Pubblicato il: 11 settembre 2018 alle 8:00 am

Dopo 17 anni riapre a New York la metropolitana di Cortlandt Street L’11 settembre del 2001 era stata sepolta sotto le macerie delle torri gemelle. La città oggi non dimentica ma guarda avanti

da New York, Stanley Ruggiero Tucci.

11 Settembre 2018 – Una bandiera americana alta sei piani sventola lungo il palazzo all’angolo tra Hester e Mott Streets per ricordare le vittime dell’11 settembre e commemorare gli attacchi al World Trade Center.

«Lo facciamo perché non vogliamo dimenticare», ha detto John Sasalinuovo, proprietario dell’edificio. John e sua moglie Denise hanno cominciato ad esporre la bandiera con l’aiuto e il sostegno di alcuni compagni volontari. Tutti insieme dispiegano il gigantesco pezzo di stoffa lungo 60 piedi e largo 30, un rituale che compiono con profondo rispetto e sempre con la stessa emozione. Lo fanno dal 2002, ogni anno. Erano per lo più estranei prima dell’11 settembre e ora sono amici.

«Diventa facile stringersi agli altri quando perdi amici e familiari, sai che la tragedia ha toccato tutti, il dolore è comune. Questo in realtà è il senso del nostro tributo, ed è ciò di cui parla questa bandiera», ha affermato il volontario Lili Krigel.

«Penso al valore di tutte le persone che si riuniscono qui nel ricordo di quel periodo tanto difficile per noi», ha rimarcato il tenente colonnello Sandy Krigel, membro in pensione della Air Force statunitense.

La bandiera è in mostra fino al 15 settembre. Sarà quindi abbassata, come ogni anno, con una funzione che coinvolge centinaia di persone.

La Stazione riaperta

Quando le torri gemelle caddero quell’11 settembre del 2001, precipitarono sulla fermata della metropolitana di Cortlandt Street della linea n. 1. La stazione fu sepolta sotto i detriti, le sue robuste travi piegate come fermagli di carta.

Per quasi 17 anni, la stazione è rimasta inutilizzata – mancante dalla mappa della metropolitana di New York City – anche quando un nuovo complesso del World Trade Center è cresciuto in superficie.

Sabato scorso, a mezzogiorno, la stazione è stata riaperta. Elegante, luminosa e ariosa, ha poca somiglianza con quella precedente, umida e vecchia. I muri sono decorati da file di parole.

«Anche se siamo caduti, siamo stati in grado di rialzarci», ha detto André Collazo, 64 anni, un tecnico grafico del Bronx. «È importante perché serve anche a ricordare a noi stessi che siamo forti, siamo resilienti».

E’ la Metropolitan Transportation Authority a gestire il sistema di metropolitana. Ha iniziato a costruire la nuova stazione solo nel 2015, dopo che l’Autorità Portuale di New York e New Jersey ha consegnato il sito dopo aver terminato altre parti dell’area.

La nuova stazione è accessibile alle sedie a rotelle, con tre ascensori e presenta meno colonne per facilitare l’attraversamento. Avrà cartelli elettronici con informazioni sui treni in tempo reale, come altre nuove stazioni.

La stazione, inoltre, contribuirà a collegare il World Trade Center ai quartieri lungo la linea n. 1 del West Side di Manhattan. Così come ha affermato Mitchell L. Moss, direttore del Centro Rudin per la politica e la gestione dei trasporti all’Università di New York: «Questa stazione – ha detto -, aiuterà prosperare tutta la Lower Manhattan».

Ma per molti pendolari e visitatori, l’importanza della nuova stazione WTC Cortlandt è meno legata alla praticità e più al messaggio, a ciò che dice su quanto ha fatto questa città in 17 anni.

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