famiglia che li accolga e garantisca loro spazi adeguati e cure. La Lav sponsorizza e promuove la campagna, anche con opere di risanamento del canile, corsi di formazione per gli operatori, azioni di prevenzione e assistenza, grazie ad un team composto da responsabili di alcuni dei canili più impegnati nelle adozioni.

Secondo il sito zampefelici.it, all’inizio del 2015 i cani registrati in Italia, tramite tatuaggio o microchip, erano poco più di 6 milioni. Dato che sarebbe aumentato negli ultimi due anni. “Quasi 10 milioni di cani registrati, il 40% in più rispetto a meno di tre anni fa – si legge -. Tuttavia questo non vuol dire che effettivamente il numero di cani sia raddoppiato. L’anagrafe canina con più cani registrati è dunque quella della Lombardia, con quasi 1,4 milioni di cani, seguita da Veneto ed Emilia-Romagna, anch’esse regioni con più di un milione di cani dichiarati”.

In effetti l’altro problema consiste nell’incertezza del numero in quanto non tutti dichiarano il proprio animale, pur consapevoli della obbligatorietà del microchip e dell’iscrizione all’anagrafe canina. Secondo il Rapporto “Animali in città” del 2014 stilato da Legambiente: “è ragionevole stimare una presenza tra i 20 e i 30 milioni di cani in Italia, contro un’anagrafe canina nazionale effettiva che al febbraio 2014 vede poco più di 6.900.000 cani registrati (circa un cane ogni 9 cittadini). Da questo livello di anagrafe canina, in molti casi sconfortante, deriva un pezzo significativo del randagismo canino che ogni città italiana si trova ad affrontare e pagare”. In media, nei Comuni capoluogo, ogni 4 cani catturati solo uno trova felice soluzione tra restituiti ai proprietari e dati in adozione.

Tra le varie notizie messe in rete dall’Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), colpisce la storia del piccolo Eros (foto sopra): “Tra i 16 cani sequestrati dalle Guardie dell’OIPA di Agrigento in un lager nelle campagne di Ribera prigioniero di un folle che li costringeva a vivere segregati tra le proprie feci, urina e privi di cibo, c’era anche lui, un cucciolino ridotto in condizioni a dir poco pietose: disidratato, scheletrico e pieno di parassiti che lo stavano letteralmente divorando, Eros, così è stato battezzato dagli angeli blu dell’OIPA, era talmente magro da non avere più un filo di grasso sul corpo. Gettato a terra in un angolo, privo di forze, il piccolo si stava lasciando andare e nonostante fosse debolissimo, ha comunque provato a scodinzolare quando è stato recuperato”. Sul sito dell’Organizzazione i contatti per ricevere informazioni su Eros e gli altri cuccioli salvati da abbandono e morte certa. “I volontari dell’OIPA chiedono un aiuto per lui, tanti piccoli contributi saranno un piccolo dono che ognuno di noi potrà offrire a Eros per sostenerlo nel suo percorso di ritorno alla vita”.

C’è chi li abbandona, chi li maltratta o li uccide. Eppure un cane è un compagno di vita che non chiede nulla in cambio, se non un po’ di amore.

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